Luganese

Casa montana Nante, sarà ricorso al Tram

Il comitato di cittadini promotori del referendum evidenzia le bugie del Municipio in merito al credito votato dal Consiglio comunale di Monteceneri

La Madonna delle nevi a Nante
(Ti-Press)
28 aprile 2026
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Il comitato di cittadini promotori del referendum contro il credito di 4,71 milioni di franchi per la ristrutturazione della casa montana a Nante-Airolo del Comune di Monteceneri ha preso atto del contenuto della decisione del Consiglio di Stato che ha respinto il ricorso di tre cittadini contro la risoluzione adottata dal Legislativo l’11 giugno del 2025. La parola fine sarà data solo dal Tribunale cantonale amministrativo (Tram) che sarà chiamato a verificare le censure sollevate dal ricorso e in parte non esaminate dal governo cantonale. Secondo i referendisti, “un primo importante risultato è comunque già stato raggiunto: il Municipio ha dovuto fornire i chiarimenti mancanti e sono emerse le prime conferme dei silenzi e delle bugie raccontate. La sentenza indica infatti che il costo a carico delle finanze comunali non sarà, come promesso, di soli 2 milioni sui 4,71 investiti. Di sicuro il Comune di Monteceneri spenderà infatti almeno 3 milioni: due finanziati tramite prestito e uno facendo capo un ‘accantonamento di bilancio’, ovvero soldi già del Comune”.

Non solo. Il comitato sottolinea che “c’è finalmente la conferma scritta che i circa 1,7 milioni di contributi di terzi, in pratica i sussidi cantonali, non sono affatto garantiti. Non è quindi come abilmente era stato fatto credere: questi aiuti restano a tutt’oggi una semplice ipotesi o speranza”. Inoltre, la decisione del governo cantonale “conferma inoltre che l’avvio immediato dell’edificazione, come prevedeva il Municipio e come auspicava la maggioranza del Legislativo, avrebbe automaticamente comportato la perdita del diritto a quei sussidi, con un conseguente costo finale interamente a carico delle finanze comunali di circa 5 milioni. Questo sarebbe stato il risultato dell’operazione se non vi fosse stato il referendum e il ricorso. I cittadini hanno ora le informazioni corrette per farsi un’opinione in vista della votazione sul referendum, che auspichiamo arrivi al più presto”. In effetti, nella decisione del Servizio dei ricorsi del Consiglio di Stato c’è un passaggio che smentisce le informazioni scritte dallo stesso servizio qualche riga prima ossia “che la realizzazione del progetto non potrà essere avviata in assenza di preventiva autorizzazione scritta da parte dell’istanza esecutiva competente, come del resto è stato messo in evidenza sui formulari messi a disposizione per le richieste di aiuto. Appare quindi chiaro che il Comune non potrà intraprendere i lavori prima di avere ricevuto le decisioni di sussidio ai sensi della Legge colonie e della Legge sul turismo”.

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