Luganese

Manifestazione non autorizzata, il Municipio rimpalla le responsabilità

Tra critiche e richieste di chiarimento, l’Esecutivo si mantiene su una linea prudente, evitando prese di posizione su costi, sanzioni e responsabilità

La mobilitazione del 21 febbraio scorso. Alla Sinistra le risposte all’interpellanza non soddisfano, a Destra definite: ‘Salomoniche’
(Ti-Press/Archivio)
31 marzo 2026
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La manifestazione antifascista del 21 febbraio a Lugano ha innescato un raro allineamento critico tra destra e sinistra nei confronti dell’operato del Municipio. Dagli opposti schieramenti politici erano state presentate due interpellanze. Ieri sera, durante la seduta del Consiglio comunale, l’Esecutivo cittadino ha fornito la sua posizione, rinviando in parte le responsabilità alla Polizia e rimarcando il dispiacere per il mancato coordinamento con la Città. Per la Sinistra, le risposte sono state «insoddisfacenti ed evasive». Per la Lega invece la replica è stata «salomonica». Intanto, è in corso una valutazione che potrebbe sfociare nell’elaborazione di un formulario di richiesta apposito.

Da un lato, il gruppo della Sinistra – prime firmatarie Jasmine Altin e Nina Pusterla – aveva denunciato quello che definisce un intervento di polizia “di proporzioni mai viste per una manifestazione pacifica”. Al centro delle critiche, la scelta del Municipio di dichiarare in anticipo che la manifestazione non sarebbe stata tollerata non essendo prevenuta alcuna domanda formale di autorizzazione, così come l’avvertimento di utilizzare mezzi coercitivi come lacrimogeni e proiettili di gomma. Dubbi anche sui controlli preventivi e sull’apparente sproporzione tra rischio effettivo e dispiegamento di forze. Il Municipio, ha informato il sindaco Michele Foletti, ha considerato «sussistessero gli stessi rischi concreti di possibili scontri tra e contro i manifestanti che poco prima avevano portato a rifiutare l’autorizzazione alla manifestazione del Fronte nazione elvetico», movimento riconducibile ad ambienti di estrema destra. Molti aspetti – dalle decisioni tattiche ai dettagli del dispositivo – sono stati invece rinviati alle competenze della polizia, così come eventuali aspetti di illegalità sono attribuiti alla responsabilità del «Ministero pubblico». A ciò ha replicato Altin: «Che tutta una serie di risposte competano alla Polizia cantonale, mi è ben chiaro, ma non vedo come mai queste informazioni non siano state condivise con il Municipio e con la cittadinanza a posteriori». La consigliera comunale si è tuttavia rallegrata che ci si stia interrogando su un formulario ad hoc per questo tipo di mobilitazioni. In conclusione però ha affermato che se non viene inoltrata una richiesta di manifestazione, «non va automaticamente ritenuta illegale in base alla libertà di riunione garantita dalla Costituzione».

Di segno diverso, ma non meno critico, l’approccio della Lega. Nell’interpellanza – primi firmatari Lukas Bernasconi, Andrea Sanvido e Michael Nyffeler – si concentra soprattutto sul mancato rispetto delle regole: una manifestazione non autorizzata che si è comunque svolta, con la partecipazione anche di rappresentanti istituzionali, rischiando – secondo i firmatari – di «minare l’autorevolezza delle istituzioni». Le domande vertono su costi, eventuali sanzioni e sulla coerenza dell’azione pubblica: perché vietare preventivamente e poi, nei fatti, tollerare? Il Municipio ha ribadito che le manifestazioni devono essere autorizzate per garantire sicurezza e diritti, ma giustifica il mancato intervento con il principio di proporzionalità. Foletti ha inoltre indicato che i costi complessivi del dispositivo di sicurezza non sono ancora noti.

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