16.08.2022 - 12:47
Aggiornamento: 15:30

A casa di amici approfittò di una ragazza semi-incosciente

Tre anni e mezzo di cui sei mesi da espiare per un giovane giudicato colpevole di atti sessuali con persone inette a resistere o incapaci di discernimento

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Ti-Press

«Ho agito con incoscienza e sono molto pentito per quello che ho fatto. Se solo potessi tornare indietro...». Ammette le sue colpe il giovane sulla ventina condannato questa mattina nell’aula penale di Lugano al termine di un processo con rito abbreviativo come concordato dalle parti. Giudicato colpevole di atti sessuali con persone inette a resistere o incapaci di discernimento, sul suo conto la Corte delle assise criminali presieduta dal giudice Amos Pagnamenta ha inflitto una pena detentiva di 36 mesi, di cui sei mesi da espiare e i rimanenti trenta sospesi per un periodo di prova di due anni. Considerando la carcerazione preventiva (in totale 30 giorni), a cui è seguita l’esecuzione anticipata della pena (a partire dallo scorso 23 marzo), il giovane – patrocinato dall’avvocato Olivier Ferrari – uscirà presto di prigione: su di lui, gli ha però ricordato il giudice, penderà la spada di Damocle della condizionale.

Conoscendone e sfruttandone lo stato alterato dall’alcol, durante una festa con amici in un’abitazione del Luganese l’imputato ha abusato sessualmente di una coetanea dopo averla raggiunta in bagno. La vittima – ha scritto nell’atto d’accusa la procuratrice pubblica Valentina Tuoni – si trovava in uno stato di semi-incoscienza, e l’imputato non ha desistito malgrado il rifiuto espresso dalla ragazza, la cui testimonianza insieme a quelle delle altre persone presenti alla festa sono risultate decisive per ricostruire i fatti. La Corte non ha ritenuto adempiuto il reato di coazione sessuale, non essendoci la certezza che l’imputato abbia effettivamente spinto la giovane a consumare alcolici per poi approfittarne.

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