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Recensione di Marco Zelioli
16.05.2022 - 19:19

In un libro l’opera omnia poetica di Valeria Masoni

Si tratta del primo volume, che raccoglie le poesie scritte fra il 1944 e il 1957. Perlopiù inedite: solo alcune sono state pubblicate in passato

È stato pubblicato il primo volute dell’opera omnia della scrittrice Valeria Masoni Fontana (1925-2020). Inserito nella collana ‘Il Pendolo d’Oro’ di Guido Miano Editore di Milano, il libro raccoglie poesie scritte nell’arco di una quindicina d’anni, considerato che la prima data che compare in calce alla quinta di esse è novembre 1944 e che l’unica sua raccolta edita è ‘Per quel che non muta’ (Lugano, 1957). Si tratta, dunque, di poesie in gran parte inedite: solo alcune sono state pubblicate in giornali e riviste ticinesi. La Masoni-Fontana si è dedicata alla scrittura a lato della sua professione di avvocato – prima donna ammessa all’albo professionale del cantone – ed ha scritto in prosa parecchi racconti di memorie familiari e d’infanzia pubblicati quasi settimanalmente dal 1978 al 1981 sulla ‘Gazzetta Ticinese’.

Nella prefazione al volume, Enzo Concardi traccia un esauriente ritratto artistico dell’autrice, che nelle sue personalissime poesie ci offre eco di Pascoli e Rebora, di Ungaretti e Montale, e tratti che alludono a Pavese e alla poesia-prosa. L’opera si sviluppa in undici parti, seguendo l’ordine cronologico ricostruito dai familiari della scrittrice, che ne hanno recuperato i manoscritti e corredato da utili note, che rivelano come molti versi siano stati rivisti e corretti nel tempo. Chiude il volume la rassegna bio-bibliografica.

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