fango-e-detriti-del-generoso-non-sono-piu-una-minaccia
Le nuove strutture appena realizzate (Ti-Press/Davide Agosta)
+1
ULTIME NOTIZIE Cantone
Locarnese
3 ore

Ronco s/Ascona: e vissero tutti felici e contenti

Col progetto ‘Comune sano’ lanciato dalla Confederazione, il Municipio intende migliorare la qualità della vita e soddisfare le aspettative dei cittadini
Ticino
3 ore

Sergi: ‘Livelli, il no all’emendamento è stato coerente’

I tre voti contrari alla sperimentazione dell’Mps sono stati decisivi. Il coordinatore ribatte colpo su colpo alle accuse da sinistra: serve vera riforma
Mendrisiotto
3 ore

Il sacerdote denunciato torna a dire messa

Anche se l’inchiesta è ancora in corso, il vescovo Lazzeri ha ritenuto che ci sono i presupposti per il ritorno, nel fine settimana, in parrocchia
Ticino
10 ore

Antonini colpevole di uno solo dei tre reati prospettati

L’ex comandante delle Guardie di confine, ‘licenziato prima che si giungesse a una sentenza’, è stato condannato per falsità in documenti
Ticino
12 ore

La Lega: è giunta l’ora di abolire le restrizioni

‘La situazione pandemica è sotto controllo, quella economica è invece preoccupante’. Mozione urgente al Consiglio di Stato
Ticino
12 ore

Sciopero dei ferrovieri in Italia

Da domenica 30 gennaio alle ore 3 fino a lunedì 31 gennaio alle ore 2. Sono previsti disagi nei collegamenti transfrontalieri Tilo
Mendrisiotto
12 ore

Centro storico a Mendrisio, controlli e sensibilizzazione

Questa la strategia della Città per richiamare al rispetto delle regole della circolazione all’interno delle zone pedonali
Ticino
13 ore

‘Il centro educativo chiuso di Arbedo è una necessità’

Per il magistrato dei minori Reto Medici la struttura permetterebbe di recuperare decine di giovani l’anno. Incarti stabili, ma reati violenti in aumento
Lugano
13 ore

Da revisione interna a controllo finanze

La Commissione petizioni cittadina approva l’operazione
Ticino
14 ore

Cresce l’interesse per la Città dei mestieri

Nel secondo anno di attività sono state oltre 7’600 le persone (+70%) che si sono rivolte alla sede bellinzonese che ora è nella rete internazionale
30.06.2021 - 16:490
Aggiornamento : 17:41

Fango e detriti del Generoso non sono più una minaccia

I lavori sul versante del Monte rivolto al lago si sono resi necessari nel 2011, quando una serie di colate aveva mostrato i limiti di contenimento

Sono finalmente terminati i lavori di protezione alle ove (termine con il quale si indicano i riali che corrono lungo la montagna) di Capolago, Mendrisio e Melano. Gli interventi si erano resi necessari dopo che nel luglio 2011 una serie di eventi meteorologici straordinari aveva causato danni ingenti, con diversi metri cubi di detriti che avevano invaso l'autostrada, l'abitato di Capolago e danneggiato alcuni tralicci dell'Ail. I costi del ripristino erano stati di circa 1'600'000 franchi.  In quel frangente ci si era resi conto che le vasche di contenimento (così come il piano di allarme e pronto intervento) erano insufficienti per contenere il materiale sceso a valle dalle pendici del Monte Generoso. «Si tratta infatti di una zona soggetta a crolli, caduta di sassi, franamenti e colate detritiche», ha spiegato in occasione del collaudo e della consegna della struttura Marco Bronzini, presidente del Consorzio manutenzione arginature medio mendrisiotto (Cmamm). A rendere ancora più sensibile il sito, dove si sono registrati danni e colate con una frequenza di 2-3 anni, ci sono anche gli effetti di erosione del terreno e lo sbalzo termico tra i mesi invernali e quelli estivi. 

‘Problema noto dal 1992’

Quelli capitati tra il 7 e il 13 luglio del 2011 non sono però gli unici eventi che hanno causato problemi alla viabilità, compresa anche la Ferrovia Monte Generoso, e ai residenti. «Le prime colate detritiche di cui si è a conoscenza e si dispone di buona documentazione risalgono al 1992. A partire dal 1996 è stato quindi realizzato un sistema di 11 vasche di contenimento, rimasto tale fino al 2010», prosegue il presidente del Consorzio, che si occuperà della manutenzione dell'opera. I lavori appena conclusi hanno riguardato le sei ove principali, mentre altre tre erano state sanate negli anni precedenti. Sono in totale una ventina, di dimensioni e lunghezza diversa, le strutture che compongo il sistema di sicurezza. «I canali che indirizzano il materiale verso le vasche di contenimento possono avere un'estensione variabile, da 80 fino a 120 metri», ha spiegato l'ingegnere Mauro Degiorgi, tra i progettisti dei lavori. «Lungo i riali sono stati effettuati esclusivamente interventi d'ingegneria naturalistica – ha affermato orgoglioso –. Prima di metterci al lavoro abbiamo sorvolato anche la zona con i droni per capire dove occorresse intervenire». Ai margini delle strutture in legno che delimitano i margini dei canali, realizzate con grossi tronchi di robinia e castagno, è inoltre prevista la semina di alcune piante per far tornare il verde. «Non bisogna però esagerare, altrimenti questi alberi potrebbero finire nel canale durante un forte temporale e rivelarsi problematici», ha puntualizzato Degiorgi. 

‘Pochi ritardi nei lavori’

Tra chi guardava con grande interesse alla fine dei lavori di messa in sicurezza c'era anche l'Ufficio federale delle Strade (Ustra), tra i committenti degli interventi. Oltre alle vasche di contenimento e al risanamento delle ove, sono infatti stati costruiti dei muri di controriva lungo la A2. A questi si aggiungono l'innalzamento dei guardrail e l'istallazione di una rete paramassi. «I lavori nel complesso hanno subito pochi ritardi causati dalla pandemia, solo un paio di mesi durante la gara d'appalto poiché diverse ditte erano chiuse – ha raccontato l'ingegnere –. Gli interventi hanno coinvolto due squadre, che si sono servite dell'uso di escavatori rampanti». 

Guarda tutte le 5 immagini
Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved