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30.09.2022 - 08:11
Aggiornamento: 19:59

Direttore arrestato: ‘Si crei uno sportello per genitori’

Per la Conferenza cantonale dei genitori è importante che si riduca il rischio di situazioni simili. Contrastanti, intanto, le reazioni dei genitori

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Ti-Press
Una questione aperta

Uno sportello per genitori. Questa l’idea lanciata dalla Conferenza cantonale dei genitori (Ccg) all’indomani della conferenza stampa del Decs che ha informato delle dimissioni del direttore della scuola media del Luganese arrestato per atti sessuali con fanciulli, a causa di rapporti completi con un’allieva e toccamenti con un’altra. Come ci spiega il presidente della Ccg Pierfranco Longo «per un genitore insoddisfatto dal dialogo con la scuola del figlio, intraprendere la via della comunicazione con la Direzione del Decs oggi spesso è una scelta carica di preoccupazioni, perché non si vuole rischiare di compromettere ulteriormente la collaborazione con l’istituto che il figlio dovrà continuare a frequentare. Questi timori non dovrebbero pesare su un genitore, ma spesso è cosi. Un passo possibile, per avviare una cultura di maggior trasparenza e apertura nella gestione delle problematiche tra istituti, genitori e la Divisione della scuola, potrebbe essere quella di aprire uno sportello unico dedicato ai genitori. Questo consentirebbe al Dipartimento di avere conoscenza diretta dei problemi, delle casistiche, senza filtri, avere una visione di insieme, e valutare se e quando affiancare gli istituti nella ricerca di soluzioni, competenze, o nei casi più gravi sorvegliare ed intervenire. Per i casi critici, potrebbe rappresentare una soluzione nella giusta direzione. È una suggestione raccolta parlando con i genitori».

‘Modifiche, per ridurre il rischio che si ripetano situazioni simili’

Una comunità, quella dei genitori, dell’istituto e non solo, «molto scossa da quanto accaduto». Per Longo tuttavia, sulla base degli elementi scaturiti dell’iter della magistratura e da quello amministrativo, sarà necessario apportare modifiche, «laddove sono necessarie, per ridurre drasticamente il rischio che si ripetano situazioni simili». Il presidente è inoltre colpito «da un lato, da una comunità di genitori che ritiene di aver rassegnato alla Scuola in più occasioni segnali di preoccupazione tangibili, e dall’altro lato, apprendere che una direzione d’istituto ha gestito al proprio interno queste segnalazioni, senza condividerne il peso e la vigilanza con la direzione del Decs, che avrebbe avuto l’occasione di mettere in campo maggiori competenze e sguardo critico, nell’interesse primario di allieve e allievi».

‘Dialogo non gestito correttamente’

«Va ricordato – aggiunge Longo – che i genitori sono obbligati ad affidare i figli alla scuola tutti i giorni, e proseguire i propri impegni professionali e famigliari senza sosta per un lungo ciclo della loro vita. I genitori non frequentano l’istituto, non ne fanno parte quotidianamente come il corpo docenti che vi lavora, salvo che nei rari momenti d’incontro assembleare o negli ancora più rari casi di attivismo nei comitati di istituto. Per questo è importante che le preoccupazioni espresse da genitori, su singoli allievi o aspetti collettivi, trovino un dialogo aperto con la scuola, in cui docenti e direttori siano disposti a porsi pariteticamente verso le famiglie. Nel caso in discussione è indispensabile capire a fondo dove e quando questo dialogo ed i suoi contenuti non sono stati gestiti correttamente».

‘Non lasciare che i figli ci licenzino dal ruolo di genitori’

Un appello, infine, ai genitori: «Quello che è successo deve anche ricordare a noi genitori di mantenere un dialogo continuo con i propri figli, in forme diverse durante le fasi della crescita, ma continuo. Non lasciare che i figli ci licenzino dal nostro ruolo di genitore, è importante proprio per intercettare determinate problematiche e scendere in campo quando è necessario. A mio avviso quando c’è un problema i genitori dovrebbero confrontarsi tra loro e usare la rete di relazione con altre famiglie per costruire maggiori competenze nell’affrontarlo. La rete rende più forti. E anche quando ci si rivolge alle autorità l’impatto è più incisivo».

Genitori della sede: ‘È stato fatto un lavoro minimo’

Oltre all’opinione del presidente della Ccg, per commentare gli sviluppi abbiamo sentito anche alcuni genitori di allievi della sede in questione, dunque coinvolti nel caso. E le reazioni sono contrastanti. «Sono anni che alla direzione della Scuola media arrivavano segnalazioni da parte dei genitori – ci ha raccontato una mamma –. Sarebbe stato compito del Decs verificare che la questione fosse stata risolta, anche se non hanno più ricevuto lamentele. È stato fatto un lavoro minimo».«Questa situazione ha dell’assurdo, come se si volesse nascondere la polvere sotto il tappeto – commenta un altro genitore –. Mi dispiace ma il Decs non poteva ignorare una cosa del genere. Si sono solo girati dall’altra parte e se ne sono lavati le mani. Non è la prima scuola in cui si è verificato un caso simile e il docente veniva solamente spostato di sede».

Per evitare che in futuro si ripetano situazioni di questo genere, in cui una comunicazione chiara tra le parti viene a mancare, una soluzione potrebbe essere quella di costituire organi di controllo esterni al Decs e agli istituti scolastici che intervengano in maniera più mirata? «Sì, potrebbe essere un buon accordo», hanno risposto entrambi i genitori da noi interpellati.

‘L’educazione spetta in primis alle famiglie’

Dal lato opposto, un’altra mamma sostiene che quando i genitori comunicano, in particolare questioni così importanti e delicate, con la direzione dell’istituto scolastico, debbano mettere il Decs sempre in copia. «Se io come genitore sento delle lamentele da parte di mio figlio ma vedo che non viene fatto nulla, sono io a dover insistere e scalare l’ordine gerarchico e preoccuparmi che la questione venga ascoltata». Convergono con questa tesi le dichiarazioni rilasciataci dall’Assemblea genitori della scuola: «Incolpare unicamente la scuola non riteniamo sia giusto. L’altra sera, all’incontro tra i genitori e il Decs, le famiglie hanno detto che erano anni che giravano storie sul conto di quest’uomo. Perché allora non si è insistito? Non si può puntare il dito solo in una direzione. L’assemblea – ci hanno detto – funge da tramite tra le famiglie e le scuole. Nessuno ci ha interpellato. L’educazione spetta in primis alla famiglia».

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