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16.08.2022 - 11:46
Aggiornamento: 18:00

‘Quinta Svizzera’ da venerdì in riva al Ceresio

Lugano si prepara al 98esimo Congresso degli svizzeri all’estero. Si discuterà di democrazia, voto elettronico e libera circolazione

Ats, a cura di Red.Web
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Ti-Press
Filippo Lombardi

Da venerdì è previsto a Lugano il 98° Congresso degli svizzeri all’estero. Oltre 400 persone provenienti da 40 Paesi discuteranno in riva al Ceresio di democrazia, voto elettronico e libera circolazione delle persone con l’Unione europea.

"Le voci della quinta Svizzera rappresentano un peso importante nello sviluppo della nostra democrazia", sottolinea il presidente dell’organizzazione che li rappresenta (Ose), l’ex consigliere agli Stati e attuale municipale di Lugano Filippo Lombardi, presentando il programma assieme alla direttrice Ariane Rustichelli.

Al centro delle discussioni ci saranno le sfide che la democrazia è chiamata ad affrontare. La guerra in Ucraina e il dibattito sulla neutralità, così come l’ascesa di regimi autocratici che violano i diritti umani e civili, dimostrano che si tratta di un tema più che mai attuale, rileva l’Ose in una nota.

Fra gli obiettivi politici e le aspettative dell’organizzazione figurano il mantenimento della libera circolazione delle persone, l’introduzione di un sistema di voto elettronico per gli svizzeri all’estero, l’accesso senza barriere alle istituzioni finanziarie elvetiche e la digitalizzazione dei servizi di Avi, Ai e assicurazione malattia. L’Ose auspica anche la realizzazione del previsto monumento alle vittime svizzere del nazionalsocialismo.

Venerdì il Consiglio degli Svizzeri all’estero (Cse) – ossia il ‘parlamento della quinta Svizzera’ – terrà la sua riunione ordinaria. I temi principali saranno l’introduzione dell’identità elettronica nel contesto del voto elettronico e le relazioni bilaterali tra Berna e Bruxelles. Su quest’ultimo tema si terrà una tavola rotonda con alcuni parlamentari.

Secondo Lombardi, la questione della libera circolazione delle persone figura in cima alla lista delle priorità insieme al voto elettronico, dato che circa due terzi degli svizzeri all’estero vivono in un Paese dell’Ue. "Vogliamo che il Consiglio federale faccia tutto il possibile per trovare una soluzione".

Sabato, l’assemblea plenaria inizierà con i discorsi di apertura del presidente della Confederazione Ignazio Cassis e della presidente del Consiglio nazionale Irène Kälin. Seguiranno interventi di personalità di spicco della politica, dell’economia, della scienza e della società sui temi discussi durante il congresso.

Si terrà anche una tavola rotonda con membri del parlamento sul ruolo degli svizzeri all’estero nel sistema democratico svizzero. Infine, i partecipanti discuteranno di ‘e-democracy’, dei diritti politici della quinta Svizzera, di fake news, dell’età per poter votare e dell’eleggibilità a partire dai 16 anni. Quest’ultimo punto sarà discusso con il Parlamento dei giovani svizzeri all’estero.

Domenica, i partecipanti al congresso saranno invitati a un’escursione sul Monte Generoso. La visita prevede un intervento dell’architetto Mario Botta. Secondo l’Ose, alla fine del 2021 vivevano all’estero circa 780’000 svizzeri. Quasi l’80% di loro aveva più di 18 anni e quindi disponeva del diritto di voto.

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