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Luci sulla polizia
24.05.2022 - 17:45
Aggiornamento: 19:20

Polizia del Vedeggio: il clima si fa più teso

Cresce il malumore all’interno del Corpo dopo l’inchiesta amministrativa. E il vicecomandante, sospeso, ricorre al Consiglio di Stato

Puntavano a ‘uno stretto riserbo’ il Municipio di Lamone e la Commissione intercomunale della Polizia del Vedeggio. Invece (come è giusto che sia quando si parla di istituzioni pubbliche, ndr) la notizia dell’apertura di un’inchiesta amministrativa a carico di quattro agenti (fra cui il vicecomandante) è uscita... allo scoperto e oggi, in un comunicato stampa, gli amministratori non hanno potuto far altro che confermare l’indagine che, da quanto rivelato, si sarebbe, nel frattempo, conclusa.

Non così però, da nostre informazioni, in tutti i suoi effetti. Ma facciamo un passo indietro, al febbraio scorso, quando un’inchiesta interna raggiunge quattro agenti della Polizia del Vedeggio. Più in generale, alcuni agenti, fra cui, come detto, il vicecomandante, avevano sollevato alcune obiezioni in merito alla conduzione del Corpo; scambi di opinioni su visioni e decisioni praticate dal superiore, in particolare per divergenze su almeno una procedura di contravvenzione. Da qui la decisione del Municipio di aprire un’indagine amministrativa, non però sul comandante ma su quattro agenti considerati ‘ammutinati’. Nel suo epilogo, così, a carico, per cominciare, di tre agenti vengono attuate alcune misure disciplinari fra cui multe e limitazioni degli scatti salariali, mentre il quadro viene sospeso (con stipendio). Se i tre agenti prendono la decisione di non ricorrere, giustificando la decisione con la volontà di non peggiorare il clima all’interno del Corpo (uno di loro però sembra essersi trasferito alla Polizia Malcantone Ovest), il vicecomandante, forte dei suoi vent’anni di carriera, prende carta e penna e scrive, in quanto in disaccordo con la decisione, al Consiglio di Stato.

È, dunque, ancora aperto il contenzioso fra il vicecomandante, che contesta i rimproveri che gli vengono rivolti, e il Municipio di Lamone, che dovrebbe pronunciarsi (quando non è dato al momento sapere) sul futuro del graduato. «Le risultanze dell’inchiesta interna e gli accertamenti fatti – ci ha fatto sapere l’avvocato Maria Galliani, che rappresenta il superiore e due dei tre agenti – non giustificano la misura presa nei confronti del vicecomandante».

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