pneumatici-in-fiamme-i-controlli-sono-stati-regolari
Nell'incendio di sabato sono bruciati 5mila copertoni (Ti-Press/Davide Agosta)
ULTIME NOTIZIE Cantone
Locarnese
3 min

Cugnasco-Gerra, vino che passione (di famiglia)

Incontro con Marinella Dubey e Michela Rosselli, che racconteranno il loro lavoro nell’attività vinicola
Locarnese
11 min

Maggia, premiazione concorso di scrittura

Il tema della 14esima edizione del Premio Angelo Casè era ‘Dammi la mano’. La cerimonia si terrà domenica 24 ottobre
Locarnese
11 min

Locarno, bilancio positivo per le Matinées organistiche

La rassegna tornerà nel 2022, con otto concerti a primavera e altrettanti in autunno
Bellinzonese
28 min

‘L’industria metalmeccanica sta uscendo dal tunnel’

Segnali di netta ripresa durante l’ultima assemblea dell’associazione di categoria tenutasi a Bodio. Premiati i migliori apprendisti
Locarnese
39 min

Locarno, un piccolo Yeti sullo schermo di Cinemagia

Diversi appuntamenti con la rassegna cinematografica per i più piccoli da venerdì 22 a mercoledì 27 ottobre
Luganese
45 min

Lugano, perché si tace sulla Heleneum alla Bally?

Nuova interpellanza chiede spiegazioni sull’assenza di un concorso pubblico per la locazione della villa in riva al lago
Luganese
47 min

Fiat Lux, si riaccende il Cinema a Massagno

Domani riapre al pubblico la sala rinnovata con la Notte del cortometraggio. Ma le 273 poltroncine escluse dall’investimento di 2,6 milioni
Mendrisiotto
48 min

‘Ciuf, ciuf!’, sul treno alla scoperta del m.a.x. museo

In programma un laboratorio didattico per i più piccoli a corollario dell’ultima mostra su treni, arte, grafica e design
Locarnese
55 min

Metrò alpino Bosco Gurin-Formazza, nuova strategia comunicativa

A confermarne la bontà è uno studio realizzato da Bak Economics. Per coinvolgere Comuni e popolazione è stato ripensato il processo di informazione
Bellinzonese
58 min

Strada val Malvaglia e Pontirone: accesso limitato

Il 25 ottobre inizia il cantiere di un mese in zona Scateto, aperture limitate durante la prima settimana
Mendrisiotto
1 ora

Chiasso, riapre la piscina comunale

L’ingresso è permesso solo ai possessori di un Covid-Pass da mostrare con il documento d’identità
Locarnese
1 ora

Masterplan Alta Vallemaggia, chi ha idee si faccia avanti

Per valorizzare il potenziale inespresso della regione attraverso uno sviluppo sostenibile. È possibile inoltrare i progetti fino al 13 novembre prossimo.
Luganese
1 ora

Paradiso, centinaia di persone all’Oktoberfest

Variegata l’offerta di birra, mentre sono state esposte diverse Harley Davidson, con tantissimi biker
Ticino
1 ora

Fra lavori e sciopero, disagi ai treni fra domenica e lunedì

Interessate in Ticino le tratte fra Chiasso e Como e tra Cadenazzo e Locarno, nonché la linea fra Stabio e l’aeroporto di Malpensa
Mendrisiotto
1 ora

Generoso e Arogno, due percorsi didattici

Una ‘caccia al tesoro’ alla ricerca delle specie che vivono nelle foreste svizzere, con un concorso aperto fino al 30 novembre
Mendrisiotto
1 ora

Per Mendrisio la corsia per i Tir non è necessaria

La Città ribadisce la sua contrarietà e chiede all’Ustra di sospendere anche la prassi già in uso da anni nel tratto finale dell’A2
Bellinzonese
1 ora

A Lumino strade buie dopo la mezzanotte ‘anche in futuro’

Consegnate oggi alla Cancelleria oltre 200 firme per mantenere spenta l’illuminazione pubblica al termine della fase pilota
Locarnese
1 ora

