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La scuola media di Balerna (Ti-Press)
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15.01.2021 - 15:53
Aggiornamento : 18:00

Scuola montana di Balerna: 'Si scarica sulle famiglie'

Interpellanza al Consiglio di Stato sulla decisione della scuola media di organizzare l'appuntamento invernale a Bosco Gurin in tempi di coronavirus

Hanno trovato quantomeno 'strana' i deputati del gruppo Mps-Pop-Indipendenti, Simona Arigoni, Angelica Lepori e Matteo Pronzini, la decisione della scuola media di Balerna di organizzare, per gli allievi di prima, in tempi di coronavirus, una settimana montana a Bosco Gurin. Tanto che ne hanno fatto un'interpellanza al Consiglio di Stato. "Sappiamo bene che la scuola montana è un’attività molto importante, un momento educativo, formativo e sicuramente anche divertente. Le 'misure di protezione' prese nel caso in questione (ma pare vi siano anche altri istituti scolastici che hanno pianificato tali attività) – evidenziano nell'atto parlamentare – riguardano il numero di allievi nelle camere e a tavola (gruppi di 4) senza ovviamente l’uso della mascherina. Si tratta comunque di 4 nuclei famigliari che si mescolano, senza contare che momenti conviviali, lezioni di sci, tempo libero si svolgeranno con altri gruppi di ragazzi e ragazze. Infine bagni e docce saranno utilizzati da tutti. E senza dimenticare che, in questo contesto, anche la distanza tra docenti e allievi difficilmente può essere mantenuta nell’ambito delle prescrizioni di sicurezza".

Alcune famiglie sembrano dunque aver espresso qualche perplessità, ma "la scuola – riportano i granconsiglieri – ha risposto consigliando di tenere a casa i figli, scaricando ancora una volta la responsabilità di una scelta, ovviamente difficile e dolorosa per un ragazzo o una ragazza, sui singoli e sulle famiglie. Da quanto ci sembra di capire – aggiungono – non è sicuro che i ragazzi e le ragazze non siano trasmettitori e diffusori del virus e del resto la variante inglese, che tanto preoccupa le autorità federali, sembra diffondersi soprattutto tra bambini e giovani ragazzi al punto che alcuni paesi europei hanno deciso di chiudere le scuole".

Il principio di prudenza: 'Rimandare attività come questa'

Da qui la presa di posizione, ferma e chiara: "Riteniamo che in un momento come questo dovrebbe prevalere il principio di prudenza e rimandare attività come la scuola montana a un momento meno difficile da punto di vista sanitario. Certo, per ragazzi e ragazze si tratta di una rinuncia che potrebbe essere comunque mitigata da una giornata sulla neve senza pernottamento o da altre attività all’aperto svolte nel rispetto delle norme di sicurezza. Non ha molto senso chiedere ai ragazzi e ai giovani di essere responsabili, di evitare assembramenti, di portare la mascherina a scuola e poi portarli a scuola montana dove, inevitabilmente, tutte queste regole saltano in un momento. Siamo del resto sicuri che gli stessi ragazzi e ragazze potrebbero capire la scelta di rinviare l’uscita come gesto di responsabilità collettiva e sociale. E siamo altrettanto sicuri che avranno davanti a sé molti altri anni di scuola nei quali poter sperimentare la gioia della scuola montana".

Tre a questo punto gli interrogativi girati al Governo: sulla base di quali valutazioni si è dato il permesso alle scuole medie di organizzare le scuole montane? Esiste una normativa cantonale o sono le singole sedi che decidono come organizzarsi? Nella situazione attuale, con la variante inglese che sembra poter rapidamente portare all’emergere di una terza ondata, non sarebbe più prudente sospendere le uscite delle classi con pernottamento e le scuole montane?

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