Lugano

Granconsiglieri al presidio, ‘minata l’autorevolezza delle istituzioni’

In un’interpellanza la Lega di Lugano chiede lumi in merito ai costi della manifestazione

Granconsiglieri al presidio, ‘minata l’autorevolezza delle istituzioni’
22 febbraio 2026
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Al presidio di sabato a Lugano, non autorizzato dal Municipio, erano presenti anche alcuni granconsiglieri di diversi partiti. Un fatto che per la Lega di Lugano è “grave” in quanto “chi è chiamato a votare le leggi e a pretendere il rispetto delle regole non può legittimare, con la propria presenza, la violazione deliberata delle decisioni dell’autorità. Un simile comportamento rischia di minare l’autorevolezza delle istituzioni e di trasmettere alla cittadinanza il messaggio che le norme valgono solo per alcuni”.

Pertanto l’intero gruppo in Consiglio comunale – primi firmatari Lukas Bernasconi, Andrea Sanvido e Michael Nyffeler – ha posto dodici domande all’Esecutivo per chiarire alcuni aspetti della manifestazione. Tra gli interrogativi chiedono lumi su quale sia la “valutazione politica e istituzionale del Municipio rispetto allo svolgimento di una manifestazione non autorizzata nel cuore della città”; per quali motivi non è stata impedita, pur in assenza di autorizzazione; “quali erano i margini operativi e decisionali della Polizia comunale e quali direttive sono state impartite prima e durante l’evento”, “a quanto ammontano i costi complessivi sostenuti dall’ente pubblico per la gestione dell’ordine pubblico” e se sia previsto il recupero dei costi nei confronti dei promotori identificati. A queste domande si aggiungono le richieste di sapere “quante persone sono state identificate e quali infrazioni sono state contestate”; se si intendono sanzionare detentori di cariche pubbliche presenti; se “la partecipazione di rappresentanti istituzionali a eventi non autorizzati sia compatibile con il ruolo ricoperto e con il rispetto delle istituzioni”; quali “misure preventive intende adottare il Municipio affinché situazioni analoghe non si ripetano”; se ritengono “coerente negare autorizzazioni preventive per motivi di ordine pubblico ma poi tollerare lo svolgimento della manifestazione” e, infine, se sia “prevista una revisione delle procedure di autorizzazione e gestione delle manifestazioni”.

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