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11.02.2022 - 12:01
Aggiornamento: 17:44

Campione: spuntano le intercettazioni telefoniche

Intanto potrebbe essere rinviato il processo agli ex vertici di Comune e Casinò: l’accusa della Procura di Como ha impugnato diversi non luogo a procedere

di Marco Marelli
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Ti-Press
Una crisi ancora da chiarire

È a rischio il processo che in calendario il prossimo 12 aprile in Tribunale a Como dovrebbe chiarire se ci sia stata responsabilità da parte dei vertici del Comune e del Casinò, rispettivamente nel dissesto finanziario dell’enclave e nella chiusura della casa da gioco. Comune e Casinò, i cui destini non potevano essere disgiunti, considerato lo stretto legame che li ha sempre uniti: le risorse del secondo, che quando sono venute a mancare, per cause non sondate sino in fondo, hanno generato una montagna di debiti. Una sorta di Everest che ha portato alla cancellazione di quattrocento posti di lavoro, ovverosia quattro quinti dei livelli occupazionali dell’enclave.

I non luogo a procedere non convincono

La possibilità che il processo a carico di una ventina di imputati fra cui gli ex sindaci Marita Piccaluga e Roberto Salmoiraghi possa essere rinviato, deriva dal fatto che la Procura di Como ha impugnato, davanti alla Corte d’Appello di Milano, la sentenza pronunciata il 16 giugno dello scorso anno dal gup Andrea Giudici che a conclusione dell’udienza preliminare aveva dichiarato il non luogo a procedere nei confronti di 12 dei 18 imputati, relativamente ad alcuni capi di imputazione contenuti nella richiesta di rinvio a giudizio. Una assoluzione parziale con diverse formule quali “il fatto non è più previsto dalla legge come reato”, “perché il fatto non sussiste”, “per non aver commesso il fatto (compresa una presunta corruzione, ndr)” e “perché il fatto non costituisce reato”, con argomentazioni che non hanno convinto gli inquirenti della Procura di Como: Antonia Pavan, sostituto, Nicola Piacente, procuratore capo che hanno firmato il ricorso in Corte d’Appello.

Numerose intercettazioni telefoniche

Nel ricorso l’accusa sostiene anche la necessità di accertare la colpevolezza o l’innocenza degli imputati nel corso di un contraddittorio pubblico. E questo relativamente a tutti i fatti contenuti nella richiesta di rinvio a giudizio. Capi di imputazione per reati che vanno dall’abuso d’ufficio a falso in atto pubblico (per il filone riferito al Comune) e false comunicazioni sociali per occultare i conti in rosso del Casinò. Dalle ventidue pagine che motivano il ricorso alla Corte d’Appello per la prima volta si viene a conoscenza che nel corso dell’inchiesta condotta dal Nucleo di polizia economico-finanziarioa della Guardia di finanza di Como sono state effettuate numerose intercettazioni telefoniche a carico di alcuni indagati. Il contenuto delle telefonate allunga inquietanti interrogativi sull’intera vicenda. La Corte d’Appello di Milano sinora non ha fissato l’udienza per la discussione dell’Appello della Procura lariana. Da qui il rischio che il processo fissato per il 12 aprile in Tribunale a Como non possa essere celebrato.

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