Mendrisiotto
12.03.2018 - 06:200
Aggiornamento 07:20

Passo finale verso il Consorzio pompieri Mendrisiotto

Pronto il messaggio che sancirà la riorganizzazione dei Corpi di Chiasso e Mendrisio. La parola passa ora ai Consigli comunali. Il nuovo ente sarà attivo a inizio 2019

Sicurezza, prontezza, qualità, rispetto reciproco, disciplina e affidabilità. Sono questi i valori sui quali si fonderà il futuro Centro di soccorso cantonale pompieri del Mendrisiotto. Il messaggio con relativo statuto per la costituzione del Consorzio – che vedrà la luce a inizio 2019 – è stato recapitato nei giorni scorsi alle cancellerie comunali. Le stesse, stando alla tempistica indicata nel messaggio (e già riferita da ‘laRegione’ del 20 gennaio), dovranno licenziarlo entro fine mese all’indirizzo dei 14 Consigli comunali dei Comuni consorziati, i quali dovranno esprimersi entro fine giugno. “Dopo tante discussioni, è giunto il momento di agire e affrontare responsabilmente la riorganizzazione del Corpo pompieri – si legge nel messaggio –. Il Consorzio è la soluzione strategica per la nostra popolazione e il nostro territorio”. Il Centro di soccorso – che avrà un organico di 140-150 militi – si avvarrà dell’operatività delle caserme di Mendrisio (al Centro di pronto intervento ruoteranno 88 militi divisi nelle sezioni urbane 1 e 2 e della nuova sezione di Montagna) e Chiasso (40, la sezione urbana 3). “Il nuovo Centro di soccorso cantonale del Mendrisiotto ha ancora bisogno della milizia e del volontariato per garantire missione e raggiungimento degli obiettivi”. Considerate le difficoltà riscontrate dai due comandanti “nel far conciliare le esigenze di servizio con quelle del datore di lavoro, in particolar modo durante le ore diurne”, nel messaggio si evidenzia “la necessità di sensibilizzare i Comuni convenzionati a invitare i loro dipendenti verso la missione dell’attività pompieristica”.

Proposti quattro professionisti

Per rispondere a questa difficoltà, “il costituendo Consorzio propone di assumere alcuni militi professionisti”. Si tratta del comandante, di un ufficiale e di due pompieri. Una soluzione che “consente di limitare l’impegno finanziario a carico dei Comuni e nel contempo assicura le garanzie minime per il funzionamento del Centro di soccorso cantonale per il Mendrisiotto”. L’analisi delle cifre ha permesso di quantificare il fabbisogno del Consorzio in 1’603’500 franchi e le conseguenze finanziarie per i Comuni. La chiave di riparto proposta considera, al 50 per cento, il valore di stima immobiliare e la popolazione. “Il numero di abitanti riflette infatti l’esigenza di protezione della popolazione, mentre il valore di stima è relativo alla salvaguardia del matrimonio immobiliare edificato nella nostra regione”. In base alla chiave di riparto del 2015, le quote più significative saranno quelle versate da Mendrisio (29.05%) e Chiasso (14.56%): “La loro funzione di polo porta un’elevata concentrazione di popolazione e di oggetti immobiliari costruiti rispetto agli altri Comuni”.

Due basi logistiche, un comando

Quello che nascerà grazie alla riorganizzazione dei due Corpi pompieri del Mendrisiotto sarà un Centro di soccorso cantonale di categoria A. “Un ente che ha come obiettivo la protezione della popolazione della regione con militi e mezzi adeguati alla sua missione”. Le due basi logistiche sotto un unico comando “saranno attrezzate in modo adeguato per garantire un’efficace prontezza d’impiego in funzione della prossimità del luogo d’intervento”. La nuova organizzazione “mira a mantenere un servizio pompieristico di alta qualità. L’unione delle due basi logistiche potrà permettere una razionalizzazione di materiale, attrezzature e veicoli di pronto intervento in dotazione del futuro Centro di soccorso”. Il tutto garantendo il “rispetto reciproco dei militi coinvolti (fattore umano), nonché delle esperienze di condotta e di intervento maturate in oltre un secolo di attività da parte dei due Corpi (fattore tecnico)”. Il nuovo Centro di soccorso “vuole essere un partner affidabile nel garantire la sicurezza della popolazione del territorio tenendo pure in debita considerazione le esigenze dei Comuni consorziati”. Oltre a offrire servizi che rivestono un ruolo di prevenzione (come per esempio la disinfestazione da api o la formazione di base per aziende), il nuovo Centro “deve garantire un concetto di sicurezza chimica”.

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