Raffica di domande al Municipio sullo scalo in un'interpellanza che ipotizza un aggiramento della volontà espressa dal Consiglio comunale

Sono ben 25 le domande rivolte al Municipio di Lugano sull’aeroporto di Lugano. Le hanno presentate tramite un’interpellanza (prima firmataria la consigliera comunale Sara Beretta Piccoli, l’atto è stato sottoscritto anche da Carola Barchi, entrambe del gruppo Plr-Pvl), che chiede spiegazioni sul futuro dello scalo. Nell’atto parlamentare si mette in evidenza che “strategia e tempistiche sono ancora sfocate”, ma non basta sostenere che bisogna aspettare l’approvazione del Piano settoriale delle infrastrutture dell'aeronautica (Psia). Questo viene giudicato “politicamente insufficiente, visto che una direzione politica deve precedere – non seguire – gli strumenti pianificatori”.
Non solo. Secondo le interpellanti, oltre al credito di 1,2 milioni approvato a fine 2024, per interventi urgenti di manutenzione e sicurezza, altri soldi sono stati destinati allo scalo con “la tecnica del salame: sulla base delle informazioni attualmente disponibili riguardanti le commesse pubbliche del 2025, sono stati nel frattempo impegnati importi complessivi superiori ai 4 milioni di franchi. Di questi, circa 2,7 milioni sono riconducibili all’acquisto di carburante, importo che va relativizzato in quanto legato a merce destinata alla rivendita. Resta tuttavia rilevante osservare che sull’importo complessivo indicato non risulta inclusa l’IVA: applicando l’aliquota vigente, il totale effettivo potrebbe aumentare sensibilmente, arrivando verosimilmente ad avvicinarsi o superare il mezzo milione di franchi supplementari. Questa situazione solleva inoltre interrogativi rilevanti sul piano istituzionale: la frammentazione degli impegni di spesa in singole commesse di entità relativamente contenuta potrebbe infatti configurare, di fatto, un aggiramento della volontà espressa dal Consiglio comunale e delle sue competenze in materia di decisioni finanziarie”.