caso-marwan-condannato-il-padre-che-porto-il-figlio-in-egitto
Keystone
Da Morbio Inferiore a Il Cairo
ULTIME NOTIZIE Cantone
Ticino
28 min

Pedibus, tra sicurezza ed ecologia

A oggi in Ticino oltre 1’300 bambini usufruiscono dei percorsi ufficiali, all’insegna di una mobilità sostenibile e più green
Mendrisiotto
28 min

‘Fughe’ di cloro in piscina, chiudono tre vasche su quattro

Soluzione di compromesso di Chiasso davanti alla richiesta di Vacallo di archiviare la stagione balneare. Obiettivo comune, tutelare la falda idrica
Luganese
29 min

‘Ha sede legale a Lugano’ lo Stato Antartico di San Giorgio

Lo studio di via Pioda valuta provvedimenti a tutela della propria immagine dopo essere stato tirato in ballo da persone finite sotto inchiesta in Italia
Mendrisiotto
30 min

Operatore di prossimità, a Mendrisio c’è il bando

La Città cerca una figura a metà tempo a partire dal gennaio prossimo. L’assunzione segue la decisione di staccarsi dal Servizio regionale
Bellinzonese
59 min

Lumino: contro pericoli naturali e roghi si punta pure sul bosco

Chiesti al Cc 50mila franchi per elaborare un piano di gestione del territorio forestale e prevedere strutture idonee per contrastare gli incendi
Ticino
1 ora

Estate: in bilico fra santi e falsi dei... e controlli radar

Come ogni venerdì la Polizia cantonale comunica le località nelle quali verranno effettuati controlli elettronici della velocità dal 22 al 28 agosto
Mendrisiotto
2 ore

Sat Mendrisio organizza una gita in Val Formazza

Si partirà dal capoluogo momò alle 6.30 di sabato 3 settembre. La camminata durerà cinque ore. Le iscrizioni entro il 27 agosto
Locarnese
2 ore

Assemblea dell’Associazione Football Club Locarno

Per i soci del sodalizio calcistico del Lido ritrovo martedì a Palazzo Marcacci. Oltre al preventivo vi saranno le nomine del comitato
Mendrisiotto
2 ore

Riva San Vitale, festa di fine estate con concerti dal vivo

Musica live dei gruppi Luis Landrini Band e Vasco Jam. Appuntamento per sabato 27 agosto al Lido comunale tra rock e folclore latino
Locarnese
3 ore

Orselina, proiezioni cinematografiche al Parco

Tre serate all’insegna della settima arte nel giardino del paese. Organizzate dalla Pro in collaborazione con Festival, Cisa e Ticino Film Commission
Grigioni
3 ore

Maloja/Isola, elicottero fallisce l’atterraggio: 3 feriti lievi

Il velivolo si è ribaltato lateralmente. I tre passeggeri hanno lasciato l’abitacolo da soli
Locarnese
3 ore

Cevio, consegnate le firme per i due referendum

A decidere sulla vendita di un terreno e la costruzione di una scuola ‘patriziale’ a Bignasco saranno i cittadini
Mendrisiotto
3 ore

Mendrisio, mercato dell’usato a scopo benefico

Appuntamento venerdì 26, sabato 27 e domenica 28 al Mercato coperto organizzato dall’Associazione per la cooperazione tra Ticino e Uganda
Mendrisiotto
3 ore

Morbio Superiore, sabato 27 stand di tiro obbligatorio

Dalle 14 alle 18.30 a Rovagina si potrà tirare 25 m con la pistola e 300 m con il fucile. Impegno da assolvere entro il 31 da tutti i soldati
Mendrisiotto
3 ore

Truffa alle assicurazioni sociali, condannata una 47enne

Inflitta una pena di 24 mesi sospesi condizionalmente. La donna ha truffato per quasi 600’000 franchi. Ora sogna l’indipendenza finanziaria
Locarnese
3 ore

‘Accesso alle rive, il Ticino segua l’esempio di Neuchâtel’

Dopo le transenne posate (e rimosse) in un campeggio di Tenero, interviene l’associazione ‘Rives publiques Suisse’
Locarnese
3 ore

