Edo Carrasco,direttore della Fondazione 'il Gabbiano' (Ti-Press)
Mendrisiotto
26.07.2019 - 05:500
Aggiornamento : 09:08

‘Oggi si banalizza il male. Servono risposte’

Edo Carrasco, direttore de 'il Gabbiano', legge fra le righe dell'inchiesta che ha portato alla denuncia di decine di giovani di una banda

Anche il male ha un suo fascino; e non solo nelle pagine di un libro o nei fotogrammi di un film. Succede, nella nostra stessa realtà. E il rapporto con i soldi rappresenta una leva pericolosa, soprattutto fra le giovani generazioni. «Oggi i ragazzi hanno sempre più bisogno di avere un contatto con il denaro facile: bei vestiti, auto, apparenze. Tutti cliché che questa società ‘vende’ nel modo sbagliato», ci rende attenti Edo Carrasco, direttore della Fondazione ‘il Gabbiano’. Da lì il passo verso debiti e scelte sbagliate, insomma, è breve. «A quel punto non ci si rende conto – rimarca ancora – che l’atto delinquenziale è un marchio che resta per tutta la vita. Un atto troppo spesso banalizzato». E allora bisogna agire sul territorio. Una ‘missione’ alla quale il Distretto in questi anni non si è mai sottratti, anche grazie ad alleati come ‘il Gabbiano’, progetti concreti e operatori-antenne. «Progetti importanti e che hanno quale obiettivo proprio la prevenzione, antidoto a situazioni quali quelle emerse dal lavoro degli inquirenti», conferma a ‘laRegione’ Carrasco. E allora si scende per strada e si cerca il contatto con i giovani, in particolare con coloro che vivono un momento difficile. «Dobbiamo pensare alle persone al di fuori del circuito di una presa a carico ‘normale’. È lì che gli operatori devono farsi ‘attivatori’ di risorse; le stesse che i ragazzi hanno già in sé, come la musica, la passione per lo skate o l’arte urbana – spiega, attingendo anche alla sua esperienza di prossimità a Losanna –. Quando i giovani esprimono un bisogno, positivo o negativo che sia, potersi confrontare oltre che con la famiglia con figure diverse sul territorio è fondamentale». Ecco che urge spendersi per arrivare in tempo, prima di leggere certe notizie in cronaca. «D’altro canto – ribadisce il direttore –, nella società odierna, quella delle reti sociali, occorre cambiare approccio; e allo sportello classico affiancarne uno informale sul terreno. Lo Stato sociale deve adeguarsi alla realtà che evolve». E tra chi crede nella necessità di «ricreare delle esperienze di vita che aiutino a crescere tutti i ragazzi, senza distinzione», c’è pure Carla Monachesi Schneider, presidente di Giovanimazione. «Ma per favore – esorta –, non stigmatizziamo i giovani».

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