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15.09.2020 - 20:21
Aggiornamento: 20:37

Mendrisio, una Città dalla parte delle pari opportunità

Presentato il 'Bilancio di genere', vademecum per una politica capace di abbattere le barriere delle disparità a tutto campo

mendrisio-una-citta-dalla-parte-delle-pari-opportunita
Un documento che vale uno 'strumento politico' per la Città (Ti-Press)

La Città di Mendrisio l'impegno lo ha preso. E non solo a parole. Lo dice la firma che il sindaco Samuele Cavadini oggi, martedì, ha apposto in calce alla 'Carta europea per l'uguaglianza e la parità delle donne e degli uomini nella vita locale' sotto gli occhi attenti delle sue due colleghe di Municipio (Françoise Gehring e Francesca Luisoni). Il Comune è deciso, del resto, a prodigarsi per cambiare un modello culturale che fa ancora la differenza. E a testimoniare la sua buona volontà, per prima cosa si è guardato dentro. Ciò che ha visto è scritto adesso nel 'Bilancio di genere' - un dossier la cui sintesi pesa una sessantina di pagine - che da solo, si riconosce, vale uno strumento politico. A questo punto occorre farne buon uso, prendendo spunto dalle analisi e dai numeri che dicono molto sull'amministrazione, ma pure sulla comunità che abita Mendrisio: dalla demografia alla contabilità stretta. Dati che dichiarano quale impatto ha la parità di genere sulla quotidianità locale. Un risultato non da poco, soprattutto per i consiglieri che nel 2016 hanno promosso una mozione interpartitica.

'Un punto di partenza'

D'altro canto, è chiaro a tutti, come ribadisce lo stesso sindaco, che «questo documento è un punto di inizio e non di arrivo. «Ci siamo resi conto - spiega -che ha restituito, sì, una fotografia della situazione, ma ancora un po' sfocata. Sono emersi degli aspetti che meritano di essere approfonditi e azioni future per sopprimere le inefficienze». In realtà la Città ha in mente addirittura un vero e proprio piano di azione. Anche perché, osserva Cavadini, «la cosa che più mi ha sorpreso è che se ne parla ancora poco di politiche di genere, dentro e fuori il Comune». Le parole chiave sono, dunque, sensibilizzazione e sinergia fra pubblico e privato, nel tentativo di aiutare a riuscire a conciliare meglio famiglia e lavoro. Certo cancellare le disparità sarà un lungo lavoro: parità e pari opportunità sono ancora principi da riempire di contenuti... sul campo. Ecco perché servono delle politiche mirate. «Per cambiare il focus e renderci conto di cosa si può fare, però, bisognerà inforcare degli occhiali di genere», rilancia Cavadini.

Evidenziate le fragilità sociali

Il modello culturale, fa capire Françoise Gehring, a capo delle Politiche sociali della Città, incide e non poco sulla vita delle persone. Le condizioni di lavoro, spesso a tempo parziale, che caratterizzano il mondo femminile, rimarca, «espongono le donne a un rischio di povertà». Rendendo più fragili alcune fasce di popolazione a livello economico e sociale. E qui balza all'attenzione in particolare una cifra del 'Bilancio di genere': fra il 2016 e il 2017 il 44 per cento del totale dei contribuenti a Mendrisio si è situato al di sotto della soglia di rischio di povertà.  «Basti dire - esemplifica poi la capo dicastero - che a seguito della crisi sanitaria da Covid-19 si sono contate 7mila lavoratrici in meno rispetto al 2019». Una ragione in più, annota ancora, per perseguire il fine ultimo di questo 'esercizio': «Valorizzare il capitale sociale e territoriale locale». Se si dovesse stilare un elenco delle priorità delle Politiche sociali, cosa metterebbe in cima? «Tenendo presente le fasce di fragilità affiorate, bisognerà ragionare su come ricalibrare gli aiuti e dove andare a incidere in maniera prioritaria». Un capitolo importante che non potrà prescindere dall'essere integrato in un discorso più ampio di Città, al pari della tematica sull'occupazione e i salari. Questione salariale che pure dentro l'amministrazione conferma una disuguaglianza fra uomini e donne: in media al mese il personale femminile percepisce attorno ai 3'450 franchi, quello maschile quasi 6mila.

La parità declinata a Pr

Basterà attingere, in ogni caso, da questo documento «prezioso e utile» per allargare la riflessione a tutti gli ambiti comunali, sollecita dal canto suo Francesca Luisoni. Dando un'occhiata ai suoi settori di competenza - Economia e Pianificazione - di priorità non ne mancano. E se sul piano economico l'ente pubblico dovrà rafforzare il dialogo con l'universo delle aziende, su quello pianificatorio, fa capire, sussistono «spazi interessanti» di manovra. A cominciare dai «suggerimenti su modi diversi di pianificare, che vadano incontro alle donne e alle fasce più deboli e con riqualifiche in ottica paritaria; utile quando occorre ripensare soprattutto gli spazi pubblici». Come? «Penso a un marciapiede a misura di passeggino o a piste per la mobilità lenta».

Già fatto: congedo paternità e telelavoro

Per chi, come Massimo Demenga, ha guidato il Gruppo di lavoro che ha consegnato il documento, sarà importate, adesso, non tanto stilare una classifica, bensì promuovere la cultura della visione restituita dal 'Bilancio di genere', in modo trasversale, nella politica cittadina. E ciò, aggiunge, chiamerà a rimodulare pure le linee strategiche 2030, immaginando risorse più in sintonia con le pari opportunità. Il fatto poi che la Città ci creda è, di certo, un buon punto d'avvio. La ricerca della parità su vari piani della vita sociale deve essere colta, si lascia intendere da più voci, come una opportunità e non un problema. A ben vedere, fa notare il sindaco, nei progetti già attuati sin qui la si trova. Il pensiero di Cavadini va a un tema, come il congedo paternità, che sarà in votazione il 27 settembre e che Mendrisio ha già rivisto e portato a 20 giorni. O evoca ancora l'introduzione del telelavoro, testato durante l'emergenza sanitaria, «e che può contribuire a migliorare la possibilità di conciliare lavoro e casa per mamme e papà».

Due serate pubbliche sulla parità di genere

Il nodo della parità e della conciliabilità lavoro-famiglia non resterà, però, solo dentro un dossier. Mendrisio, d'intesa con il Comune di Stabio - che sta percorrendo la stessa via del 'Bilancio di genere' - aprirà il dibattito con la popolazione. Due i momenti, il primo a Stabio, il secondo a Mendrisio, previsti nelle prossime settimane. Martedì 22 settembre - alle 17, nell'aula magna delle scuole medie - il Comune di Stabio proporrà una riflessione all'indirizzo delle aziende su prestazioni e incentivi finanziari. Lunedì 28 settembre, invece - alle 20 al Mercato Coperto -, la Città di Mendrisio lancerà la discussione su quale piano d'azione adottare. In entrambi i casi i partecipanti dovranno annunciarsi alle Cancellerie.

 

 

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Mendrisio traccia il suo Bilancio di genere

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