Centovalli, rimpasto dei dicasteri

Con l’ingresso di Cristina Tanghetti, che assume la responsabilità della Sicurezza pubblica e dell’Ambiente, vi sono stati alcuni cambiamenti
Luganese
3 ore

Lugano dedichi una via a Giorgio Salvadé

Interrogazione leghista formula la richiesta per ricordare il medico e politico che fu tra i promotori dell’Università della Svizzera italiana
Luganese
4 ore

Lugano promuove il confronto sui rapporti tra Svizzera e Taiwan

Al Campus Est si terrà una conferenza organizzata dal Dipartimento tecnologie innovative della Supsi in collaborazione con la Città
26.08.2020 - 18:00
Aggiornamento: 22:22

'Caso Marwan', condannato il padre che portò il figlio in Egitto

L'uomo, nel 2015, fece perdere le proprie tracce (e quelle del piccolo) per 6 mesi. Sedici mesi (sospesi) per sottrazione di minorenne

Era balzato agli onori della cronaca come il caso del piccolo Marwan. Bambino sottratto alla madre a Morbio Inferiore e portato, per quasi un anno in Egitto. Oggi, davanti alla Corte delle assise correzionali di Mendrisio – presieduta dalla giudice Francesca Verda Chiocchetti – è comparso il padre, ovvero colui che prese il bimbo e lo portò in Nord Africa. Sottrazione di minorenne l'accusa promossa nei suoi confronti dal procuratore pubblico Pablo Fäh. Un reato che il 45enne, nato a Il Cario ma ora di nazionalità svizzera, ha effettivamente commesso, tant'è che la Corte lo ha condannato a una pena di 16 mesi, sospesi per un periodo di prova di 4 anni.

La vicenda

La sottrazione del piccolo, avvenuta dal febbraio 2015 al 10 gennaio 2016 nasce, come emerso, da un rapporto sempre più incrinato con la ex moglie dell'imputato, difeso dall'avvocato Stefano Pizzola. Una storia d'amore, culminata con la nascita di Marwan (nel 2009), che nel corso del 2012 si deteriora, a tal punto che la donna chiede il divorzio. Sempre in quell'anno, tra i due si arriva anche alla violenza fisica, con un decreto d'accusa per lesioni all'indirizzo del 45enne. Nel mezzo, però, c'è il figlio affetto da una dermatite (elemento, quest'ultimo, che assumerà una certa rilevanza). E visti i rapporti difficili tra padre e madre ci sono le varie autorità, i permessi, le visite (anche negate). Il 5 febbraio 2015 la pretura permette al padre di poter portare il figlio in vacanza, per una settimana, senza varcare il Ticino. Due giorni dopo, però, il 45enne e Marwan volano in Egitto e non torneranno più in Svizzera sino al gennaio dell'anno dopo. Ma cos'ha spinto l'uomo a sottrarre il minore dalla madre e far perdere le proprie tracce in Egitto?

Le motivazioni: un'eczema 'che la madre non curava'

Alla base, ha detto in aula, ci sarebbe la dermatite, un eczema «che la madre non curava». L'uomo si sarebbe rivolto anche alle autorità per far sì che il bimbo venisse visitato da uno specialista «ma la mia ex moglie si opponeva sempre». Poi la goccia che avrebbe fatto traboccare il vaso: ovvero la scoperta di lenzuola sporche di sangue a causa del peggioramento dello stato di salute della pelle del bimbo. Nella mente dell'imputato una sola soluzione: portare Marwan in Egitto «per curarlo».

Ma se il motivo era quello di curarlo - dopo alcuni mesi, foto alla mano, l'eczema si era alleviato - perché rimanere in Egitto 11 mesi? «Stava meglio – la risposta dell'imputato al quesito della presidente della Corte – ma non era guarito al 100%. Inoltre mio figlio era contento in Egitto. C'era il mare e poi ha iniziato anche la scuola». Dichiarazione, quest'ultima, che di fatto stride con quanto verbalizzato durante l'inchiesta, ha evidenziato Verda Chiocchetti, ricordando come l'imputato avesse detto che se la ex moglie l'avesse chiamato il giorno dopo e se fossero riusciti a trovare un accordo per prendersi cura insieme del figlio, sarebbe tornato in Svizzera.

