Luganese

‘A Lugano i quartieri restino tali, non diventino costellazioni’

Lo chiede la consigliera comunale Sara Beretta Piccoli (Verdi Lib.), domandando al Municipio di riflettere sulla revisione del Piano direttore comunale

Un’identità forte
(Ti-Press)
29 marzo 2026
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Meglio restare all’attuale denominazione, e suddivisione, dei circa venti quartieri di Lugano, invece di passare a quella prospettata delle nove costellazioni. Ne è convinta la consigliera comunale Sara Beretta Piccoli (Verdi Liberali), che in un’interpellanza invita il Municipio a riflettere sull’opportunità di fare un passo indietro.

“La scelta di suddividere la Città in nove cosiddette ‘costellazioni’ appare poco comprensibile – osserva –, poco radicata nella tradizione locale e difficilmente condivisibile dalla popolazione. I quartieri rappresentano infatti un elemento identitario forte, storico e sociale, che non può essere sostituito con una terminologia astratta e tecnocratica”. E anche il nome sarebbe infelice, alla luce della recente disgrazia di Crans-Montana la notte di San Silvestro. Il letale rogo, come noto, si è sviluppato in un locale chiamato Le Constellation, mantenere a Lugano questo termine sarebbe “quantomeno inopportuno e poco sensibile”.

Non solo. Beretta Piccoli ricorda che il Piano direttore comunale (PDCom), lo strumento pianificatorio che prevede la rivoluzione amministrativa a seguito delle aggregazioni degli ultimi ventidue anni, “pone tra i suoi pilastri la mobilità sostenibile”, prevedendo tra l’altro l’estensione del limite dei 30 chilometri orari su ampie porzioni del territorio. Una direzione che però è stata sconfessata lo scorso anno da un’ampia maggioranza di elettori.

“Ne deriva un quadro – conclude la consigliera – in cui il documento definito strategico, flessibile e orientato al futuro rischia invece di apparire distante dalla realtà quotidiana dei cittadini e poco ancorato al necessario consenso democratico”. Pertanto, piuttosto che rivedere singoli aspetti del PDCom, bisognerebbe “interrogarsi in modo critico sulla sua impostazione complessiva, sia sul piano dei contenuti sia su quello della comunicazione”.

Una mezza dozzina dunque le domande poste all’Esecutivo. Oltre a quelle specifiche su costellazioni e zone 30, si domanda se la versione attuale del PDCom sia ancora credibile, se non sia il caso di procedere con una revisione “coinvolgendo la popolazione e gli attori locali” e se non sia necessario correggere l’impostazione generale del progetto.