Dal 2019 sono emerse oltre 60 varietà antiche classiche, 15 locali e 30 uniche a livello nazionale. L’inventario 2026 punta su Breganzona e Pambio-Noranco

La biodiversità frutticola del territorio luganese è il fulcro del progetto promosso dalla Città di Lugano, che dal 2019 si impegna a riscoprire, documentare e valorizzare le piante da frutto. Un’iniziativa volta a preservare un patrimonio bioculturale di grande valore, che unisce ricerca scientifica e partecipazione della cittadinanza, invitata a segnalare attraverso un formulario esemplari interessanti di alberi da frutto o storie a essi legate.
Dal 2019, grazie alla collaborazione tra la Città, l’Alberoteca e la popolazione, sono stati censiti oltre 550 alberi da frutto nei diversi quartieri di Lugano. Complessivamente, la mappatura ha svelato una diversità frutticola degna di nota. Accanto alle specie più comuni – come meli, peri, susini e ciliegi – sono emerse anche specie meno diffuse e inaspettate come pere nashi e banane. Sono state riscontrate oltre 60 varietà antiche classiche, 15 varietà locali e 30 varietà uniche in Svizzera. Alcune di queste sono state recuperate grazie alle campagne di raccolta delle marze e di innesto realizzate negli ultimi due anni e sono conservate in un nuovo frutteto nelle serre comunali. Le prime giovani piantine hanno messo radici all’inizio di marzo, contribuendo alla creazione di una collezione marzoteca, uno strumento dedicato alla salvaguardia e alla diffusione della diversità frutticola.
Nel corso del lavoro di campo sono emerse scoperte sorprendenti: tra le unicità vi sono le “Damaschine viola delle sorelle Valsangiacomo” a Pazzallo, susine ellittiche viola dal profumo eccezionale, la pera “Brüt ma bón” a Carona, dall’aspetto irregolare ma dal sapore unico, con note che ricordano il cioccolato, la “ciliegia marezzata” di Sonvico, la cui buccia vira dal giallo tenue al rosso. Hanno colto l’attenzione anche una notevole diversità di fichi, che si distinguono per momenti di maturazione, forme e colori. Come il fico nero del ronco, di blu intenso quasi nero. Sono emersi anche saperi agricoli ed ecologici: ricette, tecniche di conservazione, utilizzo di attrezzi tradizionali, nomi dialettali e storie familiari. Una testimonianza di come questi alberi custodiscano cultura e conoscenze, oltre che biodiversità. Nel corso di questi anni, alcune varietà geneticamente uniche sono state sottoposte a una Commissione di esperti svizzeri (PomKom) e italiani. In alcuni casi si è giunti anche all’ufficializzazione della denominazione, come per la “Pome rose” del Brè, la “Succosa di Sonvico” o la “Bianca e rosa del Carlin” una varietà invernale chiara con sfumature rosate. I risultati della ricerca sono stati presentati ai cittadini durante un evento pubblico tenutosi alla Corte dei Patrizi di Lugano nel 2024.
Quest’anno il progetto è entrato in una nuova fase, ampliando il lavoro di inventario grazie al sostegno della Confederazione, tramite l’Ufficio federale dell’agricoltura e assieme alle associazioni ProSpecieRara e ProFrutteti: per la diversità del fico è stato avviato un progetto pilota, che prevede la loro mappatura nell’intero territorio cittadino e l’invito alla popolazione a contribuire indicando la presenza di esemplari di fico antichi o di origine non commerciale, legati a pratiche locali o familiari. Per le altre specie, invece, l’inventario 2026 si concentra sui quartieri di Breganzona e Pambio-Noranco, dove i residenti sono invitati a segnalare anche altre specie, incluse quelle meno comuni – come agrumi, pere nashi, fichi d’India, kiwi, peschi, noci, cachi, cornioli, gelsi od olivi – soprattutto se non provenienti da vivaio, ma da seme, talea o innesti scambiati tra privati. Sono di particolare interesse gli alberi importanti per le persone: piante che portano con sé storie, tradizioni, ricette o usi familiari. Chi possiede un vecchio albero da frutto o conosce esemplari interessanti può contribuire compilando il formulario online: lugano.ch/mappatura-alberi-frutto-2026 o chiamando lo 079 922 24 82. La segnalazione va fatta entro metà giugno.