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Si chiude. Destinazione Gurten (Ti-Press)
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14.10.2020 - 20:570
Aggiornamento : 23:06

Generoso: per un Osservatorio che va, una buvette che arriva

Il telescopio in vetta sarà trasferito a Berna. E il Distretto si strugge. In cambio la Ferrovia Monte Generoso annuncia che riaprirà alla Bellavista

Era nell'aria. Anzi, non si attendeva altro che l'ufficializzazione. Che, puntuale, è arrivata mercoledì. Nel Mendrisiotto dal 2021 ci si dovrà accontentare di rimirare le stelle a occhio nudo (o con l'ausilio di qualche telescopio casalingo). L'Osservatorio astronomico in vetta al Generoso, infatti, se ne andrà sul Gurten, a Berna. Così era stato annunciato il 12 febbraio scorso dalla Ferrovia Monte Generoso (Fmg) e così sarà. Nessun ripensamento, neppure di fronte alla mobilitazione di Comuni, Cantone, forze politiche, mondo della scuola, esperti e appassionati di astronomia. Neanche davanti alla disponibilità (anche finanziaria) degli enti locali e del Consiglio di Stato di sostenere la gestione della struttura, da affidare a una associazione esterna.  "Dopo aver attentamente esaminato tutte le proposte ricevute dai Comuni e dal Cantone - si legge nella nota ufficiale recapitata a metà pomeriggio -, la Ferrovia Monte Generoso Sa non è riuscita a trovare una soluzione valida e adeguata che le consenta di continuare a mantenere in futuro l’osservatorio in vetta al Monte Generoso". Insomma, la sentenza è senza appello e la scelta è stata condivisa, Ferrovia e casa madre a Zurigo (si legga la Migros): la ragione del trasferimento sta tutta nel "forte calo dei visitatori registrato negli ultimi anni", per dirla ancora con il comunicato. Il che lascia intendere che, in fondo, non è nemmeno una questione economica. In effetti, la Ferrovia, si fa sapere, ha in programma di riaprire nel 2022 la buvette alla Bellavista, che affaccia dalla stazione intermedia fra Capolago e la vetta. Si parla di un investimento di 800mila franchi assicurato per intero dalla Fmg e che godrà, si mette per inciso, del "sostegno del Percento culturale Migros". Quindi, per un osservatorio che se ne va, c'è una buvette che ritorna.

'Rammarico e delusione' a Mendrisio

Le voci che si sono rincorse fin da lunedì sera, dopo l'incontro cruciale tra una delegazione del Municipio di Mendrisio - rappresentato dal sindaco Samuele Cavadini e dal vice sindaco Paolo Danielli -, non promettevano nulla di buono. E la realtà non ha fatto altro che confermare i timori. I sentimenti che ora agitano il Distretto e chi faceva il tifo per l'Osservatorio sono diversi: amarezza, delusione, rammarico e anche un pizzico di rabbia. Per tutti è un «peccato» sia andata così. Anche se resta la consapevolezza di aver tentato il tutto per tutto. Alla fine, però, il Distretto e la Ferrovia sull'Osservatorio astronomico la vedevano decisamente in modo diverso. Il sindaco Cavadini lo fa capire a chiare lettere: «A questo punto prendiamo atto della scelta con rammarico e un po' di delusione. Certo noi ci credevamo. Credevamo che un altro futuro fosse possibile. Tant'è che abbiamo fatto tutto quello che potevamo. Non c'erano, però, margini ulteriori per continuare nelle trattative». Alla fine la regione ha ricevuto in contropartita la riapertura alla Bellavista? «Distinguerei le due cose. Peraltro mi fa piacere che si investa lì, per la sua valenza territoriale e turistica». Vista da Mendrisiotto Turismo è sempre una "buona notizia", come commentato dalla direttrice Nadia Lupi.

