caso-consonni-per-l-ottavo-imputato-non-si-procede
Parola ora all'Appello (Ti-Press)
ULTIME NOTIZIE Cantone
Ticino
1 ora

Pandemia, sette persone in più negli ospedali ticinesi

Due in più nei reparti di cure intensive. Stabile il numero di nuovi casi nelle ultime 24 ore: aumentati di quattro unità (1’266)
Luganese
1 ora

‘Campione era un deserto. Ora è tornato il sorriso in paese’

Reportage dall’enclave a due giorni dalla riapertura del casinò. E intanto l’amministratore delegato Ambrosini: ‘Debiti rimborsati entro cinque anni’.
Mendrisiotto
5 ore

Il sacerdote denunciato torna a dire messa

Anche se l’inchiesta è ancora in corso, il vescovo Lazzeri ha ritenuto che ci sono i presupposti per il ritorno, nel fine settimana, in parrocchia
Locarnese
5 ore

Ronco s/Ascona: e vissero tutti felici e contenti

Col progetto ‘Comune sano’ lanciato dalla Confederazione, il Municipio intende migliorare la qualità della vita e soddisfare le aspettative dei cittadini
Ticino
5 ore

Sergi: ‘Livelli, il no all’emendamento è stato coerente’

I tre voti contrari alla sperimentazione dell’Mps sono stati decisivi. Il coordinatore ribatte colpo su colpo alle accuse da sinistra: serve vera riforma
Ticino
13 ore

Antonini colpevole di uno solo dei tre reati prospettati

L’ex comandante delle Guardie di confine, ‘licenziato prima che si giungesse a una sentenza’, è stato condannato per falsità in documenti
Ticino
15 ore

La Lega: è giunta l’ora di abolire le restrizioni

‘La situazione pandemica è sotto controllo, quella economica è invece preoccupante’. Mozione urgente al Consiglio di Stato
Ticino
15 ore

Sciopero dei ferrovieri in Italia

Da domenica 30 gennaio alle ore 3 fino a lunedì 31 gennaio alle ore 2. Sono previsti disagi nei collegamenti transfrontalieri Tilo
17.02.2020 - 12:280

Caso Consonni, per l'ottavo imputato non si procede

Finisce sul nascere il processo all'ultimo protagonista della vicenda di 'malaedilizia'. Stralciata l'accusa di usura

Non si può giudicare una persona due volte per gli stessi fatti. E questo vale per il gran patron della Consonni Contract come per i suoi collaboratori e le figure che ruotavano attorno a quello che era considerato un gruppo leader negli arredi a cinque stelle con sede, ai tempi, in piazza Boffalora a Chiasso. Così questa mattina tutto si è risolto nello spazio di un’ora per l’ottavo e ultimo imputato – il 48enne direttore amministrativo della ditta, per il quale era stato disgiunto il dibattimento – di quello che era nato come il più grave caso di malaedilizia mai denunciato in Ticino. Comparso in aula davanti alla Corte delle Assise Criminali, presieduta dal giudice Mauro Ermani, per lui è finito con un “impedimento a procedere”, ancor prima di entrare nel merito del processo.

'Ne bis in idem': 'Abbandono nefasto'

La Corte ha, infatti, accolto l’istanza del difensore, l’avvocato Francesco Wicki, stralciato l’accusa di usura e chiuso lì l’udienza, riconoscendo altresì all’imputato un risarcimento di 12’400 franchi. Il bandolo della matassa in questa difficile e dolorosa vicenda sta tutto in un principio giuridico: “ne bis in idem”. ‘Galeotto’ per questa storia di operai sottopagati (undici in totale) e sfruttamento, un decreto d’abbandono. Decreto che la stessa procuratrice pubblica Chiara Borelli, a capo di una lunga inchiesta decisa a scoperchiare una quotidianità di soprusi e prevaricazioni sui cantieri - fatti consumati fra il 2008 e il 2016 – oggi in aula ha definito come «nefasto», difendendo comunque la sua linea accusatoria (infatti la settimana scorsa ha depositato in veste formale appello alla Corte di appello e revisione penale). Ma tant’è.

Abbandonare nell’ottobre del 2017 per i protagonisti principali della storia il procedimento per estorsione aggravata, coazione e inganno aggravato nei confronti delle autorità ha poi portato, nella sostanza, al verdetto di assoluzione dall’accusa di usura pronunciato l’ottobre scorso in primo grado. E ciò proprio perché i fatti alla lente erano i medesimi. Di conseguenza, ha fatto capire il presidente Ermani, non serve adesso tentare di correggere un errore, commesso «probabilmente per eccesso di zelo».

Il giudice Ermani:  'Occorre stare molto attenti'

Nella decisione di abbandonare un procedimento, ha ribadito, «conta il complesso dei fatti». Quindi, ha richiamato, occorre «stare molto attenti» nell’imbocare questa strada». Del resto, ha chiarito, sul principio “ne bis in idem” «la partita da parte del Tribunale federale è ormai chiusa». A questo punto per l’ottavo imputato della vicenda «non si può fare altro che costatare un impedimento a procedere».

Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved