23.02.2022 - 12:11
Aggiornamento: 17:25

Sulle presunte molestie in seno a Unitas, i Verdi chiedono lumi

Interrogazione al governo alla luce delle dichiarazioni rilasciate dal presidente, secondo cui non ci sarebbero state segnalazioni alla polizia

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Sollevano domande le dichiarazioni rilasciate da Unitas

A quanto ammontano i finanziamenti che il Cantone attribuisce a Unitas? È normale per il Consiglio di Stato che il presidente di un’associazione finanziata dal Cantone dica pubblicamente che le molestie (che sono dei reati penali) non sono (state) segnalate alla polizia? La persona che secondo il presidente Vicari è stata oggetto di provvedimenti, secondo nostre fonti sarebbe ancora membro della Fondazione Unitas in memoria di Tarcisio Bisi e Anita Gaggini. Corrisponde al vero? Se sì, per il Cantone è tollerabile che una persona oggetto di provvedimenti per molestie in un’associazione finanziata dal Cantone, abbia ancora un ruolo così importante a diretto contatto con gli utenti?

Sono le domande contenute in un’interrogazione dei Verdi (prima firmataria, Claudia Crivelli Barella) inoltrata al Consiglio di Stato. L’autrice riprende una dichiarazione del presidente di Unitas, Mario Vicari, rilasciata al portale Tio e a 20minuti lo scorso 18 febbraio: «Sono stati presi dei provvedimenti e per Unitas la vicenda è chiusa da due anni – ha sottolineato Vicari –. Non abbiamo mai segnalato nulla alla Polizia. Se qualcuno lo ha fatto è qualcosa di assolutamente arbitrario. Voler riaprire questa vicenda è diffamazione».
L’articolo – si legge nell’interrogazione – trattava di presunte molestie che sarebbero avvenute per anni in seno all’associazione Unitas (Associazione ciechi e ipovedenti della Svizzera italiana). "L’affermazione del presidente – evidenzia l’interrogazione – lascia credere che le molestie non siano presunte, se no non si spiegherebbero i provvedimenti di cui Vicari parla. È infatti ovvio che se non c’è molestia, non ci sono provvedimenti da prendere. L’associazione Unitas, come molte altre associazioni di utilità pubblica, beneficia di finanziamenti cantonali. È evidente che chi opera in un’associazione finanziata dal Cantone deve avere quel comportamento irreprensibile che legittimamente ci si aspetta in un ambiente protetto".

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