Lugano

Lalia non è una parolaccia, ma in Città...

In alcuni ex Comuni, gli esecutivi scordarono di chiedere ai proprietari il contributo dovuto per legge. A Palazzo Civico giungono numerose contestazioni

(Ti-Press)
20 settembre 2023
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Tra le polemiche e il malcontento, che hanno travolto Lugano e l’amministrazione cittadina, sul contributo Lalia (Legge d’applicazione della legge federale contro l’inquinamento delle acque, in totale 118 milioni di franchi) chiesto dalla Città, per finanziare l’esecuzione delle opere di costruzione della rete di canalizzazioni emerge che in alcuni ex Comuni, prima delle tre fasi di aggregazioni (2004, 2008 e 2013), non ci si è nemmeno posti il problema del prelievo, o addirittura l’esecutivo chiese ai proprietari un contributo libero. Mentre resta in pubblicazione fino a oggi, mercoledì 20 settembre, il prospetto dei contributi di costruzione provvisori, aggiornato al costo delle opere e al valore di stima, a Palazzo Civico continuano ad arrivare richieste di informazioni e anche i numerosi reclami. Su questi ultimi, prenderà posizione il Municipio, ma c’è facoltà di ricorrere fino al Tribunale federale.

Accessi agli atti migliorato

Il punto alla situazione verrà effettuato oggi dall’Ufficio giuridico e dalla Divisione delle finanze di Lugano. Le numerose contestazioni erano peraltro attese. Dalla pubblicazione, lo scorso mese di agosto, l’accesso agli atti è però migliorato. Dopo le proteste, il Municipio ha concesso la possibilità agli interessati di fotocopiare la documentazione o di fotografarla col telefonino. Un paio di settimane fa, l’esecutivo ha inoltre pubblicato sul sito di Lugano diversi documenti e ha adottato una serie di misure per venire incontro ai proprietari. Tra queste, spiccano l’estensione del termine di pagamento e una rateizzazione su due anni senza interessi. Come si evince dall’immagine, la maggior parte delle emissioni (20’304) riguarda contributi che si situano tra i 20 e i 1’000 franchi, poi un’altra fetta tocca i proprietari ai quali non verranno chiesti soldi, perché la fattura sarebbe al sotto dei 20 franchi.

Quel lungo tempo trascorso

Basteranno questi sforzi per contenere l’ondata di reclami, alcuni dei quali si trasformeranno in ricorsi? Tra i proprietari c’è chi contesta l’ammontare del contributo, le basi su cui poggiano i conguagli calcolati, mentre altri puntano il dito sull’assenza delle fatture e lamentano il fatto che non c’è più traccia dei versamenti effettuati anni fa come acconti. Malgrado nella sezione albo comunale, sul sito della Città di Lugano, nella prima settimana di settembre, sia stata pubblicata parecchia documentazione, un paio di legali che preferiscono restare anonimi, ci hanno informato che invocheranno carenze in merito al diritto di essere sentiti, la prescrizione e la perenzione sui prelievi richiesti, a causa del lungo tempo trascorso dagli interventi. Secondo alcune persone chiamate alla cassa, mancherebbero i giustificativi.

La prova? I contributi cantonali

Agli occhi della Città, tuttavia, «gli interventi sono stati effettuati: questo è certificato dai contributi cantonali che la Città ha pagato in percentuale rispetto alla spesa effettiva», risponde il sindaco di Lugano Michele Foletti. In merito alla tempistica, in Municipio c’è chi ha chiesto di posticipare il prelievo a dopo le elezioni comunali, ma, a maggioranza, è stato deciso di procedere. «Abbiamo cercato di fare di tutto per garantire i diritti di ogni singolo cittadino: è stato aumentato il personale, abbiamo incrementato le ore a disposizione per prendere appuntamento ed è stato potenziato il centralino – osserva Foletti –. Poi, non è che tra qualche mese la situazione economica migliorerà: difficile che crescerà la fiducia dei consumatori, alla luce dell’aumento dei premi di cassa malati nel 2024, quando bisognerà mettere in conto anche il rincaro del costo dell’elettricità».

Opere finanziate da tutti

L’evocata assenza di giustificativi penalizzerebbe inoltre anche i contribuenti che hanno già pagato il dovuto per i lavori realizzati decenni fa, ai quali non verrà tuttavia conteggiato l’interesse attivo, per le fatture già versate come acconto, mentre il tasso d’interesse fissato dalla legge è del 5% ed è considerato troppo oneroso. I contributi Lalia, ricordiamo, sono destinati alle opere realizzate o da realizzare. Opere finanziate con i contributi di tutti i cittadini, anche di quelli non proprietari di immobili, e a quelle pianificate fino al 2028. Gli interventi effettuati rispecchiano i progetti approvati dal legislativo comunale e dall’autorità cantonale. Sono chiamati al contributo tutti i proprietari di fondi allacciati o allacciabili alla rete delle canalizzazioni sul territorio del Comune al momento dell’emissione del prospetto e che si trovano all’interno del Piano generale di smaltimento (Pgs), nonché le persone titolari di diritti reali limitati (come le servitù) che traggono dall’opera un incremento di valore del proprio diritto.

E i controlli?

A proposito di autorità cantonale: spiace dover constatare che, nei decenni trascorsi, nessuno ha provveduto a controllare se i Comuni abbiano effettivamente provveduto a incassare i contributi di miglioria. Come prevede la Lalia, che non evoca la possibilità di condoni, come rivendicato da alcuni. Eppure, gli enti locali hanno ricevuto il sostegno finanziario cantonale per gli interventi e questi sono stati effettivamente realizzati. Negli ultimi anni, per i lavori alle canalizzazioni, per i quali i Comuni hanno ricevuto il sussidio perequativo, la Sezione enti locali provvede a sorvegliare i prelievi.

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