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13.02.2021 - 18:33
Aggiornamento: 14.02.2021 - 11:50

Intercity: 'Si pensa al Zurigo-Milano, non al Mendrisiotto'

La Commissione dei trasporti, esclusa dal gruppo di lavoro, reagisce. Il presidente: 'Sono amareggiato, ci rivolgeremo al Cantone'

intercity-si-pensa-al-zurigo-milano-non-al-mendrisiotto
Il Distretto vuole le sue fermate (Ti-Press)

La percezione da queste parti è chiara: i treni Intercity anziché riavvicinarsi al Mendrisiotto, sembrano allontanarsi. O forse sarebbe meglio dire che sfrecciano via ancora più veloci. In effetti, il Distretto confidava di potersi alfine sedere al tavolo del gruppo di lavoro costituito ad hoc e chiamato (fra le altre cose) a trovare una soluzione (ovvero a ragionare su come prolungare il tracciato dei treni a lunga percorrenza nell'appendice meridionale del Ticino). Invece, qualche giorno fa la missiva giunta da Berna ha raggelato le speranze. Si tratta di un gremio tecnico, quindi la Commissione regionale dei trasporti (Crtm) - che aveva peraltro dato voce anche a Chiasso e Mendrisio e ad Astuti, l'Associazione ticinese degli utenti del trasporto pubblico - non può prendervi parte. Come dire che di politici non se ne vogliono nella stessa stanza con responsabili dell'Ufficio federale dei trasporti, Ffs e Dipartimento del territorio; e questo sebbene la Crtm avesse già identificato la figura che avrebbe potuto portare un contributo fattivo a una problematica quanto mai sentita nella regione (e non solo dalla politica). Così la delusione di essere rimasti esclusi dalla rete di collegamento fra le città svizzere si è trasformata in indignazione e amarezza.

Una risposta indigesta

Il presidente della Commissione Andrea Rigamonti non nasconde di certo il suo disappunto, condiviso giovedì con i delegati dei Comuni. «La nostra richiesta, il dicembre scorso, era stata esplicita, avendo sollecitato con i due poli del Mendrisiotto e Astuti la necessità di affrontare questa tematica: il mantenimento delle fermate dei convogli a lunga percorrenza a Chiasso e Mendrisio. La missiva, però, non lascia spiragli. Ci è stato ribadito che il gruppo persegue degli obiettivi tecnici, quindi, considerata la sua natura, l'idea di allargare questi approfondimenti ai politici non entra in linea di conto. Ma c'è di più - rincara il presidente a 'laRegione' -, ed è quello che ci lascia più perplessi». Di cosa si tratta? «Nella missiva - ci spiega Rigamonti - si è inserito un cenno al fatto che il gruppo tecnico si sta adoperando per stabilire una offerta ferroviaria interessante e performante tra Zurigo e Milano. E questo mi ha molto amareggiato: ancora una volta si sta tagliando fuori il Mendrisiotto».

'Va corretto subito il tiro'

C'è da credere che non starete a guardare. «Abbiamo preso subito carta e penna - ci dice il presidente -: chiederemo al Consiglio di Stato, che l'estate scorsa ha dimostrato di esserci vicino, di far correggere immediatamente il tiro da parte del gruppo di lavoro. Non è questa la soluzione per garantire al Distretto la fermata degli Intercity a Chiasso e Mendrisio lungo l'arco di tutta la giornata. Insomma, non accettiamo una risposta di quel tipo», sgombra il campo.

Del resto, il timore è che si rinvii continuamente la questione, facendola finire nel dimenticatoio. Anche se le istituzioni del Mendrisiotto faranno di tutto per impedirlo; a dimostrarlo ci sono petizioni, missive e atti parlamentari.

Astuti: 'Siamo preoccupati anche noi'

Ci è rimasta male, d'alta parte, anche Astuti, che a sua volta aveva chiesto di poter partecipare ai lavori del gruppo ad hoc. «La risposta - ci fa notare il presidente Fabio Canevascini - è stata la stessa: non possiamo, il gruppo ha carattere tecnico. Come non rimanere amareggiati, quindi. Ci è toccato però farcene una ragione. In fondo, ce lo aspettavamo», ammette. La risposta negativa da Berna non cambia, comunque, l'urgenza del tema. Poi c'è l'intenzione di rilanciare il collegamento Zurigo-Milano. «Quanto è stato comunicato alla Commissione regionale dei trasporti - annota il presidente di Astuti - non rassicura di certo. Anzi. Anche noi siamo preoccupati e, a dirla tutta, siamo rimasti pure un po' spiazzati da questa comunicazione. Ci lascia intendere, almeno questa è l'impressione, che non stiano approfondendo il tema al quale hanno dichiarato di interessarsi. Ovvero valutare come adattare l'orario ferroviario affinché si possa garantire anche per il Mendrisiotto una fermata dei treni a lunga percorrenza». Obiettivo a cui anelano in tanti nel Distretto.

Terza corsia A2

'Siamo al fianco di Melano'

Le preoccupazioni della regione non corrono, però, solo lungo la rotaia. A dare dei pensieri è pure il potenziamento dell'autostrada fra Lugano e Mendrisio, con la creazione di una terza corsia dinamica (cfr. sotto). «Giovedì - ci conferma ancora Andrea Rigamonti, presidente della Crtm -, abbiamo discusso anche di questo dossier e abbiamo deciso di sostenere le legittime richieste avanzate all'autorità federale dal Comune di Melano, in particolare riguardo all'aggiramento del paese». Come Crtm avevate messo subito delle condizioni, perorando la causa della variante - la cosiddetta 4/2 - più onerosa, ma più attenta al territorio. «In effetti, il fatto che sia stata scelta l'opzione che abbiamo appoggiato ci soddisfa, ma riteniamo di sostenere gli argomenti di Melano, che va ascoltato. Inoltre, c'è un altro aspetto da non sottovalutare: l'intervento sull'A2 va coordinato con il prolungamento di AlpTransit a sud», ribadisce il presidente. Per Rigamonti occorre «trovare il modo di far coincidere i due progetti, sebbene adesso corrano su due piani di maturazione diversi a livello federale. In fondo, ci si muove a pochi anni di distanza». Un punto si cui fanno leva, d'altro canto, anche i cittadini che hanno sottoscritto la petizione decisa a rivendicare rispetto per il paesaggio locale e la qualità di vita dei paesi lungo il tracciato autostradale.

 

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