Caslano

Piromane nel Malcantone, oltre due mesi di carcere preventivo

Il 21enne istruttore di canottaggio e pompiere volontario è accusato di incendio intenzionale e danneggiamento

Da appassionato dell’acqua a presunto piromane
(Rescue Media)
10 aprile 2026
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Una vita contraddistinta dagli sport acquatici e dal senso civico. Campione e istruttore di canottaggio, pompiere volontario, ma infine anche presunto piromane. Il 21enne arrestato per i due incendi boschivi avvenuti a fine marzo nel Malcantone, secondo quanto appurato da laRegione, dovrà rimanere in detenzione preventiva alla Farera per due mesi e mezzo, in base alla decisione della giudice dei provvedimenti coercitivi Ursula Züblin.

Nei confronti del giovane italiano, dimorante nel Luganese, attivo in una società sportiva della zona e pompiere volontario in un Corpo del Luganese, sono stati ipotizzati i reati di incendio intenzionale e danneggiamento per i fatti avvenuti il 28 e il 30 marzo. In quei giorni era in vigore il divieto assoluto di accendere fuochi all’aperto, a causa della siccità e del forte vento. Il primo incendio è avvenuto a Caslano nel tardo pomeriggio e sarebbe stato appiccato dal giovane difeso da Marco Masoni nella zona boschiva sopra via Torrazza, a pochi passi dalla sede della società sportiva nella quale è attivo. Il secondo episodio, a lui imputato, si è invece verificato a Ponte Tresa, in via Ronchi: in questo caso l’incendio è stato appiccato di sera e, a causa delle condizioni meteorologiche, le fiamme hanno raggiunto la zona sopra gli abitati di Pura e Ponte Tresa.

L’inchiesta svolta dalla Polizia cantonale, con il supporto della Polizia Malcantone Ovest e coordinata dal procuratore pubblico Simone Barca, non esclude al momento possibili collegamenti con altri episodi verificatisi negli stessi giorni di siccità. In quel periodo, infatti, i pompieri sono stati impegnati anche a Taverne, Arosio e sui monti di Bigorio.

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