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La visuale sul parco Lanchetta di Cassarate
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laR
 
28.06.2022 - 18:54
Aggiornamento: 04.07.2022 - 22:06

Lugano, meno barche, più verde

Mozione interpartitica che propone a Città e cittadini il ridisegno del parchetto Lanchetta in via Castagnola, una ’zona molto pregiata del comune’

Liberare la riva dalle ringhiere, spostare le barche al porto ed eliminare l’asfalto in favore di una natura autoctona e della biodiversità. Questi i principali obiettivi della mozione interpartitica che chiede la riqualifica del parchetto Lanchetta, lungo viale Castagnola a Lugano. Secondo i consiglieri comunali di Lugano che hanno sottoscritto l’atto parlamentare (primi firmatari Niccolò Castelli e Marisa Mengotti), il ridisegno dell’intero fondo rappresenta l’occasione per valorizzare una zona quale parco in riva al lago Ceresio, che è ora, a parer dei mozionanti, "abbandonata all’asfalto, al traffico, alle barriere architettoniche e agli stalli per veicoli e di barche. Un luogo di per sé pregiato, a disposizione della cittadinanza, ma che nella pratica è caratterizzato da un parcheggio, asfalto, traffico, rumore e da una barriera di cemento e ferro battuto che impedisce l’accesso al lago".

Uno dei pochi accessi al lago

La mozione è emersa a seguito del messaggio municipale concernente la variante di riqualifica dello spazio riservato ai corsi d’acqua di tutto il territorio della Città. L’esame del messaggio ha permesso di trovare delle "opportunità da cogliere se si vuole una Città che si doti di spazi a misura d’uomo, in cui sia possibile l’accesso diretto alla natura". "Alla Lanchetta – è indicato nella mozione – non si può accedere all’acqua e nemmeno godere appieno della vista del lago perché la vista è completamente occupata da barche parcheggiate che, secondo quanto riporta chi abita in zona, vengono utilizzate estremamente di rado. Le panchine non hanno ombra, e neppure il cactus di plastica riesce a donare frescura ai passanti. Nei mesi più caldi è praticamente impossibile sostare per più di qualche minuto. La prossimità dalla strada molto trafficata, senza nessun tipo di riparo o separazione, rende impossibile l’utilizzo del parco da parte di bambini ‘liberi da guinzaglio’ o per tranquille sessioni di lettura o studio. Il parcheggio, incassato fra il cantiere navale e lo stabile in mezzo al comparto, genera continui intralci e manovre fra veicoli, pedoni, bus e biciclette quando a due passi il quartiere è costellato di stalli a disposizione degli automobilisti. La terrazza del ristorante non è inserita in un’oasi di pace; le strisce di prato sembrano più pensate per chi passa per far fare i bisogni al cane piuttosto che per chi vorrebbe distendersi un attimo a guardare il cielo. Il parco non sfrutta che in minima parte il suo potenziale. La pregevole fontana a est e il bell’ulivo al centro dello spiazzo rimangono infatti gli unici due elementi degni di nota di un luogo che purtroppo non ha, suo malgrado, il diritto di chiamarsi parchetto".

A interessare i mozionanti è anche un riale intubato all’altezza dell’incrocio fra viale Castagnola e via delle Scuole: "Un bene prezioso che la Città nasconde oggi sotto all’asfalto ma che in un futuro (sempre più caldo) potrà rivelarsi risorsa di grande valore".

La proposta concreta

I consiglieri comunali intendono proporre un ridisegno dell’intero parco per "liberare la riva dalle barriere e spostare le barche al porto, eliminare il minuscolo e scomodo parcheggio, riportare in superficie il fiume, separare il parco dalla strada, eliminare l’asfalto in favore di natura autoctona e biodiversità, creare aree per l’accesso all’acqua e zone d’ombra, inserire elementi che possano servire da rifugio o dimora per animali acquatici o uccelli, inserire elementi quali tavoli o panchine in armonia con un disegno sostenibile del parco, è qualcosa di fattibile e concreto". "Non può essere – prosegue la mozione – qualcosa che deve attendere 30-40 anni per essere attuato. Vi sono diversi esempi di lavori di questo tipo eseguiti senza la necessità di enormi budget. Oltre al notevole intervento alla Foce si pensi anche alla riqualifica delle rive del Cassarate lungo la strada della Stampa, la rivitalizzazione del riale Brima ad Ascona, ma anche Gordola, Claro o i Saleggi, tutti micro-interventi ma di grande impatto sulla natura e sull’uomo".

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