Luganese

Violenza gratuita a Lugano, condannato il 21enne

Inflitti tre anni e sette mesi di prigione all'imputato, che è stato ammonito due volte ma non espulso. Dovrà sottoporsi a un trattamento ambulatoriale

Il giovane non ha spiegato i motivi di tanta violenza
(Ti-Press/Archivio)
5 maggio 2026
|

Tre anni e sette mesi di reclusione da espiare per aggressione, lesioni gravi e lesioni semplici: è parsa inevitabile la condanna nei confronti del 21enne portoghese, che è stata inflitta oggi dalla Corte delle Assise criminali di Lugano presieduta dal giudice Curzio Guscetti (giudici a latere Renata Loss Campana ed Emilie Mordasini). Il giovane uomo, sul banco degli imputati da ieri, è stato incastrato dalle immagini della videosorveglianza, alle spalle ha precedenti penali specifici e nel giro di meno di un mese (tra marzo e aprile dello scorso anno) ha picchiato a sangue due uomini. Lunedì, la procuratrice pubblica Margherita Lanzillo aveva chiesto una pena più severa: quattro anni e quattro mesi detenzione nei confronti del 21enne.

Botte senza spiegazioni

Nella motivazione della sentenza il giudice ha sottolineato che il lavoro dell’imputato sarà impegnativo, alla luce di quanto emerso dalla perizia psichiatrica. Il giovane uomo ha bisogno di una presa a carico più professionale rispetto a quella a cui è stato sottoposto finora. Ecco perché nei confronti del 21enne è stato ordinato un trattamento ambulatoriale, che l’imputato sta già seguendo in carcere, dove si trova dal 24 aprile del 2025. A compromettere la sua difesa sono state le mancate spiegazioni sui motivi di tanta violenza nel prendere a botte una persona ferendola in maniera grave, tanto che la vittima deve ancora sottoporsi a cure mediche. Guscetti ha evidenziato che il 21enne non ha mostrato di essersi assunto la responsabilità della violenza gratuita imposta a una persona presso una discoteca in centro città il 23 marzo del 2025. La Corte ha ritenuto molto grave la colpa oggettiva del 21enne per quei fatti. L’imputato ha riconosciuto solo il reato di aggressione commesso nell’aprile dello scorso anno, ma ha negato di aver voluto causare lesioni alla vittima, sia mediante i calci al volto, anche quando la vittima era a terra, sia usando un coltello.

‘In crescita i reati che coinvolgono minorenni’

Nei confronti del 21enne non è stata ordinata l’espulsione dalla Svizzera, solo perché il giovane è nato ed è cresciuto in Ticino. Ma il giudice ha avvertito l’imputato ammonendolo due volte: se dovesse capitare ancora sul banco degli imputati non si potrà più riconoscere il caso di rigore ed evitare l’allontanamento dal Paese. «Negli ultimi anni la violenza giovanile è diventata un tema nel dibattito pubblico, suscitando preoccupazione tra istituzioni, scuole e famiglie. I dati più recenti mostrano una crescita significativa dei reati che coinvolgono minorenni». Il problema, secondo il giudice, non può essere spiegato solo dall’aumento dell’aggressività giovanile. Tra le cause di questa violenza, gli esperti individuano disagi personali, difficoltà familiari o influenze sociali digitali nefaste. All'interno di questa disamina sociologica Guscetti ha inserito l’agire dell’imputato, che è noto alla giustizia per vari precedenti penali di carattere anche violento, quando era minorenne e nei primi anni da maggiorenne.

Leggi anche:
Segui laRegione su: WhatsApp oppure Telegram e ricevi ogni mattina le notizie principali