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08.09.2020 - 19:26
Aggiornamento: 22:18

'La terza corsia sull'A2? Noi non la vogliamo'

Manifestazione dei cittadini di Melano fuori dal Comune. Dentro si decideva il tracciato del potenziamento fra Lugano e Mendrisio

la-terza-corsia-sull-a2-noi-non-la-vogliamo
CI si è fatti sentire, mascherine o no (Ti-Press/Paolo Gianinazzi)
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‘Basta traffico e inquinamento. No al potenziamento dell’autostrada fra Lugano e Mendrisio’. Lo striscione issato ben in alto non lascia spazio all’equivoco. Si capisce bene come la pensa il drappello di persone (venti o trenta) che si è messo a presidiare la Casa comunale di Melano sotto il sole. Partono i fischi. Si liberano le vuvuzela. Tutto serve per farsi sentire da chi, a metà, pomeriggio si è seduto per l'ottava volta al tavolo con i responsabili dell’Ustra e del Cantone, ovvero i rappresentanti della Commissione regionale dei trasporti e dei Comuni toccati dal progetto cresciuto attorno alla creazione della terza corsia dinamica. Del resto, far sentire la voce della popolazione è ciò che vuole chi protesta, assieme al Gruppo Melano a misura d’uomo e al Ps. A dar man forte i 'Cittadini per il territorio’. Al di là delle sigle, comunque, tra i manifestanti ci sono cittadini di ogni età, mamme e bambini delle scuole, con i loro disegni (che lasceranno nella buca delle lettere del Comune). Così, mentre uno a uno gli attori della riunione della Commissione di accompagnamento politico al progetto si infilano nella scala che porta agli uffici del Comune, dal gruppo si levano chiari (nonostante le mascherine anti-Covid) i ‘No al progetto’ e ‘No allo svincolo’ (quello previsto a Melano).  A distanza un paio di agenti della Polizia, che tengono d’occhio la situazione, del tutto pacifica.

'Un problema lungo 60 anni'

Si capisce bene che da queste parti l’A2 è una presenza scomoda. Tanto che adesso non è più neanche questione di quale tracciato venga preferito. Il punto, ci fanno capire a chiare lettere le manifestanti, a portare la loro voce Sofia Mangili, è che da «60 anni questa zona subisce questo ‘stupro’ che divide in due il paese di Melano e il territorio. Il progetto della terza corsia dinamica? Porterà ancora un peggioramento». Perché, ricordano, nel Basso Ceresio se Bissone viene sgravato, Maroggia e Melano ne escono penalizzati. A maggior ragione spostando lo svincolo autostradale da Bissone a Melano. Qual è il timore? Che le colonne di auto vadano a far collassare la strada cantonale, destinata a restare lì dove è da queste parti. Non a caso a Melano è almeno dal 2012 che si è critici verso questa strategia della Confederazione, tanto da arrivare a lanciare un ‘Appello’ al Gran consiglio.

'I Cittadini per il territorio' sono con loro

Sulla stessa lunghezza d’onda ci sono pure i ‘Cittadini per il territorio’, determinati nel chiedere di dare la precedenza al prolungamento di AlpTransit a sud, congelando il progetto della terza corsia dinamica. «Siamo sempre stati contrari al potenziamento dell’A2 - ribadisce a ‘laRegione’ Ivo Durisch, coordinatore con Grazia Bianchi dell'Associazione (ed entrambi alla manifestazione) -. D’altro canto, la creazione dei nuovi svincoli avrà quale conseguenza un ulteriore spreco di territorio, peraltro inutile oggi. Non c’è bisogno di dare un segnale, quale è questo di fatto, di un aumento del traffico. Tanto più pensando al lavoro a distanza, che può ridurre l’intasamento dell’A2, e alla politica del trasporto pubblico”. Da gran consigliere e primo firmatario di una mozione, Durisch attende dal marzo 2019 dal governo cantonale una risposta al nodo A2-AlpTransit.

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