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laR
 
09.06.2022 - 05:20
Aggiornamento: 17:26

Dehor in piazza Cioccaro, c’è chi insorge

Ricorsi e lettere contro l’uso ‘privato’ da parte del bar ristorante Gabbani

dehor-in-piazza-cioccaro-c-e-chi-insorge

Impossibile non notarlo una volta scesi dalla funicolare: il ‘dehor’ del ristorante Gabbani occupa infatti una bella fetta di piazza Cioccaro, pieno centro storico, la ‘porta’ di Lugano per chi scende dalla stazione, con la ‘funi’ o dalla ripida via Cattedrale. Come molti altri esercizi pubblici, anche il Gabbani ha beneficiato delle agevolazioni provvisorie decise in tempi di Covid per aiutare gli esercenti, aumentando cioè la superficie esterna dei locali, siccome quella interna era totalmente o parzialmente off-limits. La struttura sembra abbastanza ben fatta ed è frequentata, fin qui non ci sarebbe molto da ridire. A mandare in bestia diversi colleghi attivi in questa zona del centro storico, come pure dei commercianti e non solo, è stato però il prolungamento della concessione, che sarebbe scaduta lo scorso 18 aprile, fino alla fine dell’anno 2022. Cosa che sostanzialmente impedisce lo svolgimento di eventi in piazza Cioccaro: i concerti all’aperto, per esempio – come il Blues to bop di fine agosto, che vedeva nella piazza una delle ambientazioni più apprezzate – ma anche i mercatini, la Festa d’autunno e quant’altro. C’è chi ha contattato per iscritto il Municipio contestando questa decisione; non sappiamo se ci sia spazio per ripensamenti, al momento il palco del Gabbani resta dov’è, spesso circondato dai furgoncini della stessa ditta. Una ‘privatizzazione’ strisciante della piazza?

Ma c’è dell’altro. Già prima che scoppiasse l’epidemia di coronavirus la Gabbani presentò una domanda di costruzione per una struttura nella stessa posizione. Domanda contro cui erano insorti alcuni confinanti. Come ci spiegano i proprietari del Palazzo Sayonara (al cui pianterreno si trova l’ex omonimo storico ristorante, oggi denominato ‘Spaghetti Pomodoro’). L’avvocato Aldo Ferrini: "Niente contro la Gabbani, mi sembra che questa struttura provvisoria andasse anche bene, ma trovo che un’occupazione stabile della piazza impedirebbe lo svolgimento di manifestazioni come la Festa d’autunno o i concerti. Il nostro ricorso però verteva su aspetti come la parità di trattamento verso gli altri esercizi pubblici della piazza, e soprattutto l’inserimento paesaggistico in piazza Cioccaro, che è la porta di Lugano per chi scende dalla stazione". A proposito dell’inserimento architettonico, a esserne particolarmente danneggiato è l’antico stabile Riva, sede fra l’altro del Consolato di Germania: uno stabile protetto inserito nel registro dei beni culturali, la cui vista è ostruita proprio dal ‘dehor’ incriminato. A quanto ci risulta i proprietari della casa, la famiglia Wicki, avrebbero pure presentato un ricorso contro la domanda di costruzione (ad opera, sembra, dello stesso console, l’avvocato Francesco Wicki). Da allora, tre anni fa, comunque nulla si è mosso. ‘Off records’ molte persone interpellate lamentano l’invadenza della Gabbani che ormai sembra considerare questo pregiato angolo del nucleo una sua dépendance – sotto accusa c’è pure il disinvolto posteggio dei furgoni – oltre ad aver rilevato pure il ristorante Cantinone, sempre in piazza Cioccaro. Avremmo voluto sottoporre la questione alla stessa società, ma pur avendo rintracciato uno dei fratelli Gabbani non siamo riusciti a ottenere delucidazioni in questo senso. In tutti i casi sui piatti della bilancia c’è un tema delicato: l’offerta degli esercenti e la fruizione pubblica delle piazze sempre più ‘rosicchiate’ da varie attività.

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