In un’interpellanza interpartitica, prima firmataria Tamara Merlo (Più Donne), si sollevano dubbi sul progetto

Un nuovo tetto predisposto per il fotovoltaico, ma nessuna decisione sull’impianto. È quanto contestano la prima firmataria Tamara Merlo (Più Donne), Danilo Baratti (Verdi e Indipendenti), Sara Beretta Piccoli (Plr-Pvl) ed Edoardo Cappelletti (La Sinistra) in un’interpellanza sul risanamento della piscina coperta di Lugano. In un recente messaggio municipale il Municipio ha chiesto un credito di 5,2 milioni di franchi per il risanamento dell’edificio, compreso il rifacimento completo della copertura. Il nuovo tetto sarà infatti predisposto per accogliere un futuro impianto fotovoltaico, ma il progetto vero e proprio è rinviato a una fase successiva.
Da come viene spiegato nell’interpellanza, secondo quanto indicato dal Municipio alla Commissione dell’edilizia, qualora Ail Sa fosse interessata, potrebbe assumersi integralmente i costi dell’impianto. Una risposta che, secondo i firmatari, lascia aperte molte incognite: “Se il Comune investe per preparare il tetto e poi i benefici economici vengono principalmente incamerati da Ail, è legittimo chiedere perché non si sia valutata prioritariamente una soluzione di proprietà comunale. Viceversa, il Comune investe per preparare il tetto ma sul tetto potrebbero non esservi mai dei pannelli, se Ail non è interessata”.
I quattro consiglieri chiedono quindi di sapere perché il fotovoltaico non sia stato inserito nel progetto di risanamento e se il Municipio abbia effettuato uno studio sul potenziale energetico della struttura. Domandano inoltre quali valutazioni economiche siano state svolte per confrontare una realizzazione diretta da parte della Città con una da parte di Ail e se Lugano disponga di una strategia generale per l’utilizzo delle coperture comunali a fini fotovoltaici. L’atto parlamentare mira anche a chiarire quale sarebbe il modello scelto in caso di coinvolgimento di Ail: chi sarebbe proprietario dell’impianto, chi utilizzerebbe l’energia prodotta, chi beneficerebbe degli eventuali ricavi e se la Città riceverebbe una remunerazione per la messa a disposizione del tetto. Infine, i firmatari chiedono perché il Consiglio comunale debba finanziare oggi opere preparatorie per un impianto di cui non sono ancora definiti proprietà, gestione e benefici economici, e la cui realizzazione resta per ora soltanto un’ipotesi.