BENCIC B. (SUI)
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MLADENOVIC K. (FRA)
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In posa tra le sue amate bici (Ti-Press/F.Agosta)
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03.08.2021 - 05:200
Aggiornamento : 14:37

Nell’officina di Mandricardo, dove ‘nasce’ la Belvedere

Una passione infinita per le biciclette, specialmente quelle d'epoca. Mandricardo Capulli è organizzatore della ‘ciclostorica’ del Mendrisiotto.

Quella di Mandricardo Capulli per le biciclette è una passione che si perde nel tempo. «Nemmeno mi ricordo quando è cominciata, da sempre penso», afferma mentre ci apre le porte della sua officina privata, nascosta tra i vicoli di Maroggia. Un luogo unico nel suo genere e sospeso nel tempo, dove l’amore per le due ruote a pedali trova la sua massima espressione. Per raggiungerlo bisogna salire una stretta scala che conduce a un vecchio fienile. All’interno trovano spazio, oltre a un centinaio di biciclette, un gran numero di oggetti ‘vintage’. «Qui dentro c’è tutta la mia storia. Dai cimeli dell’infanzia come il mitico ‘Game boy’, ai giradischi con i loro vinili», ammette Mandricardo con una certa emozione nella voce. Tra queste mura, con un lungo lavoro che dura mesi, viene anche organizzata la Belvedere. «Si tratta di una gara ‘ciclostorica’, dove le biciclette d’epoca la fanno da protagoniste. L’obiettivo non è quello di eleggere un vincitore, ma valorizzare un territorio fantastico come il Mendrisiotto», puntualizza il nostro intervistato, che insieme all’amico Andrea Bellati è tra gli ideatori dell’evento. Quest’anno l’appuntamento si terrà nel weekend del 21 e 22 agosto.

Un patrimonio storico

«Da bambino giravo in paese con gli amici in sella alle ‘Grazielle’. Mettevamo una carta da gioco tra i raggi delle ruote per simulare il rumore di un motore», risponde Mandricardo alla domanda su quale fosse il suo primo ricordo legato alle due ruote. Da lì la passione non si è più fermata, sviluppandosi nel tempo. «Già da giovane aveva la curiosità di montare e smontare gli oggetti. Sono poi passato ai motorini, dei quali ne conservo ancora una decina quasi tutti funzionanti e da me sistemati». L’amore più grande però è sempre stato per le biciclette, specialmente per quelle d’epoca. «Circa 30 anni fa ho capito che desideravo avere una mia collezione privata di bici storiche. Negli anni ne ho recuperate e sistemate diverse, un centinaio circa», racconta Mandricardo mentre ci accompagna nella seconda stanza della sua officina. «Qui ho tutto quello che serve per sistemarle», afferma mostrando una quantità infinita di pezzi di ricambio e altri utensili da lavoro. Fino a pochi mesi fa tutti questi oggetti si trovavano a Mendrisio, ma il loro numero richiedeva uno spazio maggiore. «Mi sono quindi spostato qui, anche se il problema potrebbe presentarsi nuovamente. Devo impormi di vendere alcune biciclette, ma non è così facile per me». In ogni caso non si tratterebbe di un addio, anzi... «Investirei la somma in altro materiale, è la mia passione e non riesco a farne a meno».

‘Mi chiamano per sistemarle’

Mandricardo è diventato nel tempo un punto di riferimento per tutti quelli che vogliono dare una nuova vita alle proprie biciclette. «Ognuno di noi ha una vecchia due ruote in cantina che magari vuole mettere a posto. Ultimamente sempre più persone mi portano le loro “belle vecchiette” e io le rimetto in sesto». Un esercizio che va però valutato bene prima di procedere al restauro. «Con oggetti degli anni 30 o 40 non me la sento di averci a che fare, mi fermo a bici risalenti agli anni 70 o 80. Non basta infatti conoscere la meccanica, occorre anche uno studio minuzioso dei materiali. Il rischio è di fare più danni che altro». Alle pareti trovano inoltre spazio maglie, occhiali e tanti altri pezzi legati al mondo del ciclismo. «La nostra è una regione con un fervore incredibile per questo sport e i suoi valori. Io mi definisco un ‘bartagliano’ al 100%, per me Bartali rappresenta la possibilità di raggiungere il successo anche per chi non nasce con la stoffa del campione».

La Belvedere

A tutte le persone che passano a vedere la sua collezione, il nostro interlocutore chiede di lasciare un pensiero scritto. Un voler condividere la propria passione che ha portato Mandricardo a creare la ‘Belvedere’. L’appuntamento è giunto alla sua quinta edizione, «un traguardo importante per un evento che nel tempo è diventato molto atteso nella regione». Sono infatti oltre 200 i partecipanti che ogni estate percorrono le strade del Mendrisiotto che le loro biciclette d’epoca. «Il numero degli iscritti varia in base alla meteo, ma noi non annulliamo se fa brutto. In bici si va sempre, anche se piove», puntualizza l’organizzatore mentre ci mostra il mezzo con il quale partecipa, una Vicini del 1943 (la più vecchia di tutte). La manifestazione non si limita però esclusivamente alle due ruote storiche, «proponiamo diversi percorsi adatti a tutti, anche per biciclette normali o e-bike. Ovviamente il tracciato per “quelle storiche” resta il principale e più caratteristico». Ai corridori infatti viene fornito un pettorale in stoffa, realizzato a mano. «Per stamparli tutti ci mettiamo circa una settimana. Ma l’effetto visivo per chi vede sfilare il gruppo di ciclisti è davvero notevole».

‘Anche un’esposizione’

Campo base dell’evento sarà l’Osteria Vignetta di Mendrisio, partner della manifestazione con la Città di Mendrisio. Lì verranno consegnati i pacchi gara sabato e si terrà una piccola esposizione di biciclette, con anche schermi multimediali per ripercorrere la storia del ciclismo. Domenica sarà invece il momento di salire in sella, «alle 6.30 ci troviamo per la colazione, poi si parte. Una volta completato il giro, che passa anche da Stabio per omaggiare l’ex campione Emilio Croci-Torti, si torna al punto di partenza». La giornata andrà poi avanti, con un villaggio vero e proprio a intrattenere gli interessati fino a sera. «Ci sono amici toscani, belgi e francesi che vengono sempre a farci visita. Tutti restano meravigliati dalle bellezze del nostro territorio e dalle sue prelibatezze». Sono infatti diversi i momenti del fine settimana dove si può assaggiare e degustare prodotti a chilometro zero. Le iscrizioni sono ancora aperte sul sito www.labelvedere.org, dove si trova anche il programma completo dell’evento. Un aspetto che ovviamente non è stato tralasciato è quello relativo alla sicurezza, «le partenze dei vari gruppi saranno scaglionate e adotteremo tutte le misure necessarie. Sicurezza e divertimento andranno di pari passo», conclude con un sorriso Mandricardo prima di congedarci.

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