25.08.2022 - 17:51
Aggiornamento: 19:13

C’è il video sul pestaggio all’interno del bar di Ponte Tresa

E domani il giudice dei provvedimenti coercitivi deciderà se mantenere in arresto il gerente accusato di tentato omicidio intenzionale

di Guido Grilli
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Ti-Press
L’istruttoria sulla violenta aggressione prosegue. Titolare dell’inchiesta, la pp Marisa Alfier

Ci sono le immagini sulla furibonda lite scoppiata martedì sera attorno alle 19 all’interno del bar San Marco di Ponte Tresa. Tutti i frammenti, secondo per secondo, dall’inizio dell’alterco avvenuto fra il cliente diffidato 42enne e il gerente 48enne domiciliato nel Varesotto – alle mani sarebbe venuto pure un 39enne denunciato a piede libero, ma con un ruolo minore – fino all’arrivo delle due pattuglie della Polizia cantonale e dei soccorritori della Croce Verde, sono a disposizione degli inquirenti. La videosorveglianza attiva all’interno e all’esterno dell’esercizio pubblico ha catturato le fasi salienti dell’aggressione: il video è stato posto sotto sequestro e sarebbe già stato visionato dagli inquirenti. L’istruttoria – titolare dell’inchiesta penale, la procuratrice pubblica, Marisa Alfier – prosegue per accertare le responsabilità dei due aggressori.

Immagini senza sonoro

Intanto domani il giudice dei provvedimenti coercitivi deciderà se confermare l’arresto o disporre la scarcerazione del 48enne, posto in manette la sera stessa della lite e rinchiuso alla Farera con l’accusa di tentato omicidio intenzionale, lesioni gravi e aggressione. Il video sarà determinante per ricostruire con precisione le intenzionalità dei protagonisti della grave aggressione. Un video tuttavia privo di sonoro, ciò che pertanto rende più difficile definire l’intensità delle azioni compiute dai protagonisti. A quanto pare i pugni inferti dal 48enne sono proseguiti anche quando la vittima era già a terra. Gli avvocati di difesa, dal canto loro, attendono di poter visionare le immagini prima di potersi pronunciare sull’inchiesta penale. Il 39enne a piede libero sosterrebbe, dal canto suo, di aver voluto soltanto immobilizzare la vittima, la quale avrebbe provocato il gerente e il suo collega, infrangendo la diffida dal locale ricevuta tempo prima. Tutte versioni al vaglio degli inquirenti, i quali attendono – un aspetto centrale nelle indagini – di conoscere i referti medici dell’Ospedale Civico di Lugano, dove da martedì sera è ricoverato il 42enne. Le sue condizioni sono gravi ma fortunatamente la sua vita non è in pericolo.

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