(Ti-Press)
Mendrisiotto
21.10.2019 - 12:350
Aggiornamento : 13:08

Consonni Contract: tutti assolti

La Corte delle Assise criminali stralcia il reato di usura per il 'boss' della ditta e gli altri sei coimputati. Non dato lo stato di bisogno

Accettare quelle condizioni di lavoro – lontane dagli standard dei contratti collettivi – è stata, in buona sostanza, una libera scelta degli operai. Il titolare della Consonni Contract di Chiasso non si è macchiato di usura. L'accusa è “stralciata”. E di conseguenza non ha neppure fatto carte false. La sentenza pronunciata oggi, lunedì, dalla Corte delle Assise criminali in Lugano, presieduta dal giudice Mauro Ermani, ha spiazzato persino le difese. Tutte le accuse mosse contro l'imprenditore di Cantù – e di conseguenza contro gli altri sei coimputati – sono cadute. Quindi, la giustizia (almeno in primo grado) ha mandato tutti assolti. Il verdetto ha aderito così alle richieste avanzate dai difensori, in particolare del titolare del gruppo, gli avvocati Flavio Amadò e Sabrina Aldi.

Prosciolto, dunque, anche il capocantiere (l'unico pronto ad accettare di pagare il 'conto') che aveva rotto il muro del silenzio, 'denunciando' al sindacato Ocst una quotidianità bollata subito come il più grave caso di malaedilizia mai venuto a galla in Ticino. E prosciolti anche il contabile della ditta, il fiduciario che controllava i conti, e le figure minori della vicenda.

La tesi accusatoria, portata avanti con determinazione dalla procuratrice pubblica Chiara Borelli, non ha retto, a quanto pare, davanti al diritto. Per la pp il 'boss' dell'impresa era il “dominus” di una vera e propria metodologia.Tanto da chiedere per lui una condanna a 3 anni e 8 mesi.

Adesso le parti avranno dieci giorni per ricorrere in appello.

 

 

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