La consigliera comunale Tamara Merlo pone una serie di questioni in merito al recente studio sul mercato immobiliare presentato dal Municipio di Lugano

“Quanto è una pigione moderata?”: è il titolo dell’interpellanza firmata dalla consigliera comunale Tamara Merlo (Più donne) che prende spunto dal recente studio sul mercato immobiliare presentato dal Municipio di Lugano lo scorso 8 ottobre. Uno studio che distingue due criteri: un affitto vantaggioso rispetto ai prezzi di mercato e un affitto sostenibile rispetto al reddito. “Ma quanto significa, concretamente, in franchi al mese? E quali appartamenti sono davvero alla portata di chi guadagna meno dei redditi indicati negli esempi?”, chiede l’atto parlamentare, che pone numerose domande all’Esecutivo.
L’argomento, continua l’interpellanza, è stato discusso da decenni. Nel rapporto commissionale del 2015 sull’iniziativa “Per abitazioni accessibili a tutti”, la pigione moderata, si legge “era definita in rapporto al reddito: per redditi medi o medio bassi, l’affitto non avrebbe dovuto superare un terzo del reddito lordo. La Città pubblica inoltre, nell’ambito delle prestazioni sociali comunali, importi massimi mensili riferiti alla nozione di pigione moderata: 1’420 franchi per una persona sola, 1’670 per due persone e 2’004 per tre o più persone, spese accessorie comprese”. Questi importi, prosegue l’atto, “costituiscono riferimenti per gli aiuti sociali; da soli, però, non dimostrano che un affitto sia sostenibile per chiunque, indipendentemente dal reddito”. La differenza fra i due criteri può differire parecchio.
Secondo Merlo, il recente studio analizza “gli alloggi a pigione moderata attraverso due criteri distinti: la sostenibilità rispetto al reddito, valutata nella simulazione attraverso un affitto, spese accessorie comprese, non superiore al 30% del reddito lordo (cosa cambierebbe nella simulazione con una soglia al 25%?); e la pigione vantaggiosa rispetto al mercato, definita come un affitto netto inferiore di almeno il 25% alla media per numero di locali. Lo studio fornisce esempi in franchi per una persona sola, una coppia e una coppia con due figli, con redditi lordi ricavati dalla soglia di povertà relativa. Questi esempi chiariscono il calcolo, ma lasciano aperta una domanda essenziale: che cosa succede a chi dispone di un reddito inferiore? Rispetto al Pse, la consigliera comunale chiede al Municipio di confermare che il partner privato della Città abbia proposto di destinare agli inquilini circa l’11% della superficie abitativa ad alloggi con affitti inferiori del 10% alla media, a che punto sia la trattativa e di chiarire quale sia la media, quali i prezzi effettivi e quali le garanzie temporali.