18.02.2022 - 19:18
Aggiornamento: 20:55

Ex Macello, bocche cucite sull’occupazione temporanea

La procuratrice pubblica Marisa Alfier interroga il vicesindaco di Lugano Roberto Badaracco alla presenza degli avvocati Castelli e Iglio Rezzonico

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Ti-Press/Samuel Golay
Gli avvocati Immacolata Iglio Rezzonico e Costantino Castelli, presso il Palazzo di Giustizia di Lugano

È stato convocato oggi pomeriggio al Ministero pubblico, in veste di testimone, il vicesindaco di Lugano Roberto Badaracco per fornire la sua versione dei fatti sulla rioccupazione dell’ex Macello avvenuta il 29 dicembre scorso. Il municipale, presentatosi senza avvocato, ha risposto a tutte le domande postegli dalla procuratrice pubblica Marisa Alfier, titolare dell’inchiesta penale, che ha richiesto la presenza degli avvocati Immacolata Iglio Rezzonico e Costantino Castelli. Bocche cucite al termine dell’interrogatorio durato meno di un paio d’ore: la pp ha vietato alle parti di parlare con i media. L’inchiesta procede per le ipotesi di reato di sommossa, aperta d’ufficio, nei confronti di una dozzina di persone che, a fine dicembre, hanno partecipato all’occupazione degli spazi sgomberati nella notte tra il 29 e il 30 maggio dell’anno scorso, e di violazione di domicilio, dopo la querela sporta dal Municipio di Lugano. Per determinare le responsabilità degli imputati, non sono da escludere ulteriori interrogatori. Un fascicolo a parte è stato invece aperto nei confronti di altre due persone, accusate di violenza e minaccia contro funzionari.

Nelle scorse settimane si era parlato anche di una denuncia penale, per lesioni, sporta da una donna che era presente quella sera all’ex Macello, tra il 29 e il 30 dicembre scorsi, quando ci sono stati anche tafferugli, ed è rimasta ferita, sostiene, a causa di una spinta da parte di un poliziotto. I tafferugli, ricordiamo, erano scoppiati tra gli autonomi e le forze dell’ordine, agenti della Polizia comunale e cantonale, schierati in tenuta antisommossa. Quella sera, gli autonomi hanno, per la prima volta pubblicamente, aperto una forma di dialogo con il vicesindaco Roberto Badaracco. Un dialogo durato poco visto che in seguito il sindaco Michele Foletti, al quale era stata data delega di azione da parte della maggioranza del Municipio, ha ordinato lo sgombero bis.

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