Visita guidata al Castello di Locarno

Per riscoprire il monumento e le mostre in corso nel maniero
Luganese
1 ora

Lugano, BeatCoin e Blockchange al Conza

La Città organizza l’evento, con Usi, Supsi e i maggiori esperti del settore
Ticino
2 ore

Una giornata di festa per il Merlot

È il vitigno più diffuso in Ticino e il secondo in Svizzera. Sabato 23 ottobre verrà celebrato degnamente
Ticino
2 ore

L’impegno di Raiffeisen per il territorio

Donati 12mila franchi a tre organizzazioni non profit della Svizzera italiana: Telefono amico, Ridere per vivere e Fondazione Damiano Tamagni
Mendrisiotto
 
22.12.2020 - 06:050

Pneumatici in fiamme, ‘i controlli sono stati regolari’

Giornata di rilievi alla Pm Ecorecycling di Mendrisio. La convivenza tra l'attività della ditta e la zona abitata sarà discussa in Municipio

È continuata ancora nella giornata di ieri l'attività della Polizia scientifica alla Pm Ecorecycling di Mendrisio. Obiettivo degli inquirenti, coordinati dal Procuratore pubblico Pablo Fäh, è stabilire le cause che, sabato sera, hanno portato all'incendio di almeno 5mila pneumatici accatastati nel deposito della ditta. Il secondo incendio – il primo risale al dicembre di quattro anni fa – ha messo sul tavolo numerosi interrogativi sulla presenza dell'attività (autorizzata) a ridosso del centro abitato. Oggi il Municipio di Mendrisio affronterà il tema nel corso della sua seduta settimanale. L'inchiesta, come detto, continua: sul posto sono stati effettuati numerosi rilievi e gli accertamenti di Polizia in corso seguono tutte le ipotesi. Tra queste anche il dolo: alcuni testimoni avrebbero infatti segnalato di avere notato una vettura allontanarsi dal luogo dell'incendio.

Controlli ‘promessi’ ed effettuati

I rilievi effettuati quattro anni fa hanno stabilito che il numero di pneumatici presenti nel deposito era superiore rispetto a quello stabilito dalla licenza edilizia. Cantone e Comune hanno imposto la riduzione da 20mila a 14mila copertoni (stando a nostre informazioni, al momento del rogo sarebbero stati più di 8mila quelli stoccati) e ‘promesso’ controlli regolari. L'ultimo in ordine di tempo è avvenuto alla fine di novembre. «I controlli sono stati effettuati in modo regolare», conferma a laRegione il capo dell'Ufficio della gestione dei rischi ambientali e del suolo Nicola Solcà che, per motivi di inchiesta, preferisce non entrare nel merito sulla situazione del deposito. I dati dell'Osservatorio ambientale della Svizzera Italiana (Oasi) parlano chiaro. Nella giornata di domenica, le polveri fini a Mendrisio hanno ampiamente superato il valore limite fissato dall'Ordinanza contro l'inquinamento atmosferico (50 microgrammi al metro cubo). «Dal punto di vista ambientale e sanitario, gli incendi di pneumatici tendenzialmente sono i peggiori che si possono avere perché bruciano molto male – continua Solcà –. È un dato di fatto che gli pneumatici che bruciano emettono quantità nocive superiori rispetto a quello che può essere un pezzo di legno». L'incendio è scoppiato intorno alle 22. «Fortunatamente di notte – sottolinea ancora il responsabile – momento in cui la popolazione non è esposta. Il picco lo si è avuto intorno alle 4 del mattino; durante il giorno la situazione è rientrata». L'incendio «ha generato una colonna di fumo molto alta: polveri e sostanze inquinanti si sono disperse molto, quasi da non essere misurate». Nicola Solcà ha effettuato personalmente delle misurazioni alla 1 del mattino, senza rilevare grandi odori o valori. «Il peggioramento si è come detto avuto intorno alle 4, per cui la raccomandazione di tenere porte e finestre chiuse è stata senz'altro giusta». Ragionando sulla qualità del'aria durante i due incendi, Solcà spiega che «quattro anni fa il livello dell'aria è stato peggiore: il picco raggiunto è stato di 1'000 microgrammi al metro cubo. Sabato ci siamo ‘fermati’ intorno ai 200». 

