Mendrisiotto
Mendrisio deve essere una 'Città della cultura'
Sinistra e Verdi sollecitano il Municipio a destinare 200mila franchi a sostegno delle imprese culturali. Le risorse, motivano, non mancano
Gli argomenti non mancano (Ti-Press)
10 marzo 2021
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Mendrisio ha tutti i numeri - o sarebbe meglio dire i luoghi e gli eventi - per guadagnarsi l'appellativo di 'Città della cultura'. Per esserlo appieno, però, occorre andare in aiuto a quelle imprese culturali che ora soffrono a causa delle restrizioni messe in campo per contenere la diffusione del Covid-19. Un gesto che agli occhi dei consiglieri di Insieme a Sinistra e Verdi è divenuto ormai necessario. E a tal punto da recapitare al Municipio locale una proposta puntuale, così da corroborare le misure decise a livello federale e cantonale per il settore. Cosa ci si aspetta dall'autorità comunale? Che deliberi "un importo pari a 200mila franchi come quota parte della partecipazione comunale a questo piano di sostegno alle imprese culturali locali, coordinato dalla Confederazione e dal Cantone".

Senza Estival, le risorse ci sono

Le ragioni sono evidenti, le risorse, si fa capire in una mozione urgente, non mancano. In fondo, ricordano Andrea Stephani, Giacomo Stanga, Isabella Medici, Claudia Crivelli Barella, Daniela Carrara, Cristina Marazzi Savoldelli e Marion Bernardi, in questi due anni - 2020 e 2021 - si sono risparmiati giusto i 200mila franchi che, nel passato recent, venivano dedicati all'organizzazione della tappa mendrisiense di Estival Jazz. Infatti, nel 2018, dopo un'intesa durata vent'anni, di comune accordo Città e Estival hanno chiuso la collaborazione. Il punto, richiamano i firmatari della mozione, è che "la rinuncia a questa grande manifestazione, confermata con il mancato rinnovo della convenzione giunta a termine nel 2019, non è però coincisa con un maggiore sostegno economico alle manifestazioni e alle associazioni ricreative locali".

'La Città svolga un ruolo esemplare'

E allora, si fa capire, occorre rimediare. Del resto, si corrobora, la situazione del settore culturale è grave dopo oltre un anno di chiusure forzate. Di conseguenza, il gruppo di consigliere e consiglieri comunali considera "imperativo che la Città di Mendrisio – che, grazie alla scommessa vinta legata al Centro LaFilanda, la consolidata presenza dell’Accademia e all’imminente arrivo della Supsi e a una diversificata offerta culturale e ricreativa, si profila sempre più come 'Città della Cultura' – svolga un ruolo esemplare nel sostegno alle manifestazioni culturali e alle associazioni ricreative". Come dire che ci si attende un chiaro impegno.

Il credito Covid utilizzato solo per il 21 per cento

Gli autori della mozione, d'altro canto, portano un altro argomento a loro favore: l'investimento rappresenta una esigenza a fronte di contributi Covid - che ammontavano a oltre un milione - utilizzati solo in parte. Stando alla contabilità dello stesso Municipio, dagli aiuti stanziati in risposta agli effetti della crisi sanitaria sulla realtà economica locale si è attinto solo il 21 per cento. Si parla, come indicato ai consiglieri del Plr Tiziano Calderari, Giovanni Poloni e Vincenzo Crimaldi, di una cifra di poco meno di 231mila franchi. Quindi, quasi 850mila franchi sono rimasti nelle casse comunali, anche perché il credito messo a disposizione a favore delle micro attività e per rilanciare l'economia era a termine e oggi non sussiste più la base legale per attingervi. Di fatto, a sostegno delle piccole e medie imprese sono andati poco più di 27mila franchi, mentre circa 200mila franchi sono stati investiti nei buoni di 'Mendrisio Viva'.

Il tema è al centro di riflessioni

L'esecutivo, in ogni caso, sollecitato dal Plr ha confermato che non intende chiudere la porta ad altre iniziative. In effetti, si annota, "si sta riflettendo sul tema, tenendo in considerazione fattori come l'evoluzione della pandemia e i costanti sviluppi in materia di aiuti economici varati da Cantone e Confederazione". Nel frattempo, si rammenta, si sono concesse dilazioni di pagamento alle aziende in difficoltà. Quanto ai buoni che si sono rivelati un supporto per commerci e cittadini? Al momento, spiega il Municipio, non vi è a disposizione una cifra ad hoc.