Le ha raccolte la Gioventù Comunista in un mese, per protestare in particolare contro il bando alle bevande acquistate all’esterno dell’area

È stata firmata da 1’850 persone la petizione avviata circa un mese fa dalla Gioventù Comunista contro i divieti decisi dal Municipio cittadino a Lugano Marittima. In particolare, i firmatari chiedono la revoca del divieto di portare bevande dall’esterno all’area ricreativa situata alla foce del Cassarate. Le adesioni sono state consegnate oggi in cancelleria comunale.
“La petizione – si legge in una nota – denuncia il mancato nesso fra la presunta questione della sicurezza (già risolta con il giusto divieto di portare armi) e il divieto di portare bevande da casa. A nostro avviso si trattava unicamente di una scusa per costringere i frequentatori del luogo a comprare prodotti dalle bancarelle in loco, a prezzi decisamente onerosi per un pubblico giovane. Non era accettabile che all’interno di uno spazio pubblico venissero imposte misure per favorire il profitto di poche attività di privati a discapito dello spirito di aggregazione e socialità che il luogo ha sempre garantito ai cittadini luganesi e ticinesi, e in particolar modo ai giovani”.
I comunisti denunciano “la trasformazione” di Lugano Marittima: “Un luogo comunitario svuotato della sua essenza sociale e diventato rapidamente una porzione di lago semivuota frequentata da abbienti turisti e altri ceti elitari. Lo stesso Comune ha notato la progressiva desolazione a cui si andava incontro, motivo per cui, anche sotto spinta delle nostre rivendicazioni, ha dovuto cedere e autorizzare l’ingresso di bottiglie in pet. Una prima vittoria che deve essere ancora consolidata e affiancata da ulteriori misure di distensione”.