laRegione
Nuovo abbonamento
ha-picchiato-moglie-e-figli-ma-non-voleva-ucciderli
ULTIME NOTIZIE Cantone
foto
Luganese
2 ore

Quattro veicoli in fiamme a Gandria, un arresto

Poco dopo l'una di notte le guardie di confine sono intervenute per spegnere un principio d'incendio. Arrestato un 24enne italiano, si teme il dolo
Locarnese
2 ore

Aeroporto, 'luci' della pista accese correttamente

La risposta dei responsabili dello scalo alle affermazioni, critiche, contenute nell'interpellanza del consigliere nazionale Bruno Storni al Consiglio federale
Luganese
4 ore

Giorno 9, la tappa più breve ma tabella di marcia 'messa bene'

Per Soccorso Cresta e il figlio Gabriele percorsi sotto un gran caldo 41,68 chilometri fra Rimini e Pesaro.
Mendrisiotto
8 ore

InterCity, il Mendrisiotto fuori gioco fin dal 2009

L'Ufficio federale dei trasporti risponde alle rivendicazioni del Distretto: 'Tocca al Cantone cambiare idea, inserendo la regione fra gli agglomerati da collegare'
Ticino
8 ore

'Lega identitaria, non a rimorchio dell'Udc'

Chiesa verso la presidenza democentrista, Foletti:'Area di destra rafforzata'. Quadri: 'Il nostro futuro dipende solo da noi'. Censi: 'Occhio alla nostra storia'
Luganese
8 ore

Stelle cadenti, l'Osservatorio del Lema anticipa San Lorenzo

All'Osservatorio astronomico questa sera l'associazione Le Pleiadi apre la possibilità di gettare uno sguardo al firmamento e alla costellazione di Perseo
Ticino
17 ore

Andrea Pronzini capo del Centro di formazione di polizia

Coordinerà le attività di selezione dei candidati aspiranti agenti. Subentra a Manuela Romanelli Nicoli
Luganese
18 ore

Gandria e Morcote, aumentano le corse in battello

La Società di navigazione ha potenziato l'offerta pomeridiana
Bellinzonese
19 ore

Nessun complotto: costrinse la figliastra a fare sesso

La Corte di appello conferma la sentenza emessa in primo grado: il 69enne della regione è colpevole di violenza carnale. Dovrà scontare cinque anni di carcere.
Luganese
19 ore

Tram Treno, le associazioni ambientaliste: si deve fare di più

I tre sodalizi chiedono al progetto del Dipartimento del territorio: riassetto dello snodo di Cavezzolo e mantenimento della linea di collina
Luganese
20 ore

I City Angels di Lugano distribuiranno 4000 mascherine gratis

Iniziativa di aiuto per combattere la pandemia, grazie al sostegno di due società ticinesi
Mendrisiotto
10.07.2020 - 12:060

‘Ha picchiato moglie e figli ma non voleva ucciderli’

Nel processo contro il 48enne siriano, la difesa chiede il proscioglimento dal tentato omicidio e una condanna di massimo 5 anni

«È evidente che l'imputato ha un modo di pensare tutto suo». Nel processo contro il 48enne siriano a processo da ieri davanti alla Corte delle Assise criminali di Mendrisio per rispondere di tentato e ripetuto omicidio intenzionale (in via subordinata messa in pericolo della vita altrui) questa mattina ha preso la parola l'avvocato Maria Galliani. La legale del 48enne si è battuta per il proscioglimento dai reati di tentato omicidio intenzionale e messa in pericolo della vita altrui e ha chiesto una pena non superiore ai 5 anni. A mente della difesa, il 26 dicembre 2018 l'imputato «ha picchiato tanto la figlia, tanto da lasciare i segni constatati sul suo corpo al Pronto soccorso. Ma non voleva ucciderla o mettere in serio pericolo la sua vita: abbiamo un padre che con ogni evidenzia picchia la figlia, la afferra anche per il collo per qualche secondo, ma non così tenacemente per permetterle di liberarsi o da farle credere che volesse ucciderla». Ieri la Procuratrice pubblica Marisa Alfier ha proposto una condanna a 11 anni di carcere. La sentenza è attesa alle 17.

«L'essere manesco, e anche pesantemente, fa parte del suo modo di vivere. Un aspetto – ha sottolineato Galliani – che emerge chiaramente, ma non è sufficiente per condannarlo per tutti i capi di imputazione». A mente della legale, il 48enne «ha picchiato ma non così tanto come dicono le vittime e non così poco come sostiene lui». Occorre tenere presente i «limiti di traduzione ed espressione delle parti, così come del desiderio più che lecito delle vittime di toglierselo di torno e del padre di difendersi». A mente dell'accusa, la moglie e i due figli gemelli dell'imputato «hanno progressivamente rincarato la dose perché giustamente stufi della paura di sbagliare, di essere educati con le botte, di non poter vivere una vita tranquilla con un padre e un marito che non esito a definire un despota non disposto a capire che vivevano in un paese diverso dalla Siria». Galliani ha precisato che «non si tratta di un complotto ma di una comunione di intenti perfettamente legittima: la situazione in cui vivevano doveva cessare». La violenza nei confronti della figlia del 26 dicembre «ha aperto una breccia che hanno forzato una vita tranquilla. Non vanno biasimati ma umanamente compresi».

Quel giorno, come emerso ieri, l'imputato ha saputo che la figlia aveva a sua insaputa ricevuto l'anello di fidanzamento. «Fatti noti al resto della famiglia che hanno avuto un effetto devastante. Questa notizia ha cambiato il suo modo di pensare e per compensare il disonore e mostrare che così non si fa, è diventato manesco e ha picchiato, anche tanto, la figlia». Quanto accaduto nell'abitazione di Novazzano mostra «difficoltà di ricostruzione». Quel giorno «ci sono state percosse e botte, con l'intenzione evidente di picchiare per motivi sbagliatissimi ma non con l'intenzione di uccidere». Parlando degli altri casi di violenza, «mi immagino un uomo che picchia tanto, spesso e senza criterio, ma non vedo un uomo che gioca a calcio con la testa dei suoi figli per ucciderli». Per quanto riguarda la moglie, «l'evidenza emerge dagli atti: la picchiava, ma non allo scopo di metterne in pericolo la vita ma perché il suo modo di fare è orripilante». 

A inizio mattina sono intervenute le legali dei due ragazzi. Gli avvocati Clarissa Torricelli (intervenuta a nome della figlia dell'imputato) e Isabel Schweri (per il figlio) hanno chiesto per entrambi 30mila franchi di indennità per torto morale e il pagamento delle spese legali.

“Ho sbagliato”

L'ultima parola è stata quella dell'imputato. «Chiedo perdono alla Corte e ai miei figli. Ho sbagliato: in questo anno e sei mesi ho avuto modo di riflettere». 

© Regiopress, All rights reserved