08.09.2022 - 17:47
Aggiornamento: 18:36

Crisi energetica, ‘Lugano spenga le luci di notte’

Il gruppo dei Verdi avanza una strategia per regolare l’illuminazione pubblica e privata esterna

a cura di Red.Lugano
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Primo, evitare gli sprechi

Insegne e lampioni? Lugano riduca l’illuminazione pubblica e privata (esterna) allo stretto necessario. La richiesta del gruppo dei Verdi della Città va dritto al punto. Il momento, del resto, è di quelli cruciali quanto a crisi energetica. La strategia proposta? Far leva sui regolamenti comunali nel segno della riduzione dello spreco e della prevenzione dell’inquinamento luminoso.

"Oggi più che mai è importante un utilizzo parsimonioso e intelligente delle risorse – si legge nella mozione, primo firmatario Danilo Baratti –. Enti pubblici, imprese private, singole persone, sono chiamati a muoversi in questa direzione, e non mancano precise iniziative già annunciate in tal senso (per esempio quella di Coop, che spegnerà le luci dei suoi negozi dopo l’orario di chiusura, rinuncerà all’illuminazione natalizia e ridurrà la temperatura in uffici, negozi e magazzini)".

Di conseguenza ci si aspetta che anche Lugano non sia da meno, E allora perché non cominciare dall’illuminazione cittadina nelle ore notturne. "In questa direzione – si fa presente – vanno già diversi comuni piccoli e grandi (per esempio Lumino e Val-de-Ruz nel Canton Neuchâtel) o città come Neuchâtel, Nyon, Friborgo, Losanna e Berna". L’esempio di quest’ultima, in particolare, appare interessante, anche per il coinvolgimento della popolazione e diversi partner privati.

I Verdi avanzano quindi una serie di misure che potrebbero rivelarsi efficaci. Nella lista trovano posto lo spegnimento dell’illuminazione pubblica e privata esterna nelle ore notturne ovunque questo sia possibile; l’installazione di sensori di movimento e accensione automatica delle luci, e di temporizzatori, dove per motivi di sicurezza non fosse possibile lo spegnimento totale dell’illuminazione stradale; il lancio di campagne per sensibilizzare alle buone pratiche la popolazione, i commerci, ma pure professionisti, pianificatori, architetti, ingegneri e installatori locali; e la partecipazione dei funzionari responsabili a seminari e scambi di esperienza a livello nazionale.

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