Luganese

Sì alle doppie cariche: maggioranza risicata nel Ps di Lugano

L’assemblea, dopo un animato dibattito, rigetta con 19 no, 14 sì e 4 astenuti la proposta di Aurelio Sargenti. Presentati gli obiettivi di legislatura

Circa una quarantina le persone presenti all’assemblea
4 febbraio 2024
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I socialisti di Lugano potranno continuare a ricoprire più di una carica, sebbene questo resti in qualche modo ‘moralmente sconsigliato’. Al termine di un animato dibattito, e con uno scarto di voti piuttosto esiguo, la maggioranza (19, contro 14 favorevoli e 4 astenuti) dell’assemblea riunitasi il 3 febbraio al Palazzo dei congressi ha respinto la proposta del consigliere comunale Aurelio Sargenti di limitare la pratica. Una vittoria, seppur tutt’altro che schiacciante, per chi come il copresidente Filippo Zanetti era contrario alla modifica dello statuto sezionale.

‘Era un modo per ampliare la base’

«Numeri alla mano tra favorevoli e astenuti siamo giunti a 18 contro 19 – l’osservazione di Sargenti al termine dell’incontro –. Sono però dispiaciuto per quanto riguarda la sostanza della mia proposta». Più volte durante la seduta l’ex direttore del Liceo 2 ha ribadito che la sua proposta «non è ad personam (in quanto a ricoprire due cariche, se rielette, sarebbero le granconsigliere Tessa Prati e Mattea David, ndr), bensì questione di principio, oltre che politica, e soprattutto di buonsenso». Cosa intende per buonsenso? «Ritengo che faciliterebbe il lavoro. Non per cattiva volontà di chi occupa due cariche, ma proprio perché umanamente non è possibile essere presenti in più posti contemporaneamente. Inoltre destreggiarsi tra lavoro e famiglia e nel mentre prepararsi per il Gran Consiglio, leggere dossier, fare rapporti, andare in commissione: difficilmente lo si può fare bene in contemporanea, e viceversa per il Consiglio comunale. La mia proposta avrebbe ampliato la base dei partecipanti, in quanto al momento vengono messi in mano a poche persone tanti incarichi anziché distribuire le mansioni equamente. Vale dunque la pena di fare una lista di 60 persone quando poi in realtà sono solo una decina a contare veramente?».

Torna il tema del municipale a tempo pieno

Un po’ più sfumata la posizione di Rodolfo Pulino, che nei giorni antecedenti all’assemblea ha presentato una proposta di emendamento che potesse fungere da compromesso fra lo status quo e l’iniziativa di Sargenti, ossia: accogliere il principio della proposta, ma con la possibilità di accordare comunque delle deroghe per non eliminare del tutto le doppie cariche. E mentre la variante di Pulino non ha raccolto adesioni, quella originale molte: in tanti, quantomeno a parole, hanno infatti aderito all’idea di base elaborata da Sargenti ritenendo che l’emendamento potesse per contro portare a questioni di carattere personale a causa delle deroghe. Da più parti si è sottolineata la grossa mole di lavoro per chi ricopre ricariche istituzionali e la municipale uscente Cristina Zanini Barzaghi ha a tal proposito rispolverato il tema dei municipali a tempo pieno, in una città grande come Lugano, sottolineando le già numerose regole interne, fra le quali quella che vieta ai consiglieri comunali di entrare nei Consigli d’amministrazione delle società partecipate.

‘Bisogna pensare al benessere del partito’

Tra i favorevoli allo status quo, l’ex consigliere comunale Marco Jermini, che ha evidenziato l’importanza di mettere al centro il benessere del partito: «Che sarebbe meglio avere una figura presente in due posti, ma che lavora, piuttosto che tante persone in posti diversi, ma che al contrario non fanno nulla». Jermini ha aggiunto che si tratta di una scelta personale e che il singolo dovrebbe essere in grado di «valutare la situazione» e saper eventualmente fare un passo indietro autonomamente. «Noi abbiamo sempre una dialettica interna abbastanza importante – ha detto in chiusura Zanetti a ‘laRegione’ –, quindi non mi stupisce il fatto che ci sia stato un dibattito animato che denota l’importanza delle tematiche discusse. Sono felice che ne abbiamo parlato e che abbiamo individuato dei nodi da affrontare passo per passo. È un risultato che mi aspettavo e del quale sono contento: avere le mani più libere è certamente qualcosa che, come copresidente, ritengo non solo opportuno, ma anche particolarmente utile».

Il Ps impegnato non solo a Lugano

All’assemblea non si è parlato solo di doppie cariche, ma anche degli obiettivi per la legislatura 2024-28. I socialisti hanno approvato un nuovo documento, parzialmente diverso rispetto alla bozza presentata all’incontro precedente dell’8 gennaio. Il testo prevede: tre dimensioni principali (politica sociale e inclusiva; economia sostenibile ed equa; politica territoriale a favore dell’ambiente e della qualità di vita), quattordici obiettivi composti a loro volta dalle due alle sette misure.

I CANDIDATI PER IL LEGISLATIVO

La carica dei sessanta

Jasmine Altin, Daniele Alves Barreiro, Angela Andolfo Filippini, Paola Arigoni, Silvia Barzaghi, Laureta Beqari, Valeria Bernasconi, Rocco Bianchi, Angela Bucco, Silvia Caceres, Ismael Camozzi, Cristiano Canuti, Edoardo Cappelletti, Carolina Crivelli, Vincenzo D’Angelo, Aral Dastan, Mattea David, Bruno De Piaggi, Gülsüm Demirci, Romano Dominoni, Hubet Eiholzer, Anthony Foti, Luca Frei, Demis Fumasoli, Romina Fumasoli, Beatrice Giannone, Hursit Kasikkirmaz, Antonia Lepori, Lia Luciano, Monica Lupi, Selim Mahjoubi, Francesco Maisto, Giovanni Mazzei, Giulio Micheli, Ivan Miozzari, Nicolas Miozzari, Nicola Morellato, Claudio Maria Mudry, Alvaro Pea, Valeria Polari, Tessa Prati, Antonella Primavera Nguyen Trinh, Rodolfo Pulino, Nina Pusterla, Mauro Realini, Beatrice Reimann, Elena Rezzonico, Sabrina Riccio, Manuela Roncoroni, Svetlana Rossi, Elisabeth Salli, Anne Sassi, Ivan Scheidegger, Rolf Schürch, Flavio Serrano, Giovanni Paolo Soldini, Lisa Tarlato, Alissa Toscanelli, Giovanni Zedda e Carlo Zoppi.

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