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24.04.2021 - 15:22

Pandemia e socialità: 'Con il bridge ci siamo salvati!'

L'attività del Bridge Club Mendrisio non si è fermata neppure durante la pandemia approdando dai tavoli alle piattaforme virtuali internazionali

pandemia-e-socialita-con-il-bridge-ci-siamo-salvati
Si gioca protetti!

Un'attività capace di allenare il tanto prezioso muscolo del cervello e di far nascere anche delle vere amicizie. Si tratta del bridge, gioco di carte diffuso a livello mondiale che a Mendrisio ha trovato terreno fertile. Il locale club può, infatti, vantare numerosi soci che neppure la pandemia è riuscita ad 'allontanare'. A parlarcene è il presidente ad interim, Luciano Mella, confrontato con un'emergenza sanitaria che ha costretto al distanziamento sociale e a precise regole anticontagio. «Uno degli obiettivi di questo gioco è proprio lo stare insieme, se pensiamo soprattutto alla maggioranza degli iscritti appartenenti alla terza e quarta età – ci confida il responsabile –. Il Covid avrebbe potuto compromettere tutto, non solo la sua pratica ma, in particolar modo, la necessità di condivisione, confronto, incontro appunto». Che fare dunque? «Abbiamo voluto trovare una soluzione che ci permettesse di restare in contatto, così abbiamo individuato nelle piattaforme online una degna alternativa: dall'americana Bbo all'inglese 'Realbridge' capace di attivare anche una telecamera e un microfono fra i partecipanti».

Nessun isolamento quindi, capace di pesare sull'umore e sulla quotidianità dei soci, soprattutto più anziani, ma una continuità di gioco che ha permesso ai 'briggisti' di divertirsi, di evadere e di trascorrere alcune ore senza l'assillo del coronavirus e delle sue criticità, non solo sanitarie: «Esatto – ci risponde Mella – per una volta il computer anziché isolare, come capita spesso fra i giovani, ci ha tenuti uniti. Penso specialmente a coloro che non potevano avere, per sicurezza personale, neppure contatti con i familiari più stretti né con gli amici. In questo senso, con il bridge ci siamo salvati! Certo, ora dopo un anno di gioco online iniziamo a essere stanchi di smazzare carte da casa e la voglia di incontrarci è nuovamente grande. Bello giocare, vedersi e parlare... ma sempre online è. Poi vi è il triste aspetto di quanti non rivedremo più perché mancati durante questo difficile periodo, un dispiacere che riaffiora ogni volta che pensiamo al ritorno alla quotidianità e al fatto che non li rivedremo più...».

Oltre i campanilismi dei club ticinesi

Ma i soci come hanno percepito questo cambio di realtà, dal movimento del vis-à-vis alla staticità di uno schermo? C'è stata una diffidenza iniziale? «La maggioranza è stata contenta. Abbiamo avuto quasi un centinaio di ticinesi che sono stati felici di mantenersi in contatto. La volontà di stare insieme e di non isolarsi hanno prevalso, anche perché, come gli scacchi, il bridge è un gioco d'intuito e di intelligenza, in grado, come si suol dire, di far lavorare il cervello, di far ragionare, aspetti molto salutari e fondamentali per il benessere della persona». Primi peraltro ad attivarsi, quale club momò, sono stati poi seguiti dagli altri consessi cantonali: «In questo non c'è stato campanilismo – annota con una punta di orgoglio il presidente che ha già dato la sua disponibilità a continuare il mandato da avallare in una prossima assemblea post-pandemia –. Qui nessuno si è arroccato nel proprio distretto, ma abbiamo messo in piedi un importante scambio fra i quattro club ticinesi (Magliaso, Lugano e Bellinzona gli altri tre, ndr), anche attraverso regolari incontri via Zoom fra noi quattro presidenti dove ci raccontiamo come sta andando, cosa facciamo, come risolviamo determinate problematiche, cosa c'è da migliorare anche sotto l'aspetto tecnico, eccetera. Oggi guardiamo così a un imminente nuovo inizio. Inizieremo, infatti, a rincontrarci nella nostra sede presso l'hotel Coronado di Mendrisio mercoledì 28 aprile alle 14. Sebbene molti fra di noi siano già vaccinati utilizzeremo il collaudato protocollo di sicurezza, dall'appello alla responsabilità individuale (non venire al club con sintomi influenzali alla firma di un foglio di presenza con nome e cognome, dalle carte pre-distribuite (non vengono smazzate ai tavoli) all'obbligo nei tornei di giocare con mascherina, dai tavoli da gioco ben distanziati all'obbligo, dopo ogni turno, per tutti i giocatori di disinfettarsi le mani alla predisposizione per ogni giocatore di avere il suo personale bidding-box».

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