Sospesa la prima inchiesta

Il rogo di quattro anni fa, di accertata matrice dolosa, non ha ancora un colpevole. Il procedimento contro ignoti avviato dalla Procuratrice pubblica Margherita Lanzillo è stato sospeso in attesa che le risultanze dell'inchiesta portino verso una direzione piuttosto che un'altra. In merito alla prima inchiesta, il deputato della Lega Massimiliano Robbiani ha presentato un'interrogazione al Consiglio di Stato. Al Governo viene chiesto perché “la giustizia non ha ancora chiarito cosa sia successo”, come è possibile che “un'inchiesta non dia risultati dopo quattro anni” e se “è possibile trovare dei correttivi o imporre la chiusura del deposito” fino a quando non si saprà cosa è successo nel dicembre 2016.

‘Aree industriali riorganizzate e securizzate’

L'incendio di sabato pone una serie di interrogativi ai quali occorre saper dare risposta in tempi brevi. In una nota firmata dal presidente Tiziano Calderari, dal vicepresidente Vincenzo Crimaldi e dal capogruppo in Consiglio comunale Giovanni Poloni, la sezione Plr di Mendrisio sottolineano come “ognuno di noi si chiede come sia possibile che un evento di così grande impatto sia potuto capitare nuovamente, a soli quattro anni di distanza da un primo incidente analogo esattamente nella stessa struttura”. A interessare è “il perché. Perché sia accaduto di nuovo, ma soprattutto perché l'attuale pianificazione delle zone artigianali e industriali consenta la presenza di aziende potenzialmente pericolose a ridosso di zone abitative densamente popolate e di ospedali”. Incidenti e incendi – come quello di sabato o quello delle scorse settimane al Mulino di Maroggia – “possono accadere in modo del tutto imprevisto e le loro conseguenze sono importanti, non solo dal punto di vista economico”. Le fiamme divampate nella tarda serata di sabato “hanno avuto un impatto importante sull'area direttamente interessata, ma non solo. Il fumo e l'odore forte e acre sprigionato dagli pneumatici bruciati hanno raggiunto anche i quartieri di Mendrisio, in particolare Rancate e Genestrerio”. Per i tre rappresentanti del Plr di Mendrisio è “giunto il momento di chinarci sul tema delle aree industriali che devono essere riorganizzate e securizzate. La collaborazione tra autorità locali e cantonali deve essere intensa e andare verso una concentrazione di queste zone in spazi lontani dagli abitati”. In questo senso, “Mendrisio può essere un pioniere e avere visioni inedite che rendano accettabile la presenza di aziende con contenuti sensibili sul nostro territorio”.

Il caso di Monteggio del 2006

A intervalli regolari in Ticino emerge qualche grosso problema legato alle deponie di pneumatici. Grosso perché spesso in questi luoghi sono presenti centinaia o anche migliaia di gomme usate, e soprattutto perché la piaga delle discariche abusive non sembra del tutto debellata. L'associazione dei garagisti Upsa stima che in questi siti illegali vi finisca circa un sesto dei copertoni da smaltire. Non è il caso dell'azienda di Mendrisio, una delle poche in Ticino autorizzate allo smaltimento dei vecchi pneumatici. Che vengono riciclati anche per la produzione di asfalto, ma viene chiesto un contributo per il ritiro, intorno ai 3 franchi per gomma. Come emerso da vicende giunte agli 'onori' della cronaca, queste discariche abusive accettano di ritirare le gomme a un prezzo inferiore, intorno al franco per gomma, ma spesso i copertoni vanno poi a finire nella natura o su terreni privati, per poi essere abbandonati al loro destino. Conosciuto per esempio un caso del 2006 a Monteggio. Il gestore del deposito (abusivo), che in seguito risultò nullatenente, abbandonò il campo e a farne le spese furono gli anziani proprietari del fondo, che per sostenere le spese di smaltimento delle 560 tonnellate di materiale (portato a una ditta zurighese) dovettero vendere il terreno.

Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved