Luganese

Rinnovata la Casa Chiattone a Massagno

Il restaurato bene culturale locale, con giardino pubblico, è stato inaugurato martedì 9 giugno alla presenza delle autorità

La cerimonia del 9 giugno
10 giugno 2026
|
Aggiungi laRegione alle tue fonti di Google

Casa Chiattone si è rifatta il look. Lo storico edificio di Massagno, tutelato quale bene culturale d’importanza locale, è stato ristrutturato con un investimento di circa 2,3 milioni di franchi e martedì 9 giugno si è tenuta la cerimonia ufficiale di inaugurazione degli spazi rinnovati.

Ne dà notizia il Comune in una nota, precisando che Casa Chiattone si inserisce in un contesto urbanistico più ampio, che comprende la casa comunale, la scuola dell’infanzia, il futuro palco urbano (negli ex magazzini dell’Azienda elettrica di Massagno), il cinema Lux, il salone Cosmo e la casa per anziani. Un quartiere nel quale è iniziato un importante processo di riqualifica, ha spiegato la sindaca Simona Rusconi nel suo intervento, allo scopo di ridisegnare le aree centrali del comune per farne un vero luogo di ritrovo e di riferimento per la popolazione.

L’edificio è stato progettato nel 1922 dal rinomato architetto Mario Chiattone e il Comune ne è diventato proprietario a metà anni Sessanta, inserendovi scuola dell’infanzia e scuola elementare. Una decina di anni dopo, a seguito della costruzione del complesso scolastico Nosedo, gli spazi sono diventati la sede amministrativa di Aem, che vi è restata fino al 2020. Proprio per le sue caratteristiche storiche e architettoniche, si è deciso di procedere con un intervento di salvaguardia e di conservazione affidato allo Studio we architettura di Lugano. La casa, su due piani, è caratterizzata da una facciata simmetrica e da un loggiato centrale, dietro al quale si sviluppano due abitazioni separate e speculari. Con i lavori, ha spiegato il progettista Felix Wettstein, sono state unificate le due unità attraverso un grande vuoto centrale di forma sferica, che ha generato una continuità visiva e spaziale, trasformando la ‘casa doppia’ in un unico organismo architettonico.

Oltre all’ammodernamento dello stabile da un punto di vista energetico, tecnico e adattabile alle necessità dei disabili, sono stati riqualificati pure gli spazi esterni. Martina Conti, direttrice dello studio Land Suisse che se ne è occupato, ha spiegato che sono stati realizzati circa 850 metri quadri di nuove aree verdi, ossia il 75% della superficie complessiva esterna. Oltre 1’200 nuove piantumazioni tra alberi, arbusti e specie perenni, appartenenti a 16 specie differenti, delle quali circa un terzo è costituito da specie indigene, selezionate per favorire la biodiversità locale. La selezione è stata effettuata anche pensando alla capacità delle piante di rispondere alle future condizioni ambientali, privilegiando quelle resilienti. Sono stati inseriti percorsi pensati per la mobilità lenta e spazi per il relax, come il giardino segreto.

Segui laRegione su: WhatsApp oppure Telegram e ricevi ogni mattina le notizie principali