Verso la cessazione dell'attività la Auriel Investment Sa, società che controlla il marchio Roberto Cavalli e che prospetta il licenziamento collettivo

Si prospetta il licenziamento collettivo per la sessantina di dipendenti di Auriel Investment Sa, che ha sede in via Giuseppe Cattori 11 a Paradiso. La società controlla il marchio italiano della moda e del lusso Roberto Cavalli, un marchio conosciuto a livello internazionale: nei giorni scorsi, come riferisce tio.ch, durante una seduta plenaria, la Auriel ha comunicato ai propri impiegati, tutti attivi nel settore amministrativo, che sta “riesaminando la propria struttura organizzativa e operativa”. Pur non avendo ancora preso decisioni definitive, i vertici di Auriel hanno fatto sapere che “tale processo potrebbe comportare una potenziale cessazione dell'attività e una possibile procedura di licenziamento collettivo”.
Il documento di cui parla il portale è stato fatto firmare ai dipendenti. Sempre secondo tio.ch, sarebbe Marquee Brands, una holding americana proprietaria di diversi marchi nel settore della moda ad aver “sottoscritto un accordo definitivo per acquisire una partecipazione di controllo in Roberto Cavalli, con il perfezionamento dell’operazione previsto nel secondo trimestre del 2026. Sarà invece The Level Group – servizio di e-commerce con sede a Milano –, a gestire le operazioni nei canali e-commerce, wholesale e retail, in qualità di partner operativo in Europa e negli Stati Uniti”. Nel frattempo, alcuni dipendenti hanno chiesto una consulenza al sindacato Ocst, in particolare in merito alle modalità di partecipazione alla procedura di consultazione prevista dalla legge nei casi di licenziamento collettivo.
Tra i dipendenti di Auriel, c’è anche chi prima lavorava per Kering e per la Bally. Roberto Cavalli è un marchio storico, noto per le sue stampe esotiche e per la creazione della tecnica di sabbiatura per denim e jeans, che venne costituito dall’omonimo stilista in Italia e che, col trascorrere degli anni, è stato diretto da varie società. L’ultima società che ha in mano il brand è la Auriel Investment di Paradiso, che sotto la conduzione dell’imprenditore Hussain Sajwani (ma a registro di commercio del canton Ticino il presidente risulta Husain Yasir, cittadino indiano) dovrebbe aver trovato un subentrante (la holding americana Marquee Brands). «Da circa un mese siamo in contatto con alcuni dipendenti che ci hanno informato del pessimo andamento della società e che ci hanno chiesto quali potessero essere gli scenari futuri – spiega a ‘laRegione’ il sindacalista dell'Ocst Paolo Coppi –. Ieri sera, siamo stati nuovamente interpellati da diversi dipendenti».
La situazione è sostanzialmente quella descritta da tio.ch: l’azienda ha operato per diversi mesi “senza un amministratore delegato e senza una struttura organizzativa chiara”, dopo “una serie di dimissioni ai vertici”. Tanto che in seguito è stata presa “la decisione di mettere la società sul mercato”. Per questo, i dipendenti sono stati avvisati dell’arrivo di un nuovo datore di lavoro, che potenzialmente tutti possono perdere il posto di lavoro e che è partita la procedura di licenziamento collettivo. Una procedura nell’ambito della quale la società si è detta disponibile a discutere eventuali buone uscite e misure di accompagnamento. Vedremo. Intanto, continua Coppi, «come Ocst abbiamo proposto di aiutare questi dipendenti, organizzando delle assemblee, affinché si possano individuare in una voce collettiva piuttosto che tanti voci singole».