L'accusa: 'Voleva dettare lui le condizioni'

Ma allora, perché ha spento il telefono e si è reso irreperibile per sei mesi? Di fronte a tutto ciò, una risposta l'ha trovata il procuratore pubblico, il quale ha chiesto che il 45enne venisse condannato a una pena di 2 anni di detenzione (senza opporsi a un'eventuale sospensione condizionale per un periodo di prova di 4 anni).

«Si è giustificato con il fatto che voleva curare Marwan - ha sottolineato Fäh -. Ma qui dalla nascita era seguito dalla pediatra». La «reale motivazione è che voleva dettare lui le condizioni, che più nessuno gli dicesse come e quando vedere il figlio». Si è dunque macchiato di una colpa (sia dal lato soggettivo che oggettivo) «estremamente grave: un anno di allontanamento del figlio dalla madre, sei mesi senza dare alcuna notizia». Spinto - ha incalzato il pp - da un «movente egoista, incurante delle sofferenze che causava». Eppure poteva «agire diversamente: c'erano state delle aperture (da parte delle autorità ma anche nei confronti della ex moglie, ndr), doveva solo aspettare e avere pazienza. Ma ha preferito fare di testa sua».

Di una «giustificazione sanitaria falsa» ha parlato anche la legale dell'accusatrice privata (la madre di Marwan), l'avvocato Demetra Giovanettina: «Emerge dagli atti, il bambino era seguito da una pediatra. Le ragioni della partenza sono l'insofferenza alle regole disposte dall'autortià e il desiderio di usare la situazione del figlio un po' come un grimaldello, per ottenere dalla ex moglie quello che vuole».

La difesa: 'Escluso e in pensiero per il figlio'

Di avviso diverso l'avvocato Stefano Pizzola, che si è battuto per una pena massima di 90 aliquote giornaliere da 25 franchi l'una. Seppur riconosciuto il reato di sottrazione di minorenne, la difesa ha evidenziato il «sentimento d'ingiustizia» vissuto dall'uomo e la malattia del figlio. «Viveva la situazione come se la sua voce fosse inascoltata – ha riportato durante l'arringa –. Aveva l'impressione che la madre non facesse niente (per guarire il figlio dall'eczema, ndr)». Sino all'episodio delle lenzuola macchiate di sangue e alle richieste d'intervento fatte alla pretura. A cui si aggiunge «il suo desiderio di condurre i figlio in Egitto per le vacanze estive che viene totalmente rifiutato». Di fronte a questo «senso di esclusione» (la moglie, in aggiunta, comincia ad indicare con il cognome materno il figlio) e alla salute, il 45enne decide così di «portare il bambino a casa sua», in Egitto. Lì «Marwan migliora – fa presente la difesa –. Si integra bene. Tuttavia ha sempre saputo che sarebbe dovuto tornare dove il piccolo avrebbe potuto vivere con i due genitori». Ed infatti, 11 mesi dopo «Torna e non lo fa per nessun motivo che non sia l'interesse e l'amore che nutre per suo figlio». Per questi motivi, durante l'arringa sono state menzionate sue attenuanti specifiche da tenere in considerazione: la grave angustia («soggettivamente riteneva di non avere altre soluzioni») e il sincero pentimento (è tornato in Svizzera).

Un bambino 'strappato alla famiglia'

L'imputato «sa cosa significa il distacco da una persona cara perché l'ha vissuto sulla sua pelle quando ha perso, da bambino, il padre» ha dal canto suo sentenziato la giudice. Presidente della Corte che, di fatto, ha accolto l'atto d'accusa stilato dal procuratore pubblico. «Il suo intento – ha aggiunto – è stato quindi quello di controbilanciare una situazione che riteneva ingiusta». Pur comprendendo «il dispiacere di un padre nel non vedere liberamente il figlio, la soluzione non può essere quella di strapparlo dal contesto familiare». La soluzione – ha chiosato Verda Chiocchetti non riconoscendo le attenuanti specifiche – «erano le vie legali».

Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved