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laR
 
03.12.2022 - 05:30
Aggiornamento: 09:50

Un laghetto di Muzzano sempre più... “nature”

Intervento in vista per la riva nord-est, prosegue il programma di valorizzazione avviato vent’anni fa

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Giusto vent’anni fa, nel 2002, entrava in vigore il "Piano di protezione cantonale del Laghetto di Muzzano". Si prefiggeva di affrontare con un nuovo approccio la situazione del piccolo specchio d’acqua, che era abbastanza compromessa a livello ambientale, nonostante il laghetto appartenesse fin dal 1945 a Pro Natura. Nel successivo ventennio una serie di interventi sono stati svolti per la valorizzazione naturalistica, in particolare degli ambienti umidi, mentre con i comuni circostanti veniva lanciato un programma di risanamento delle acque. Opere che, stando a un "Monitoraggio della biodiversità" effettuato fra il 2014 e il 2016, starebbero dando risultati incoraggianti, come viene confermato anche dai dati sulle specie vegetali e animali. Il lavoro prosegue, e presto verrà messo in atto un altro intervento, che riguarda un tratto della costa nord-est sotto la stazione Flp di Sorengo laghetto, nel comune di Sorengo appunto, dove è stata depositata la necessaria domanda di costruzione. L’operazione prevista riguarda in particolare il profilo della riva.

Litorale riprofilato

Ma in pratica, che lavori verranno fatti? Lo chiediamo a Serena Britos, che presso Pro Natura si occupa proprio del laghetto di Muzzano. «Si tratta di un lavoro di valorizzazione. Ogni anno vengono eseguiti lavori di valorizzazione e di gestione nel contesto del piano di gestione e valorizzazione 2020-2029. In questo caso si tratta scarificare le rive (addolcirle) e riprofilare il litorale al fine di favorire il canneto lacustre e delle zone umide in cui prevalgono dei mosaici vegetali palustri molto preziosi, e con specie rare. Verranno inoltre aumentati gli ambienti di riva e i suoli idromorfici e saranno spurgati i punti con acque ferme che favoriscono diversi animali tra cui anfibi, libellule e coleotteri».

C’è un preventivo di spesa? «Gli interventi in questione di aggirano sui 100mila franchi». Sono toccati anche terreni privati, e della Parrocchia, vi sono stati dei problemi per questo? «C’è stata collaborazione sia da parte dei proprietari sia da parte degli agricoltori che gestiscono i fondi in modo ecologico, e con i quali collaboriamo da tanti anni». Viene toccata anche la zona accessibile al pubblico? «Non viene toccata la parte accessibile al pubblico… l’unica cosa che toccherà il pubblico è che sarà ancora più bello da vedere... perché più ricco di punti d’acqua, di siepi e strutture ecologiche!».

Un programma a tappe

Questa opera, come detto, è una tappa del lungo percorso di riqualifica del laghetto, iniziato nel 2005 con il fattivo sostegno del Cantone e dei Comuni interessati. Tra gli esempi di quanto già eseguito, ricordati in una recente pubblicazione di Pro Natura, la gestione del canneto con l’impianto di nuovi popolamenti di canneto e il suo sfalcio invernale che hanno rinvigorito questo ambiente: la superficie è aumentata del 60% "e numerose specie di pesci, libellule, rettili e uccelli ne hanno giovato". Vengono poi menzionati i "Punti d’acqua" dissimulati attorno al laghetto. Tra i canneti sono stati creati una serie di stagni che hanno aumentato la diversità degli habitat e sono diventati dei rifugi per le specie maggiormente sensibili alla qualità dell’acqua."Questi punti d’acqua sono dunque dei piccoli gioielli di biodiversità dai quali potrebbe ripartire una futura colonizzazione dello specchio d’acqua principale" annota Pro Natura. Inoltre, nel 2009 la rimessa a cielo aperto del Restabbio, un affluente del laghetto, ha permesso di risanare un passaggio adatto alla microfauna sotto la strada della Piodella così da ricollegare in sicurezza (per gli anfibi e altri piccoli animali) il laghetto con il bosco di Collina d’Oro. Da ricordare infine la costruzione di una piattaforma d’osservazione che ha permesso agli utenti della riserva di ammirare il laghetto e osservare la sua flora e la sua fauna. Inoltre, la sua vicinanza alla Casa del Pescatore, un piccolo Centro natura, la rende un luogo ideale per svolgere attività di educazione ambientale.

Da qui al 2030, il piano di gestione contempla, oltre a sfalci e potature, allo scopo di una rivitalizzazione litorale lacustre, il ripristino di superfici di riva, lo spurgo e/o ampliamento degli stagni presenti attorno al lago, la gestione del saliceto arbustivo, migliorie della connettività ecologica dell’emissario e di via Sorengo, il controllo delle piante neofite e dei neozoi invasivi. Per il resto, bene ricordare che sono vietate tanto la pesca, quanto la balneazione e il pattinaggio, molto in voga tempo addietro quando gli inverni erano più freddi e il ghiaccio più solido.

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