Per la Ferrovia 'non era un punto strategico'

Del resto, se lo chiedete al direttore della Ferrovia Monte Generoso, Lorenz Bruegger, l'osservatorio non era visto come un punto strategico per l'avvenire. «Le nostre valutazioni in merito erano già state effettuate – spiega –. Dopo aver ricevuto le varie proposte abbiamo rivalutato tutto, anche all'interno del Consiglio di amministrazione, senza però trovare una soluzione per il futuro che possa servire alla Fmg: non c'è più interesse verso questa struttura, che non è un'attrazione e nemmeno un punto strategico che possiamo sviluppare. Chiudiamo l'osservatorio, ma la sua storia continuerà a essere scritta da un'altra parte». Bruegger aggiunge che «non è mai stato un argomento finanziario, altrimenti non avremmo nemmeno avviato un investimento di 800mila franchi per la buvette». Intervento visto come «uno sviluppo, una nuova attrazione che stiamo creando. È un argomento che mi sta molto a cuore da quando ho iniziato a lavorare qui e mi fa molto piacere che il Percento culturale Migros sostenga un altro investimento dopo il Fiore di Pietra e il risanamento della linea. Sono certo che questo luogo porterà un'enorme gioia ai nostri ospiti, ma ancora di più alla popolazione locale».

Fra astrofili e docenti c'è amarezza

La visione del direttore non fa che girare il dito nella piaga, almeno agli occhi degli astrofili. Per Renzo Ramelli, presidente della Società astronomica ticinese, perdere l'Osservatorio significa perdere una realtà dalla chiara «valenza culturale. Ci permetteva - annota a 'laRegione' - di diffondere la cultura astronomica; da ciò che so a livello regionale in passato ha avuto un impatto importante». Così Ramelli ci faceva affidamento, nonostante tutto, che ci potesse essere un ripensamento da parte della proprietà. «Speravamo - ammette - che si riuscisse a trovare una soluzione. Non so quali siano i criteri che hanno fatto dire che la proposta messa sul tavolo non fosse valida o adeguata. E se a guidare la decisione è stato un calcolo economico, ebbene, la perdita culturale non si può quantificare». L'amaro in bocca ce l'hanno anche i docenti del Liceo. «E i motivi - ci dice subito Luca Ortelli, uno dei promotori della petizione firmata da insegnanti e studenti - sono vari. Il primo è che l'offerta fatta difficilmente la si sarebbe eguagliata in un altro cantone, quanto a persone mobilitate e finanziamenti assicurati tramite il Fondo Graziano Papa: alla Fmg non sarebbe costato più niente. Il secondo è che la nuova collocazione è meno adatta alle osservazioni celesti rispetto al Generoso: il telescopio risulta sovradimensionato. Sarebbe come guidare una Ferrari su una strada di campagna. Senza trascurare i costi del trasloco e la delicatezza dell'operazione. Così si perde tutti».

Andrea Stephani, primo firmatario di un'altra azione pro Osservatorio (promossa da Verdi, Insieme a Sinistra e AlternativA di Mendrisio), dal canto suo, ci va giù pesante: «Quello che è successo è l'ennesimo schiaffo al Ticino. Anche se - riconosce - la decisione della Ferrovia non giunge inattesa. Nonostante gli sforzi di tutti, infatti, dall'altra parte vi è stata un chiusura totale; non vi era la migliore predisposizione per trovare una soluzione. Tutto ciò fa molto male e al contempo impoverisce il comparto del Generoso». Forse, ammette, se un 'mea culpa' va fatto è per la mancata valorizzazione del telescopio. «Sebbene ora vi fosse una occasione di rilancio, ma qualcuno ha deciso il contrario. È altresì vero che quando tutti si sono accorti dell'importanza dell'Osservatorio, era troppo tardi».

Croci: 'La Ferrovia deve fare la ferrovia'

Ex sindaco di Mendrisio oggi membro del Consiglio di amministrazione della Ferrovia Monte Generoso Sa, Carlo Croci confessa che quella assunta non è stata una decisione a cuor leggero. Ma andava presa: bisognava guardare in faccia alla realtà, richiama. Anche lui, però, non le manda a dire: «Se in questi ultimi anni l'Osservatorio non fosse stato così poco utilizzato non ci saremmo trovati a questo punto». Come dire che non basta mobilitarsi quando si rischia di perdere qualcosa: l'attaccamento va dimostrato in ogni 'stagione'. La ragione del trasferimento, però, sta tutta qui? «Il motivo - ci risponde - è soprattutto strutturale: una ferrovia deve fare la ferrovia, che è già una impresa difficile. Non può occuparsi d'altro». C'era comunque una proposta in tal senso. «Una proposta debole, che non risolveva il problema. Un Osservatorio presuppone una componente scientifica, che a sua volta presuppone un uso nella fascia notturna; e questo era difficilmente sostenibile per un'azienda che cerca di far quadrare l'esercizio». Così alla fine ha prevalso solo il pragmatismo.

 

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