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'Questione di rappresentatività' (Ti-Press)
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07.05.2021 - 16:060
Aggiornamento : 17:40

Meno di 60 consiglieri a Mendrisio? Il Municipio boccia l'idea

A cinque anni di distanza la proposta bis di Massimiliano Robbiani non fa breccia. Divise anche le Petizioni

Per la seconda volta a distanza di cinque anni il consigliere comunale Massimiliano Robbiani (Lega-Udc-Udf) si è visto rispondere di 'no'. Il Municipio di Mendrisio - e prima di lui la maggioranza della Commissione delle petizioni - non vede di buon occhio, infatti, la riduzione da 60 a 45 del numero di consiglieri comunali, e di pari passo la contrazione dei membri delle Commissioni permanenti e speciali (da 11 a 9). L'argomentazione più forte? Per l'esecutivo ne va della rappresentatività di una Città oggi composta da dieci Quartieri. Sotto i riflettori, di nuovo, due articoli del Regolamento comunale: l'articolo 6 (al capoverso uno) e l'articolo 38 (al capoverso uno).

'Questione di equità'

C'è la questione della difficoltà di trovare candidati alle elezioni, superabile per l'esecutivo cittadino. Ma soprattutto vi è il rischio - se la mozione firmata dal consigliere della Lega venisse accolta - di veder "disatteso uno degli obiettivi strategici" di Mendrisio. Mantenere statu quo (e i 60 rappresentanti eletti) significa, ribadisce l'autorità comunale nel messaggio che accompagna la proposta, "permettere un’equa rappresentatività dei Quartieri, che potrebbe invece essere messa in discussione con una diminuzione a 45 membri".

Non si discosta dal pensiero dell'esecutivo, la maggioranza delle Petizioni, convinta che l'eterogenità del legislativo, o meglio, di "tutte le realtà della Città", sia un "fattore imprescindibile". Al contempo, anche la diminuzione dei commissari, si osserva,"non porterebbe a una accelerazione dei tempi di decisione, poiché comunque dipendenti dall’iter burocratico della politica".

'C'è disaffezione'

Vi è poi, come detto, l'argomentazione sollevata da Robbiani già nel 2016, che punta dritta alla "disaffezione da parte dei cittadini di partecipare in prima persona e mettersi a disposizione per la cosa pubblica". Il che, si corrobora, mette in difficoltà i gruppi politici di Mendrisio nella ricerca di candidati per le elezioni comunali. Ecco che per il consigliere rivedere l'assetto consiliare permetterà di "dare una maggior concretezza e dinamicità al legislativo", senza trascurare il risparmio legato alle diarie. A dar man forte a Robbiani c'è la minoranza delle Petizioni (per voce, quali firmatari, di Fabrizio Visparelli e Simona Rossini, colleghi di partito di Robbiani) propensa a dare l'opportunità "di rinnovare il legislativo con dei candidati più motivati e meno assenteisti, garantendo comunque la ripartizione tra Quartieri". L'attenzione va, una volta di più, sul "progressivo e costante aumento dei cittadini che si astengono dal voto, la disaffezione verso i partiti storici e una insofferenza verso un modo ormai obsoleto di gestire la politica".

Sulle candidature c'è 'autonomia'

Non la vede così, per contro, la maggioranza delle Petizioni (il cui rapporto a febbraio è stato firmato da Alessandro Polo, Ppd), che non concorda, come si ricorda nel messaggio municipale, "sulla difficoltà dei gruppi politici di trovare persone che siano disposte a candidarsi per i poteri comunali". Anche perché, segnalano, "non vi è un obbligo legale che imponga il numero di candidati da proporre per il rinnovo del legislativo; pertanto i partiti politici possono decidere in merito in modo autonomo" il numero di candidati da presentare alle urne. Tanto più, si rilancia, che "la domanda di ridurre i membri porterebbe all’esclusione di alcuni consiglieri comunali residenti nei Quartieri più piccoli".

Chiarite posizioni e schieramenti, adesso toccherà al neo eletto Consiglio comunale dire la sua sulla mozione Robbiani. Legislativo che siederà per la prima volta tra i banchi per la sua seduta costitutiva il prossimo 17 maggio. Nel 2017 l'aula consiliare posta di fronte alla stessa proposta, l'aveva bocciata.

 

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