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23.05.2022 - 17:22
Aggiornamento: 18:36

‘Il-rispetto-non-ha-età’: la polizia di Lugano gioca d’anticipo

Presentata la campagna di sensibilizzazione ‘mirata a promuovere una serena convivenza tra chi ha il diritto di divertirsi e chi di riposare’

di Guido Grilli
il-rispetto-non-ha-eta-la-polizia-di-lugano-gioca-d-anticipo
Ti-Press
Un’articolata campagna nel segno del rispetto e della tolleranza

Come conciliare il diritto dei giovani di divertirsi e quello di chi vuole riposare? «Con il rispetto e la tolleranza degli uni e degli altri». All’antico dilemma così risponde la campagna di sensibilizzazione, intitolata "#ilrispettononhaetà" promossa dalla Polizia Città di Lugano che giunge in coincidenza con la bella stagione e con gli eventi all’aperto, più movida e più occasioni di far serata.

Karin Valenzano Rossi, capodicastero Sicurezza e spazi urbani, alla conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa svoltasi oggi a Palazzo civico, ha evidenziato: «Da quando sono in carica ho avvertito una crescita di episodi d’intolleranza degli uni e degli altri. Complice anche il Covid. In alcuni casi abbiamo verificato episodi sopra le righe, ma altre volte non ne abbiamo avuto nessun riscontro. Rispetto alla realtà c’è stata una percezione accresciuta». Questo, secondo la municipale, è attribuibile anche ai «due anni di pandemia, contraddistinti da una situazione di calma straordinaria. La campagna si indirizza a tutti, sia ai giovani – che devono prestare maggiore attenzione in determinati orari e rispettare la proprietà privata –, ma anche agli adulti che devono capire che i giovani hanno il diritto di divertirsi e possono alzare la voce, entro certi limiti. La città ha bisogno di vivere, ma nel rispetto sia da parte degli esercenti sia di chi vive in centro. La propria libertà finisce sempre dove inizia quella degli altri». La campagna di comunicazione avrà luogo ufficialmente a partire da giugno e si protrarrà fino a settembre, svolgendosi così in piena estate, quando la vita all’esterno, favorita dalle giornate più lunghe e piacevoli, è per logica più intensa. Una serie di immagini, accompagnate da messaggi mirati, sarà diffusa sui più importanti mezzi di comunicazione offline e online e in occasione dei principali eventi organizzati dalla Città e dalla sua Divisione eventi e congressi dedicati principalmente ai giovani – è stato spiegato.

Dal 2019 al 2021 i casi di rumori molesti sono aumentati, dagli 800 ai 1’400

Il comandante della Polizia Città di Lugano, Roberto Torrente, ha dal canto suo dichiarato: «Alla riapertura e agli allentamenti dopo il Covid c’è stato un naturale aumento dei rumori molesti, dato dalla voglia di divertirsi. Oggi comprendiamo meglio certe situazioni che prima del Covid avremmo interpretato diversamente. I dati relativi ai rumori molesti e agli schiamazzi notturni a Lugano sono in aumento: dal 2019 al 2021 sono passati da circa 800 casi a quasi 1’400. Abbiamo anche gli esercizi pubblici quali destinatari della campagna: spesso, con situazioni di musica troppo alta e pseudoconcerti, si va oltre al consentito».

Ha evidenziato ancora la municipale: «L’obiettivo è veicolare la campagna in modo diffuso. Vogliamo approcciarci anche alle scuole. Tutto vuole essere tranne che un rimprovero nei confronti dei giovani né tanto meno degli adulti, ma vogliamo che entrambe le parti si interfaccino sul tema. Il messaggio vuole essere positivo e costruttivo. Perché negli ultimi anni di episodi negativi ne abbiamo avuti tanti. Vogliamo anticipare i problemi e vogliamo che ci si riappropri degli spazi e della libertà, ritrovando un equilibrio».

Ma come si svolgerà la campagna di sensibilizzazione? Anche sui social media, sui network più diffusi tra i giovani. Il rumore è stato uno dei primi elementi studiati dalla campagna, progettata dall’agenzia luganese Mazzantini & Associati. Ecco alcuni dei messaggi, che sfruttano fra l’altro il gergo giovanile: "Bro non serve rompere x spaccare! La città è di tutti: rispettiamola mantenendola pulita e integra" (per prevenire gli atti vandalici); "Divertirsi senza alzare troppo il volume...". E nell’altro campo, quello degli adulti, gli slogan hanno il seguente tenore: "Sum staia tosa anca mi... Restituiamo ai nostri ragazzi il tempo perso con la pandemia: siamo più tolleranti". Altro messaggio, sempre in dialetto: "Sum stai bocia anca mi". E la campagna – non poteva essere diversamente – è rivolta anche agli esercenti. Ecco uno dei messaggi: "Quanto vale un decibel? Il volume troppo alto non vale la multa: dalle 23 abbassa la musica del tuo locale per rispettare chi hai intorno".
Insomma, la città di tutti vuole essere uno dei principali moniti della campagna, ma tutti devono contribuire a rispettarla e a promuovere il rispetto fra le generazioni. Il rispetto dei giovani e una maggiore tolleranza richiesta agli adulti, ai quali la campagna di comunicazione chiede di "sopportare" un po’ di più il divertimento dei giovani.

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