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Luganese
Tutte le strade portano a Lema
Finora è buona la partecipazione al voto (tra il 35 e il 50%) dei residenti nei cinque Comuni coinvolti nel progetto di aggregazione in Malcantone
Il Lema darebbe il nome al futuro Comune e garantirebbe un riconoscimento identitario
(Ti-Press/Archivio)
21 novembre 2023
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Tutte le strade sembrano condurre a Lema. Non alla montagna, ma verso la promozione del nuovo Comune, frutto dell’aggregazione tra Astano, Bedigliora, Curio, Miglieglia e Novaggio. Le premesse paiono esserci tutte, affinché il progetto si possa concretizzare. C’è grande attesa per la consultazione popolare di domenica prossima. Nel frattempo, la popolazione sta rispondendo presente, in tanti hanno infatti già votato per corrispondenza. Forse grazie al volano del Ballottaggio federale per il Consiglio agli Stati, la partecipazione si situa tra il 35 e il 50%. Una partecipazione che si preanuncia alta e questo aspetto fa ben sperare.

Il precedente negativo del 2004

Nel 2004, un progetto simile non era passato in votazione, perché era stato accolto soltanto da Bedigliora e Miglieglia. Però, stavolta, il nuovo Comune si chiamerebbe Lema (non più con quel nome poco accattivante come Medio Malcantone), se ricevesse l’approvazione della maggioranza della popolazione dei cinque Comuni e quella del Gran Consiglio, potrebbe nascere nella primavera del 2025, perché le elezioni comunali sarebbero dilazionate di un anno. Stavolta, soprattutto, non c’è più la contrarietà di alcuni Municipi, come successe 19 anni fa, e, perlomeno alle serate informative, non si sono manifestati gruppi di persone che hanno espressamente osteggiato l’aggregazione. Da una parte, gli argomenti a favore sono chiari, sono sul tavolo da tempo e viene interpretato come un buon segnale il fatto che il tema stia riscuotendo entusiasmo. Dall’altra, sono già venuti a galla i limiti strutturali di alcuni Comuni, che faticano a sopravvivere e a far esercitare la democrazia ai propri residenti. In particolare ad Astano, Comune in gerenza, a Miglieglia e a Bedigliora, mancano le persone disposte a impegnarsi in politica comunale e si procede a stento, a livello organizzativo.

Stavolta, il consenso pare allargato

Il sindaco di Novaggio e presidente della commissione di studio Andrea Pozzi è fiducioso: «Sarebbe un bel passo avanti, dal profilo della riorganizzazione amministrativa, che con il nuovo Comune diventerebbe più efficace ed efficiente. Credo che sia un buon progetto, in commissione abbiamo lavorato bene, organizzato diverse serate informative, abbiamo proposto dei workshop, abbiamo incontrato i giovani e i dipendenti comunali». Insomma, l’aggregazione poggia su buoni presupposti, il rapporto della commissione è stato apprezzato e votato a larga maggioranza da tutti i cinque legislativi, che, come i Municipi, hanno dato il preavviso favorevole. Anche il Consiglio di Stato lo appoggia, sostenendo concretamente il progetto con 7,2 milioni di franchi. Tuttavia, Pozzi preferisce non sbilanciarsi: «Con il contributo cantonale, si riuscirebbe a risanare le finanze e procedere a investimenti sul territorio. Il nuovo Comune avrebbe la dimensione ideale, non sarebbe troppo squilibrato a favore di una realtà ingombrante e darebbe quelle garanzie alla popolazione di potersi riconoscere a livello identitario, assicurando un buon dialogo per affrontare i problemi. Spero che la gente capisca che lo status quo significherebbe andare avanti alla cieca».

Belloni: ‘Più difficile motivare le persone’

Dal canto suo, il sindaco di Bedigliora Tiziano Belloni (dal 2016, ma attivo in politica da oltre vent’anni sia come consigliere comunale sia in Municipio) auspica che il progetto si concretizzi: «Confermo il mio sostegno, la commissione di studio ha lavorato bene sin dall’inizio. Sono favorevole perché, da alcune legislature mancano persone disposte a impegnarsi nella politica comunale. L’attuale Municipio è rappresentato da una lista civica. Le elezioni sono tacite da almeno due legislature per il Consiglio comunale, mentre prima c’erano dei gruppi. Risulta sempre più difficile motivare le persone. Se ci fosse una realtà comunale più grande, ci sarebbe probabilmente uno spirito diverso e maggiore apertura nell’assumersi responsabilità». Se non andasse in porto sarebbe disposto a restare attivo politicamente? «Mi piacerebbe avere un’alternativa, visto che sono pensionato. L’impegno è grande sia all’interno che verso l’esterno. Dobbiamo prendere decisioni di responsabilità e siamo sempre sotto tiro», risponde Belloni, secondo il quale, «il nuovo Comune garantirebbe maggiore progettualità per il futuro e sarebbe un interlocutore più forte».

Marcozzi: ‘questo è davvero l’ultimo treno, dopo questo tolgono anche i binari’

Anche Marco Marcozzi, sindaco di Miglieglia, crede nel progetto. Rispetto al 2004, cosa è cambiato? «Sono cambiati i tempi e tante persone, più di così, la commissione di studio non avrebbe potuto fare. Come battuta (ma fino a un certo punto, ndr) dico spesso: questo è davvero l’ultimo treno, dopo tolgono anche i binari». A Miglieglia, la situazione è simile a Bedigliora e ad Astano, le elezioni si tengono tacitamente da tante legislature. «Pensavo che dopo vent’anni di sindacato potessi concludere la mia ‘carriera’ politica locale. Invece sono ancora qui e ho dovuto rimettermi in gioco, altrimenti, qualche anno fa, c’era il rischio che il Comune finisse in gerenza. Tanti hanno già votato, sarebbe bello che ci fosse una grande partecipazione. Invitiamo tutti a votare».

Gianni Nava, sindaco di Curio, si dice fiducioso di un esito migliore rispetto a 19 anni fa: «La situazione è cambiata radicalmente, i presupposti sono differenti. Fino a domenica prossima, non si può dire con certezza, ma mi sembra che stia andando abbastanza bene. Qualcuno che è contrario ci sarà sicuramente e ci mancherebbe altro, però mi pare che il sentimento generale sia tendenzialmente positivo». L’auspicio del sindaco di Curio è quello di una «massiccia partecipazione per avere un segnale di interesse da parte della popolazione e che tiene al futuro del proprio territorio». Una partecipazione che fino a qualche giorno fa, a Curio, si è attestata tra il 35 e il 40 per cento.

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