La decisione positiva offre allo scalo una prospettiva di lungo periodo e consente alla Città di Lugano di proseguirne lo sviluppo

È stata rinnovata per 30 anni la concessione d’esercizio dell’aeroporto di Lugano. La nuova concessione attribuita dal Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni (Datec) è entrata in vigore ieri e sarà valida fino al 15 settembre 2056. La decisione offre allo scalo una prospettiva di lungo periodo e, informa il Municipio di Lugano, consente alla Città, di proseguirne lo sviluppo quale infrastruttura strategica al servizio della mobilità, dell’economia e dell’attrattività del Luganese e dell’intero Cantone Ticino. Una decisione che giunge in concomitanza con il voto favorevole del Consiglio degli Stati alla possibilità, a determinate condizioni, per compagnie aeree europee di operare collegamenti interni alla Svizzera. La modifica della legge sulla navigazione aerea rappresenta un passo importante verso la possibilità di ripristinare in futuro il collegamento Lugano-Ginevra. Il dossier è passato al Consiglio nazionale.
Torniamo al rinnovo della concessione federale allo scalo luganese. La decisione è stata comunicata dall’Ufficio federale dell’aviazione civile (Ufac) per conto del Datec, si legge nella nota diramata dalla Città, ed è giunta al termine del percorso intrapreso da Lugano Airport e da Lugano, quale ente gestore dell’aerodromo, nel garantire standard di sicurezza operativa ed efficienza gestionale in linea con i requisiti Easa con la normativa federale in materia di aviazione civile. Il rinnovo segue inoltre il recente audit generale condotto dall’Ufac nel luglio 2026, nell’ambito del quale sono stati verificati gli aspetti legati alla sicurezza operativa e alla gestione dell’aeroporto. Il rinnovo della concessione interviene in una fase di progressivo consolidamento della gestione di Lugano Airport. Per «poter rilanciare compiutamente Lugano Airport», ha dichiarato ieri a ‘laRegione’ il Capodicastero aeroporto di Lugano Filippo Lombardi, ora mancano ancora l’atteso voto favorevole del Consiglio nazionale alla modifica della legge sulla navigazione, accolta ieri dalla maggioranza della Camera alta. Una modifica che rafforza le prospettive dello scalo perché concede, a determinate condizioni, alle compagnie aeree europee di operare collegamenti interni alla Svizzera. La modifica, sostenuta in particolare dai consiglieri agli Stati Fabio Regazzi e Marco Chiesa, rappresenta un passo importante verso la possibilità di ripristinare in futuro il collegamento Lugano-Ginevra.
L’aeroporto e la Città attendono il via libera dall’Ufac al Piano settoriale dei trasporti (Psia) e il riconoscimento del nuovo sistema di avvicinamento satellitare. Quest’ultima non rappresenta una condizione indispensabile, precisa Lombardi. «Due di queste sfide sono state superate, ora stiamo lavorando sulla scheda Psia, per la quale siamo in dirittura d’arrivo. La procedura cantonale è terminata, è stato perso tanto tempo a causa del riale Barboi, che scorre tra il terminal e i Prati Maggiori e dev’essere riqualificato ma abbiamo trovato una soluzione. La procedura è in mano all’Ufac. Ci vorrà un po’ più di tempo per l’avvicinamento satellitare, ma questo rappresenta un punto di forza ulteriore». Intanto, i conti dell’aeroporto tornano anche nei primi mesi dell’anno in corso: il primo semestre 2026 si è chiuso con un avanzo d’esercizio di oltre 200 mila franchi, in netto miglioramento rispetto al disavanzo di quasi 100 mila franchi registrato nello stesso periodo del 2025. I ricavi hanno superato i sette milioni di franchi, mentre i costi complessivi sono risultati leggermente inferiori alle previsioni.
Su queste basi, nelle prossime settimane il Municipio potrà sottoporre al Consiglio comunale i due messaggi ai quali sta lavorando in parallelo. Il primo relativo agli interventi infrastrutturali richiesti dall’Ufac. Lombardi spiega che si tratta di procedere a investimenti per introdurre misure urgenti alfine di adeguare alle norme i due terzi dell’illuminazione dello scalo e realizzare la piazza di giro a sud della pista. Il secondo messaggio, che il Municipio dovrà licenziare prima di sottoporlo al Consiglio comunale, è dedicato al modello relativo alla futura gestione a lungo termine dello scalo, che dovrebbe essere una forma di partenariato pubblico-privato, con l’obiettivo di superare l’attuale assetto transitorio in vigore dalla messa in liquidazione della precedente società di gestione Lugano Airport Sa (Lasa). La decisione sulla liquidazione è cresciuta in giudicato nelle scorse settimane.
L’Esecutivo proporrà una sorta di Road Map sui prossimi passi per giungere infine a una gara tra potenziali investitori. «Il gruppo di lavoro che ho il piacere di coordinare ha praticamente concluso. Nella prossime settimane questi due messaggi saranno presentati in Municipio. Poi, con l’accordo dell’Esecutivo, si potranno presentare al Legislativo». La concessione trentennale permette alla Città e a Lugano Airport di guardare allo sviluppo dello scalo con un orizzonte temporale stabile. Il Municipio accoglie con soddisfazione la decisione del Datec e conferma il proprio impegno nel proseguire il percorso intrapreso, con l’obiettivo di rafforzare nel tempo la sostenibilità economica dell’aeroporto e valorizzarne il ruolo quale infrastruttura strategica al servizio del territorio.