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20.05.2019 - 17:30

La morìa di uccelli a causa del 5G è una vecchia bufala

Ne parla il Ppd di Chiasso in un'interrogazione, nonostante si tratti di una storia smentita da mesi. Ricapitoliamo

a cura de laRegione

In un'interrogazione rivolta al Municipio (vedi allegato), il Ppd di Chiasso chiede se sia possibile "uno tsunami elettromagnetico" legato all'introduzione della tecnologia 5G, e domanda chiarimenti "per fare in modo che l'installazione del 5G sul territorio comunale sia preceduta da un'analisi sull’impatto per la salute di tale tecnologia". Mentre uno studio a livello federale è atteso per l'estate, i firmatari Patrizia Wasser, Giorgio Fonio e Amedeo Mapelli menzionano una petizione di 230 medici da 40 paesi che "hanno espresso una seria preoccupazione per l'esposizione permanente ai campi elettromagnetici". Si menziona inoltre, senza citare fonti, una sperimentazione del 5G sui ratti che avrebbe "dimostrato l'insorgere di evidenti tumori maligni".

A un certo punto, però, l'interrogazione recita: "Nelle fasi di sperimentazione del 5G in Italia e Olanda si è potuta vedere una moria di massa di uccelli inspiegabile avvenuta subito dopo l'attivazione delle antenne". Dunque "stando ai primi dati il 5G potrebbe avere un impatto devastante sulla natura, nello specifico uccelli e insetti". Solo che la morìa di uccelli non ha nulla a che vedere col 5G: si tratta di bufale smentite da tempo.

Piovono storni

Della notizia si era parlato molto a fine 2018, quando un video comparso su YouTube raccontò di 297 uccelli morti in un parco dell'Aja a causa – si diceva – di una sperimentazione della nuova rete 5G. In realtà – come ha spiegato il sito di debunking Butac.it – la morìa di uccelli non c'entra nulla col 5G. Secondo i media locali, infatti, nei pressi del parco non era in corso nessuna sperimentazione della rete 5G. 

Con ogni probabilità gli uccelli morti – fra fine ottobre e inizio novembre 2018 – sono incorsi in un'intossicazione naturale. Lo spiega in una nota il centro di Bioveterinaria dell'Università di Wageningen, che si è occupato del caso: l'avvelenamento potrebbe essere dovuto alle tossine della Taxus baccata (il normale tasso). Per ragioni ancora da chiarire, gli uccelli avrebbero ingerito tossine letali cibandosi della pianta, della quale per i volatili sono commestibili solo le bacche. 

Come ha notato il giornalista Paolo Attivissimo, intervistato dal sito TuttoTech, "Si tratta dell’ennesimo caso di pseudogiornalismo fatto da organizzazioni che non hanno alcun interesse a fare informazione ma vogliono solo guadagnare attraverso i click degli utenti sui loro titoli allarmisti, infischiandosene delle conseguenze".

Quanto ai casi italiani, da noi contattata, la prima firmataria dell'interrogazione Patrizia Wasser ha specificato di avere fatto riferimento a episodi avvenuti a L'Aquila e a Roma. In entrambi i casi, una ricerca tramite Google mostra che diverse testate hanno effettivamente parlato di una "pioggia" improvvisa di storni sulle strade. In nessun caso, però, i principali media hanno ipotizzato qualche legame con il 5G. Va ricordato che epidemie e intossicazioni generano piuttosto spesso fenomeni di questo tipo, in tutto il mondo

Gli studi sui topi

Quanto alla sperimentazione sui ratti che secondo l'interrogazione "ha dimostrato l'insorgere di evidenti tumori maligni al cuore, al cervello e alle ghiandole surrenali", sul settimanale 'Query' del Cicap un radioastronomo fa il punto della situazione, e spiega: uno studio, "dell’Istituto Ramazzini, trova un aumento di un tumore cardiaco in ratti maschi esposti a un livello relativamente elevato di onde radio, e nessun effetto significativo su topi femmine o a livelli differenti di esposizione. Altri due studi sono stati condotti dallo Us National Toxicology Program rispettivamente su topi e ratti. Non si trovano aumenti del rischio di glioma su topi, ma un leggero aumento nei ratti maschi. Nel complesso le evidenze di questi studi sono deboli e parzialmente contraddittorie". Nel complesso dunque anche questi studi – che comunque sono solo indirettamente correlati all'uso della tecnologia 5G e alla sua applicazione secondo le normative attuali – vanno presi con le pinze.

Le precisazioni

Da noi sollecitata circa l'opportunità di includere informazioni non verificate in un'interrogazione su un tema così complesso e delicato, Wasser specifica comunque che quanto esposto nell'interrogazione "va posto in un contesto dubitativo". In altre parole non si intende dare per scontata la relazione causale fra antenne e uccelli morti, né esagerare i pericoli più generali: si vogliono semplicemente "vagliare ipotesi e approfondire discussioni" circa una tecnologia che solleva alcuni dubbi circa i suoi effetti per la salute. Pertanto si è ritenuto doveroso portare all'attenzione del Municipio la questione in qualità di "portavoce dei cittadini", dati i timori che serpeggiano presso una parte importante della popolazione.

 

 

 

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