era-referente-del-traffico-di-cocaina-a-mendrisio-condannato
Tra la fine di luglio e il 28 ottobre dell'anno scorso (archivio Ti-Press)
ULTIME NOTIZIE Cantone
Bellinzonese
24 min

Lavagne che cadono a Sementina: ‘Ora tutte ricontrollate’

L’episodio del 21 ottobre si è verificato nonostante la manutenzione estiva fatta dopo il primo caso primaverile. Per il Municipio un fatto inspiegabile
Mendrisiotto
59 min

Chiasso, ‘le ferie natalizie saranno sul ghiaccio’

Entro sera il danno all’impianto di CO2, trovato da una ditta specializzata, verrà riparato. La riapertura della struttura è prevista prima di Natale
Bellinzonese
1 ora

Aiuti alle associazioni, Bellinzona dovrà regolamentare

Accolta un po’ a sorpresa dal Cc la mozione Deraita-Calanca, contro il parere del Municipio e della Commissione legislazione
Ticino
1 ora

Studi medici e farmacie a disposizione per la dose di richiamo

Il Cantone potenzia il dispositivo per la somministrazione della dose di richiamo agli over 65 e si prepara per l’apertura a tutta la popolazione
Bellinzonese
1 ora

Patriziato di Carasso, via libera al preventivo 2022

L’assemblea ordinaria ha approvato i conti che prevedono un avanzo di esercizio di 271mila franchi
Bellinzonese
1 ora

Due serate sulla musica sul grande schermo

Organizza Abcd video Bellinzona. Due appuntamenti previsti il 2 e il 9 dicembre al centro civico di Gorduno
Bellinzonese
2 ore

Pranzo Atte a Faido

L’appuntamento è venerdì 10 dicembre alle 12
Mendrisiotto
2 ore

In vista del Natale a Mendrisio si avrà il posteggio gratuito

La concessione è valida per i due autosili nel centro del Borgo. L’intento? Favorire la clientela dei commerci locali
Mendrisiotto
2 ore

Morbio Inferiore celebra l’Immacolata Concezione

La solennità sarà ricordata mercoledì 8 dicembre con tre messe nel Santuario di Santa Maria dei Miracoli
Locarnese
2 ore

Locarno, pensare alla natura come a una persona giuridica?

Conferenza di Roy Garré, giudice del Tribunale penale federale
Bellinzonese
2 ore

Carnevale in centro a Bellinzona ‘senza mescite all’esterno’

Dal Municipio le prime indicazioni, ma molto ovviamente dipenderà dall’evoluzione pandemica
Ticino
3 ore

In Ticino 24 ore di tregua dal Covid: stabili i ricoverati

Segnalati in totale 167 contagi, resta stabile a 7 il numero di persone in cure intense. Altre 7 classi in quarantena, contagi in una quarta casa anziani
Mendrisiotto
07.05.2021 - 16:260
Aggiornamento : 17:42

Era referente del traffico di cocaina a Mendrisio, condannato

Alla sbarra un 22enne. La Corte gli ha inflitto 3 anni e 6 mesi per vendita e detenzione di oltre un chilo di sostanza stupefacente

Non è stato «un semplice venditore» ma «il punto di riferimento locale del suo capo» il 22enne albanese comparso stamattina davanti alla Corte delle Assise criminali di Mendrisio per rispondere di infrazione aggravata e contravvenzione alla Legge federale sugli stupefacenti, riciclaggio di denaro e infrazione alla Legge federale sugli stranieri. Nel corso della scorsa estate nelle mani del giovane è passato oltre un chilo di cocaina: 917 grammi sono stati venduti a consumatori della zona, mentre i rimanenti 186 grammi sono stati trovati sulla sua persona e nascosti presso il parco Canavee il giorno dell’arresto, il 28 ottobre dell’anno scorso. Il giudice Amos Pagnamenta lo ha condannato a 3 anni e 6 mesi di detenzione, gli ha inflitto una multa di 100 franchi per la contravvenzione e lo ha espulso per 7 anni dalla Svizzera.

‘Volevo aiutare la mia famiglia’

L'attività di spaccio in Ticino del 22enne è iniziata nel luglio scorso. «Ho cercato lavoro ma non l'ho trovato anche perché c'era il virus – ha spiegato in aula rispondendo al giudice –. Poi mi è arrivata questa occasione, so che era sbagliato, ma ero disperato e volevo aiutare la mia famiglia». Per sua stessa ammissione, l'imputato è attivato nel Mendrisiotto «solo a vendere stupefacente e solo per aiutare la famiglia e non per finanziare il mio consumo». La sostanza, come si evince dall'atto d'accusa firmato dal procuratore pubblico Moreno Capella, è stata venduta a Mendrisio e in altre non meglio precisate località del Cantone. Compito del 22enne era quello di «confezionare le palline, non tagliavo la droga». Il denaro ottenuto con le vendite, stimato in 105mila franchi, veniva depositato nel bosco – «il capo mi indicava dove lasciarlo» – e veniva in seguito recuperato da altri membri dell'organizzazione che gestiva il traffico.

L'accusa: ‘Un modello collaudato’

L'accusa ha chiesto una condanna a 4 anni di detenzione. Quello esaminato in aula, ha spiegato Capella, «è un modello collaudato, con una persona che dall'ignoto governa l'attività sul nostro territorio facendo capo a una messaggistica criptata. Chi sta al di sopra di queste persone (l'imputato e altri due spacciatori citati nell'atto d'accusa contro i quali il Ministero pubblico si esprimerà quando la sentenza odierna crescerà in giudicato) opera a tutela della sua incolumità verso la giustizia svizzera, assume, recluta in loco e invia sul territorio dove intende avere guadagni infrangendo le norme». Quella dell'imputato, ha aggiunto il rappresentante dell'accusa, «non è la figura di un semplice venditore, ma di referente sul territorio che accoglie i nuovi venuti e dà loro assistenza logistica, è responsabile del recupero e del confezionamento dello stupefacente prima di consegnarlo ai cavallini». Una colpa «grave, tendente al molto grave» visto che il 22enne «ha deliberatamente scelto di porsi dall'altra parte, dato che in Italia ha lavorato e dimostrato che è in grado di guadagnare in modo lecito».

La difesa: ‘Costretto a una scelta sbagliata’

La difesa, rappresentata dall'avvocato Sofia Padlina, si è invece battuta per una condanna non superiore ai 24 mesi, di cui 8 da espiare. «Ha fatto una scelta sbagliata della quale si è pentito subito, ma si è visto costretto a una scelta sbagliata per dare aiuto alla famiglia». La legale ha messo l'accento sulla «collaborazione piena» fornita sin dal primo verbale («dove ha ammesso i quantitativi di droga poi riportai nell'atto d'accusa»). «I fatti sono certamente gravi, ma ha riconosciuto le sue responsabilità. Si tratta di uno dei tanti giovani albanesi assodati da trafficanti di droga» che aveva il ruolo di «spacciatore anziano che, su indicazione del capo in Albania, doveva inserire le nuove leve prima di rientrare in Patria». L'imputato ha infatti affermato che avrebbe lasciato la Svizzera due giorni dopo essere arrestato. Spiegazione che non ha convinto né il giudice né il procuratore. «Era in Svizzera per commettere un'attività non giustificata e ha terminato solo perché è stato arrestato», ha concluso il giudice.

Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved